C'è chi, a Genova, per manifestare contro il vertice dei G8, ci andrà con il treno, chi in auto, chi via mare e chi, per cercare di evitare possibili blocchi della polizia e dei "reparti speciali", si muoverà in bicicletta. Quattro giorni, dal 15 al 18 luglio, per percorrere i 250 chilometri che separano Lecco da Genova, passando da Milano e da Pavia.
Lo spirito dell'iniziativa, battezzata "BICIg8", è sì di spostarsi con mezzi alternativi, ecologici, ma soprattutto di organizzare una carovana di ciclisti che, attraversando la Lombardia e parte della Liguria, possa fare politica e sensibilizzando i cittadini lungo tutto il percorso.
I promotori sono il Kollettivo Malavida di Lecco e la rete Lilliput di Milano, di Como e di Lecco, con l'appoggio del Genoa social forum e di Ya Basta. L'organizzatore è Luca Esposito (detto Espy). Ci sono poi due padrini d'eccezione: il subcomandante Marcos e Manu Chao. Quest'ultimo attesissimo lungo il percorso.
Clarence ha incontrato Luca Esposito, per farsi raccontare il progetto a due ruote.
Luca è un ragazzo di Lecco, ha i capelli lunghi raccolti da una fascia e indossa una maglietta con su l'immagine del Che. Ha il fisico asciutto, tipico di chi fa molto sport. Infatti ha una passione: la bicicletta. Ma le due ruote non il solo "amore". Luca è uno dei tanti ragazzi italiani che da un po' di anni a questa parte segue il dibattito internazionale sui temi che stanno infiammando i cuori e gli ideali di molti ragazzi in tutto il mondo: quelli sulla globalizzazione, sullo strapotere delle multinazionali, sull'ambiente, sulla violazione dei diritti umani, sullo sfruttamento del lavoro e del terzo mondo.
Quest'anno si è allora messo al lavoro e, visto che a Genova tra il 20 e il 22 luglio si terrà il Vertice del G8, ha pensato di organizzare qualcosa che unisse le sue passioni: la bicicletta e la "contestazione".
Ha così organizzato "BICIg8", una carovana di ciclisti di tutte le estrazioni sociali e politiche (dallo studente al pensionato, dal cattolico convinto al ragazzo dei centri sociali) che il 15 luglio partirà dalla lombarda Lecco alla volta di Genova.
"L'idea di organizzare questa manifestazione ci è venuta il 6 dicembre del 2000" racconta Luca, detto Espy. "Eravamo bloccati sul treno a Ventimiglia mentre tentavamo di andare a protestare contro il vertice di Nizza. Abbiamo allora pensato che la bicicletta potesse essere un mezzo utile per evitare gli infiniti blocchi della polizia". Così è nata l'idea di BICIg8 per il vertice genovese. Ma quante persone aderiranno, e che reazione avete avuto dalle istituzioni e dai comuni che attraverserete? "Abbiamo ricevuto - continua Luca - le adesioni di circa cento ragazzi e ragazze italiani, un po' da tutto il nord Italia. Alcuni arriveranno da Bologna e da Roma. Saranno poi presenti due ragazzi messicani (a cui abbiamo pagato il biglietto d'aereo) che saranno una sorta di "rappresentanza" dei diritti degli indios centroamericani per cui si batte il subcomandante Marcos. Aspettiamo poi altri due ragazzi australiani che già si trovavano in Europa per i fatti loro e che ci hanno contattato per partecipare alla manifestazione. Dalla Gran Bretagna sono partiti 44 ciclisti (ora si trovano in Francia) e dalla Germania ne aspettiamo una trentina. Saremo tanti insomma, nella speranza che alla frontiera non li blocchino con il sospetto che possano appartenere alle frange più dure del movimento, come i black block". E i comuni, non hanno paura che il "popolo di Seattle" faccia danni nei luoghi dove passa? "Dipende. A Pavia (giunta di centrosinistra) ci aspettano a braccia aperte. hanno già predisposto un parco dove potremmo dormire. A Tortona invece, dove la giunta è di centrodestra, sappiamo che avremo problemi. Lì la Lega ha già bocciato l'idea di ospitarci. Ma vedremo". E se vi proibiranno il passaggio? O se vi bloccheranno alle porte di Genova? "Se dovesse succedere abbiamo già avvisato chi di competenza che in duecento ci riverseremo sulle autostrade e lungo le linee ferroviarie per bloccare il traffico. Non credo che gli converrà...".
E una volta arrivati nel capoluogo ligure? "Per i tre giorni del G8 abbiamo pensato a diverse alternative: per il 21 potremmo organizzare una "pedalata romantica" da ponente a levante (non solo quindi nelle zone dove sarà "permesso" manifestare); poi abbiamo pensato a una sorta di "soccorso rosso" lungo il perimetro delle zone off-limits, per dare una mano a chi, nel caso di scontri, si faccia male; prevediamo anche di organizzare una "staffetta partigiana" per portare informazioni dalle zone rosse ai centri di informazione indipendente; infine non escludiamo la possibilità di violare le zone rosse da lato a lato".
Un'idea fuori dal comune quindi, specialmente se si pensa che ha il supporto du due padrini davvero eccezionali. Sul piano spirituale il subcomandante Marcos ha fatto sapere che sostiene l'iniziativa e ha dichiarato che vorrebbe tanto anche lui poter manifestare contro il G8 con un mezzo "così moderno" come la bicicletta. Sul piano materiale è invece atteso Manu Chao, che se arriverà in tempo aspetterà i ciclisti sul passo dei Giovi, per raggiungere anche lui quell'ambita stazione: Genova.
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