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  L'ASSALTO DELLE TUTE NERE
Le tute nere all'assalto della zona rossaE' una città blindata, che va a fuoco. La Genova blindata, voluta così per evitare ai manifestanti di entrare nella zona rossa si è ritrovata, a partire dalle 13.15, in stato di assedio, con elicotteri che giravano in tondo in continuazione, con l'odore acre della gomma bruciata nei dintorni di Brignole, con le sirene spiegate delle ambulanze che facevano da colonna sonora tra le vie del centro. Il casino è incominciato molto prima che le tute bianche e i gruppi della cosiddetta disobbedienza civile si organizzassero per concentrarsi lungo il corso Garibaldi, a circa un chilometro e mezzo dall'inizio della zona interdetta, nei pressi di piazza della Vittoria. I principali responsabili degli atti di guerriglia urbana, che hanno portato alla rottura di numerose vetrine di negozi, all'incendio di dozzine di automobili e cassonetti della spazzatura (stranamente ancora pieni di spazzatura) e agli assalti a supermarket e sportelli bancomat sembra che siano stati quelli del Black Block, altrimenti conosciuti come tute nere.
Molto uniti, vestiti di nero, con barre di ferro e caschetti di protezione si muovevano compatti, come se fossero un piccolo esercito ben addestrato. In tutto saranno stati 150. Veloci e determinati nella scelta delle loro azioni si muovevano agilmente, in maniera quasi incontrollata, tanto che pare che la polizia non li abbia contrastati in nessuna maniera. La zona d'azione delle loro incursioni è stata quella compresa tra piazza Tommaseo, via Tolemaide, piazza Giusti e piazza Manin. Lungo queste strade le auto in fiamme rendevano l'aria irrespirabile. Solo dopo l'intervento dei pompieri, che seguivano passo passo le azioni del Black Block l'aria tornava più limpida. Ma lo scenario era da vera guerriglia urbana. Ma chi erano, da dove venivano? Presumibilmente americani e olandesi, nessuno glielo ha chiesto, tanto erano agguerriti. Molti discutono così sul clamoroso flop della disposizione di sospendere il trattato di Schengen.
E le ormai celebri tute bianche? Se la polizia non era impegnata a bloccare il Black Block, dove era? Ovviamente davanti alle tute bianche e ai disobbedienti civili, armati di soli scudi di plexiglass, maschere anti gas, caschi e protezioni di gommapiuma. Nessuna barra di ferro, nessuna intenzione di spaccare nulla. Verso le 13.45 si ritrovano sul corso Garibaldi. Punto di arrivo, accordato con la questura, doveva essere la stazione di Brignole, a circa 6/700 metri di distanza. Ma qualcosa è andato storto. La polizia ha iniziato disporsi in assetto antisommossa ben prima della stazione (dove comunque si trovavano già svariati blindati, camionette con le rete di protezione, camion con gli idranti e un migliaio di poliziotti in assetto). All'altezza di via Tolemaide, come il corteo delle tute bianche ha iniziato a muoversi, è iniziata la carica e il lancio di numerosi lacrimogeni, pare senza che nessuno dei manifestanti avesse dato un segnale offensivo. E' iniziata così la battaglia, con un andirivieni di poliziotti che andavano a dare una mano ai colleghi. Sono stati sparati lacrimogeni ad altezza uomo, perfino all'interno di un tunnel, che poteva essere una via di fuga per chi, umanamente, voleva scappare. I disobbedianti si sono così ritrovati in trappola nei dintorni di via Tolemaide, prendendo un sacco di botte. Forse senza meritarsele.
E la gente, per strada, che diceva? I pochi genovesi che sono rimasti in città condannavano all'unanimità le azioni del Black Block. "Chi li risarcirà, quei poveri uomini che hanno speso una vita di sudore per mettere su un negozietto?", commentavano delle signore impaurite dagli elicotteri. Ma erano altrettanto incazzate (e non erano le sole) con chi ha voluto la loro città blindata. E delle sane accuse di incompetenza sono volate nei confronti di questo governo e dei suoi collaboratori.
E le altre azioni, come sono andate? Qualcuno, forse di Attac, è riuscito a infiltrarsi in piazza Dante, all'interno della zona rossa. un gesto simbolico, visto che erano solo 4 o 5 persone. Ma chissà, forse con il procedere della giornata e dell'assedio le cose potranno cambiare. Intanto, mentre sto per inviare questo pezzo, arriva la notizia della prima vittima: un giovane manifestante, che sarebbe stato ucciso da un colpo di pistola (o da un lacrimogeno) della polizia. Una donna sarebbe invece stata ferita in maniera grave, sempre nella zona intorno a via Caffa, la stessa dove è morto il dimostrante.
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 di Alberto Burba
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   data: 20 luglio 2001 protezione contenuti: assente Aiuto  

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