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CONTROINFORMIAMO CON
NOVITA' L'altro nuovo ordine mondiale La torta irachena Gli USA rifiutano ufficialmente di bonificare l'Iraq dall'Uranio Impoverito L'uomo invisibile Armi chimiche in Iraq: attenti all'etichetta! Il peso della vittoria L'amministrazione Bush sta preparando l'invasione dell'Iran per il 2004 La guerra è finita... Dopo il crollo, la fiction L'Impero vince ancora Verso un Impero americano? Il "soldato Jennifer" e l'infamia della "liberazione" Contro la Fiction del Regime La guerra che (non) avanza Lo show dei simulacri 2.0 "L'uranio impoverito resterà in Iraq per generazioni" Denunciare e far processare i propagandisti della guerra Giornalisti si nasce. E si muore I blindati angloamericani avanzano nelle nostre connessioni neuronali? Bombe a grappolo... Woolsey, l'idiota della IV guerra mondiale Gli otto miti americani sull'Iraq Perle, il Principe delle tenebre 2 aprile: tutti fermi contro la guerra Petrolio: il sangue della guerra Falchi on line Gli interessi del conflitto Mamma li turchi God less America Dario Fo e Franca Rame in tv contro la guerra Usa, Pearl Jam boicottati perchè contro la guerra Non Fo la guerra Severgnini horror I tre falsi preconcetti Quelle volpi di Fox News La Repubblica delle patacche The voice of America La risposta di Saddam WAR Repubblica.it: Ucciso Tareq Aziz? Il ruolo della Turchia nel dopoSaddam Desert Storm 1.0 Microfoni spia al Consiglio dei ministri europeo NY Times: La dottrina Bush Media & menzogne Emergenza Iraq Cessate il fuoco Power Benjamin "Aiutiamo la popolazione irachena". La campagna delle associazioni umanitarie italiane Stati di polizia? CNN: la tv del regime Fuori la guerra dalla tua spesa! Un appello per la pace Lettera dalla Palestina Vidal: le menzogne dell'impero Ahmed: Dominio americano Guarda in faccia la guerra Sabotaggio telepatico In piazza contro la guerra CLARENCE COOL!
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Ormai, il lavoro serve per limitare al massimo i danni che ci possiamo fare nel tempo libero.
(Beppe Grillo)
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Segnalazioni:
![]() (Riceviamo dall'agenzia di informazioni Acea e, come si dice in questi casi, volentieri pubblichiamo) Il 15 febbraio alcuni siti e riviste di informazione indipendente hanno dato vita a Mediawatch, un osservatorio sull'informazione di guerra che in poco più di un mese ha raccolto oltre 300 segnalazioni, documentando manipolazioni, forzature, censure, menzogne e propaganda. L'iniziativa - ospitata sul sito dell'associazione PeaceLink - è stata promossa da un gruppo di siti e riviste di informazione indipendente: Altreconomia, Carta, Azione Nonviolenta, Buone Nuove, Guerre & Pace, Indymedia. Information Guerrilla, Informazione senza frontiere, PeaceLink, Terre di Mezzo, Unimondo, Vita, Volontari per lo sviluppo. Oggi più che mai i giornali e la televisione sono chiamati a rispondere del loro operato, e la lista delle cose di cui rendere conto è stata costruita grazie al contributo di tutti i cittadini che hanno inserito le loro segnalazioni in rete, dando vita a una vera e propria "commissione popolare di vigilanza" sul sistema giornalistico e radiotelevisivo. Da soli non ce l'avremmo mai fatta. La guerra ci ha travolto con una valanga di informazioni e messaggi, difficili da gestire singolarmente. La rete di osservatori nata attorno a Mediawatch, invece, è diventata un gruppo di "auto-aiuto" dove ognuno ha contribuito all'analisi collettiva dell'informazione di guerra, costruendo una comunità virtuale di lettori consapevoli, dove lo sforzo di documentazione veniva ripagato dalle segnalazioni ricevute dagli altri. Il frutto di questo lavoro è stata una vittoria su quella "overdose di informazioni" che costituisce la forma più subdola della moderna censura. Il quadro culturale e mediatico che emerge da questo sforzo è davvero desolante, con una lunga sequenza di menzogne e falsità, propinate a ritmo più che quotidiano. Pubblicato da Maurizio Pluda , 05:32 PM
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di Eva Milan - Zabrinsky Point
