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Un digiuno senza se e senza ma ![]() di Maurizio Pluda Ha aderito anche Bossi, il che è tutto dire... il senatur l'ha fatto con il suo solito aulico linguaggio ("Non mangerò. Io sto con la Chiesa della tradizione. E poi, mi si abbassa la pressione"), ma l'ha fatto. E con lui tanti, tantissimi, italiani. Cattolici, credenti di altre confessioni (dall'islamismo al buddismo), laici e financo comunisti, più o meno post. E' il digiuno per la pace lanciato da Wojtyla in concomitanza con il tradizionale mercoledì delle ceneri che segna l'inizio della Quaresima. Ma quest'anno fare la penitenza e pregare è diventato qualcosa di più che l'osservanza di un precetto per i fedeli. Il papa polacco l'ha virato sul tema del no alla guerra, di un momento di preghiera e di meditazione perché alla fine, nonostante tutto, vinca la pace. Un po' ecumenico (d'altronde lui è il pontefice), tanto da ottenere l'adesione di Bertinotti come dell'ambasciatore americano presso la Santa Sede, mister Jim Nicholson: un'adesione che fa storcere il naso (è il lupo che si traveste da agnello ed entra nell'ovile...), ma che anche a un laico come me fa sperare nel miracolo. Oggi, però, Wojtyla ha deciso di essere molto meno ecumenico. Nell'udienza generale, davanti alle 6.500 persone che affollavano l'aula, Giovanni Paolo II ha infatti usato parole chiare, senza se e senza ma: "Mentre entriamo nel tempo della quaresima, non possiamo non tenere conto dell'attuale contesto internazionale, nel quale si agitano minacciose tensioni di guerra. Occorre da parte di tutti una consapevole assunzione di responsabilità e uno sforzo comune per evitare all'umanità un altro drammatico conflitto. Possa questa giornata di preghiera tradursi in gesti concreti di riconciliazione: dall'ambito familiare a quello internazionale, ciascuno si senta e si faccia corresponsabile della costruzione della pace''. Al piccolo Bush staranno fischiando le orecchie, anche se temo che il "cerume" ideologico che le occlude gli impedirà di sentirle davvero... Ma forse il messo mandato da Wojtyla riuscirà a sturarle un po' quelle orecchie. Il cardinale Pio Laghi parla infatti la stessa lingua di Bush e del suo clan: per chi non lo sapesse, Laghi fu nunzio apostolico in Argentina al tempo della dittatura e si schierò decisamente a fianco dei militari, nonostante fosse a conoscenza della feroce politica di repressione della giunta e del dramma dei desaparecidos. In questo caso vale davvero il detto: Dio li fa, poi li accoppia. Come temo che pure il rais di Bagdad, l'immarcescibile e indifendibile Saddam, non ascolterà le parole del papa cattolico. Anche perché in Iraq Giovanni Paolo II ha mandato il cardinale Etchegarray, un "ambasciatore" di tutt'altro livello: forse doveva scegliere un macellaio... E così, nonostante appelli, manifestazioni e digiuni, la macchina bellica continua a muovere i suoi cingolati. Non ci resta che piangere. O, per restare in tema, sperare in un miracolo... Inviato da Maurizio Pluda , Mercoledì 5 Marzo 2003
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