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War-poll La guerra all’Iraq da noi non raccoglie molti consensi: secondo i sondaggio tre italiani su quattro sono contrari all’azione militare. Lo stesso orientamento pacifista sembra maggioritario in Europa: la presidenza greca della Ue ha lanciato un sondaggio on-line sul proprio sito che ha dato risultati “bulgari”: oltre il 90 dei votanti ha espresso il proprio no all'intervento armato. La riluttanza del vecchio Continente ad imbarcarsi in questa avventura è palpabile: anche senza sondaggi la si può sperimentare nella cerchia dei propri familiari, amici, colleghi. Le ragioni della guerra trovano solo sparuti e affannati difensori. Più interessante ci sembra invece capire quale sia l’atteggiamento dell’opinione pubblica americana sulla guerra, la volontà di quel popolo da cui il presidente Bush trae la sua legittimazione e che di questa impresa dovrà sobbarcarsi onori e oneri. A questo scopo ci viene in aiuto un sondaggio commissionato e pubblicato pochi giorni fa dalla CNN/Time , uno dei colossi dell’informazione born and made in Usa. Il primo dato, secco e di assoluta rilevanza, è che la maggioranza degli intervistati, il 54%, è favorevole “ad un intervento armato condotto con truppe di terra destinato a rovesciare Saddam Hussein”. I contrari sono il 38%, gli indecisi l’8%. Scomponendo le percentuali si può notare che la guerra incontri l’approvazione del 71% degli elettori repubblicani (solo il 21% i contrari), ma non convinca molto i democratici. Tra loro si registra il 50% di contrari il 42% di favorevoli ai piani di Bush Jr.Bush gode insomma di un significativo sostegno popolare, anche se siamo molto lontani dagli indici di gradimento di cui cui il Presidente godette nei mesi successivi all’11 settembre. Scorrendo le percentuali per fasce di età, ci si imbatte in un altro dato interessante e, almeno dal mio punto di vista, preoccupante. L’attacco all’Iraq registra il massimo consenso tra i giovani: il 63% degli intervistati nella spicchio anagrafico compreso tra i 18 e i 29 anni è favorevole all’intervento, il 32% contrario. L’orientamento delle nuove generazioni oltreoceano sembra differire molto da quello maturato in Italia e in Europa dove il mondo giovanile ha abbracciato in larga misura la causa della pace. All’altro estremo della scala su cui si basa il sondaggio della CNN troviamo gli ultra 65enni, gli unici nella suddivisione per fase anagrafiche a negare il proprio sostegno alla scelta della Casa Bianca. Solo il 40% dei nonni d’America si dichiara favorevole all’uso delle armi, contro il 46% di contrari. Sarà un caso che questa risposta in controtendenza venga da uomini e donne che la guerra l’hanno vista e sperimentata sulla propria pelle sui campi di battaglia d’Europa e del Pacifico? Inviato da Guido Fossati , Mercoledì 26 Febbraio 2003
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