Sin dal 1991, ai primi albori del loro successo, i Pearl Jam sono stati protagonisti di numerose battaglie per i diritti civili negli Stati Uniti, a partire dai concerti/tributi di Rock For Choice (per il diritto all'aborto), Rock The Vote (nato come campagna di sensibilizzazione e coinvolgimento politico durante le elezioni del '92), Tibetan Freedom (a sostegno della causa tibetana), i concerti a sostegno di Ralph Nader dei verdi americani durante le elezioni del 2000, i numerosi concerti di beneficenza a favore di enti non profit (Bridge Benefit, TeleFood Campaign, Home Alive), per non parlare della battaglia legale intrapresa (e persa) contro il monopolio sui concerti dell'agenzia statunitense TicketMaster.Pubblicato da Roberto Vignoli , 01:39 AM
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da Nuovi Mondi Media
![]() Al Jazeera intervista il prof. Rocke, ex dirigente del progetto sull’uranio impoverito al Pentagono. Presentatore: Lei ha detto che il 36% dei veterani che hanno partecipato alla guerra del Golfo del 1991 moriranno di cancro, 160,000 sono disabili e 8000 sono già morti, ma ancora gli Stati Uniti insistono nell’utilizzare l’uranio. Si aspetta ulteriori casi di avvelenamento da uranio? Prof. Rocke: Certo. Abbiamo già visto altre vittime tornare dalla zona. Sebbene la guerra sia finita nell’autunno 1991, gli USA hanno continuato ad inviare truppe in quella regione. Oggi sappiamo, verificato dallo United States Department of Veteran Affairs, che oltre 250.000 soldati americani che hanno partecipato alla guerra del golfo o sono rimasti nella regione fino al maggio 2002 sono divenuti permanentemente disabili a causa dell’esposizione all’uranio. E sappiamo anche che 10.000 sono già morti e che i morti aumentano al ritmo di 140 al mese... Pubblicato da Roberto Vignoli , 11:11 AM
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di Freebooter
![]() I crimini punibili secondo il diritto internazionale sono stati innumerevoli: la guerra di aggressione contro un paese sovrano (crimine contro la pace), il bombardamento e l’uccisione di civili, la distruzione di infrastrutture civili, l’uso di bombe a grappolo, l’uso di proiettili all’uranio impoverito, l’assassinio di giornalisti e di personale della Croce Rossa, gli incitamenti al saccheggio ecc. Di tutti questi crimini possono essere denunciati e perseguiti non solo i governi ma tutte le "press-titutes", i propagandisti della guerra, anche italiani Pubblicato da Roberto Vignoli , 10:59 AM
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Analisi:
di
Wu Ming 3 e Wu Ming 4 - Fonte: Carta anno V n.14, 17 / 23 aprile 2003Non vi è alcuna possibilità di ricostituire ordini ed equilibri basati sugli esiti del secondo conflitto mondiale. Qualsivoglia atteggiamento "resistenziale", che guardi al passato e alla conservazione di equilibri e istituzioni inservibili, è inadeguato e perdente. Guardare il nemico negli occhi, porre lo sguardo all'altezza della sua sfida, è la sola disposizione che offra una chance a coloro che si propongono di affrontare un'armata di cowboys seduti su una montagna di barili. Il movimento globale è nato per questo motivo. La consapevolezza di questa realtà è l'origine stessa del movimento Pubblicato da Roberto Vignoli , 10:39 AM
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Analisi:
![]() di Guido Fossati Mentre Berlusconi si secca con i partner europei per un documento sul dopo Saddam confezionato senza il suo prezioso consiglio (non per il contenuto , ma per la procedura con cui è stato elaborato, dice il nostro Presidente del Consiglio), i nuovi padroni dell’Iraq si spartiscono il bottino. Mentre l’Europa teorizza e si affanna a trovare una posizione comune, il presidente Bush ricompensa con lucrosi contratti la sua “guardia repubblicana”, ovvero la lobby politico-industriale che lo ha finanziato e scortato nella campagna per la conquista della Casa Bianca prima e poi in quella per l’Iraq. Un bella fetta di torta è stata assegnata ieri alla Bechtel Group di San Francisco che ha vinto un primo appalto di 34,6 milioni di dollari, destinati a diventare 680 nei prossimi 18 mesi, per ricostruire strade, centrali elettriche, aeroporti e acquedotti non esattamente in buono stato dopo i bombardamenti intelligenti di Iraq Freedom. Pubblicato da Guido Fossati , 06:45 PM
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Analisi:
