Giovedì 28 giugno: il governo italiano incontra i rappresentanti del Genoa social forum (la rete di organizzazioni che sta mobilitando oltre 700 gruppi che manifesteranno alla fine di luglio per dire no al Summit del G8 a Genova).
Motivo dell'incontro? Trovare un accordo tra contestatori e forze dell'ordine in previsione delle manifestazioni che porteranno nel capoluogo ligure circa 100mila persone.
E come è andato? Una "prima vittoria" della rete dei contestatori c'è stata. Dopo poco meno di due ore, tanto è durato il colloquio alla Farnesina tra i rappresentanti del Genoa social forum e i ministri Renato Ruggiero e Claudio Scajola, rispettivamente ministri degli esteri e dell'interno, il governo h fatto un dietrofront sull'ipotesi di inviare soldati a Genova. Resta però il nodo degli spazi a disposizione dei manifestanti (le zone gialle e rosse che sarebbero off limits per manifestanti e semplici cittadini).
Comunque, in sostanza, stando alle parole del portavoce del Gsf, Vittorio Agnoletto, si è trattato di "una vittoria" perché il governo ha riconosciuto come interlocutore il movimento e in qualche modo è sceso a patti. Vittorio Agnoletto ha dichiarato infatti "Abbiamo detto a Ruggiero che lo riteniamo uno dei principali responsabili dei disastri della globalizzazione. Gli abbiamo anche detto che il Wto non è una organizzazione democratica e lo abbiamo invitato a partecipare al nostro forum pubblico, dal 16 luglio a Genova. Come ex direttore del Wto".
Dall'altra parte anche Ruggiero ha confermato l'utilità dell'incontro e ha detto che è previsto un incontro con il segretario generale delle Nazioni unite Kofi Annan per trattare anche temi che stanno a cuore ai contestatori: dalla lotta alla povertà alla riduzione del debito alla lotta all'aids.
Sarà poi previsto un incontro con il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, con quello sudafricano Tabo Mbeki, quello del Mali Pumar Konarè e con il primo ministro del Bangladesh Sheik Hasina.
In sostanza, anche se permangono ancora molti dubbi sulla gestione degli spazi per manifestare, dall'incontro tra il Genoa social forum e le istituzioni italiane è nato una sorta di dialogo e qualche spiraglio per far sì che il G8 non sia solo un incontro tra potenti per i potenti del mondo, ma anche per discutere di temi come sfruttamento, povertà, lotta all'aids.
La rete dei contestatori è così riuscita a ritagliarsi uno spazio politico nell'ambito di questo importante vertice mondiale.
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