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Ogm? No, grazie Nel corso di questi ultimi anni la questione è rimbalzata a livello internazionale, arrivando alla Corte di giustizia europea che ha sede in Lussemburgo. Ed è di oggi la notizia che, dopo una serie di valutazioni, la Corte dell’Unione europea ha dato ragione all’Italia affermando che "se uno Stato ha motivi fondati per sospettare l'esistenza di un rischio per la salute, può limitare provvisoriamente o sospenderne la commercializzazione e l'utilizzo di questi alimenti sul suo territorio". Il regolamento comunitario sui nuovi prodotti alimentari ha una duplice finalità: da una parte deve sì garantire il funzionamento del mercato interno di questi prodotti, ma al tempo stesso deve tutelare la salute pubblica. I giudici del Lussemburgo hanno precisato però che la semplice presenza di residui Ogm nei prodotti non ne impedisce la diffusione, ma hanno stabilito che in caso di commercializzazione le differenze di composizione degli alimenti derivati da Ogm dovranno obbligatoriamente "essere specificamente menzionate nell'etichettatura". Grande soddisfazione per il “verdetto” è stata espressa da Legambiente, l’associazione che si batte da anni per la difesa della salute dei cittadini e che in questa occasione ha esultato ribadendo: "è stata garantita la sovranità alimentare e la sicurezza dei consumatori". La decisione della Corte di giustizia europea arriva poi a pochi giorni dall’inizio del vertice messicano del Wto (World Trade Organization, l'organizzazione mondiale del commercio), i cui 146 Stati membri saranno rappresentati al vertice di Cancun dal 10 al 14 settembre. Chissà, forse il “verdetto europeo” avrà qualche ripercussione sulle lunghe discussioni che i big del commercio mondiale si apprestano a fare a due passi dalle meravigliose spiagge messicane. Inviato da Alberto Burba , Martedì 9 Settembre 2003
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