dossier a cura di Nuovi Mondi MediaGli USA affermano di non avere in progetto di rimuovere l’Uranio Impoverito (DU) derivato dalle armi da loro utilizzate in Iraq. La motivazione è che la bonifica non si rende necessaria in quanto le ricerche sull’Uranio Impoverito non hanno dimostrato che quest’ultimo abbia effetti a lungo termine. Affermano anche che uno studio del 1990 che riporta i rischi per la popolazione locale e per i veterani può dirsi antiquato. Una ricerca dell’ONU dimostra che l’Uranio Impoverito contamina l’acqua e l’aria per almeno i sette anni successivi all'esplosione. L’Uranio Impoverito è molto denso e molto efficace nel perforare i veicoli corrazzati. Quando un’arma con la punta in Uranio colpisce un oggetto solido, come la copertura di un serbatoio, attraversa la parete prima di esplodere in una nube di vapore bollente. Questa nube si deposita poi come polvere chimicamente tossica e radioattiva. Pubblicato da Roberto Vignoli , 11:29 AM
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Segnalazioni:
di Maurizio PludaLa guerra è finita. Ma il dopoguerra rischia di essere più devastante (addirittura? addirittura!) del conflitto. Al di là della retorica e delle comunicazioni ufficiali, chi è in Iraq in questo momento racconta infatti una realtà da incubo. Fra questi testimoni indipendenti c'è Gino Strada, con lo staff di Emergency, l'organizzazione non governativa italiana da lui fondata nel '94, il cui obiettivo è fornire assistenza alle vittime civili dei conflitti, ai feriti e a tutti coloro che soffrono delle altre conseguenze delle guerre. Ecco la sua testimonianza. Pubblicato da Maurizio Pluda , 05:06 PM
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Analisi:
![]() di Guido Fossati Magari stasera lo vediamo in televisione circondato dai marines e con lo sguardo smarrito: tutto quello che leggerete di seguito non avrebbe allora più senso. Può darsi che Saddam il terribile venga catturato, che il dittatore sanguinario venga assicurato alla giustizia, interrogato e processato, ma qualcosa mi dice che le cose non andranno così. Non sono fornito di palla di cristallo e non posso annoverare tra i miei contatti “gole profonde” che da Langley mi passano informative riservate. Mi chiedo semplicemente se agli americani convenga trovare il rais vivo, vegeto e parlante, o piuttosto lasciar circolare voci, leggende, notizie frammentarie e mai troppo accertate sulla sua morte sotto le bombe, fuga in Siria, congiungimento con Bin Laden e quant’altro serva ad alimentare la psicosi del nemico inafferrabile. Pubblicato da Guido Fossati , 05:06 PM
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Analisi:
Da Agostino Spataro di www.infomedi.it riceviamo e volentieri pubblichiamo:IRAQ: ARMI CHIMICHE ATTENTI ALL’ETICHETTA ! di Agostino Spataro* Vedrete che gli eserciti liberatori troveranno un po’ delle famigerate armi chimiche di Saddam che gli ispettori del “rinnegato” Blixen non sono riusciti a scovare. Devono trovarle! Poiché il loro ritrovamento darà una tinta di legittimità alla guerra unilaterale e aiuterà a far dimenticare lo strappo Usa e inglese di uno dei principi-chiave della legalità internazionale, che rischia di affossare la residua credibilità delle Nazioni Unite. Pubblicato da giuseppe genna , 03:18 PM
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Analisi:
![]() di Guido Fossati Crolla la statua di Saddam e con essa il suo regime. Le televisioni di tutto il mondo riprendono il tank americano mentre abbatte il simulacro gigante del dittatore; sulla piazza poche decine di iracheni, superati numericamente dalla folla di giornalisti, reporter e operatori alloggiati all’hotel Palestine che si vedono consegnare uno scoop bello e pronto direttamente in camera. Così, dopo le cannonate, i marines cercano di riconquistare la simpatia della stampa. Confusione, concitazione, timore ed entusiasmo, ma soprattutto sollievo questa sembra di leggere sui volti della gente nelle strade di Bagdad. Non si capisce se gli americani vengano salutati come liberatori o più opportunisticamente come i vincitori, i nuovi padroni del paese. Si scatena la classica retorica mediatica del momento storico, della fine di un’epoca. Mentre la gente abbatte le statue, sfregia e incendia i ritratti, il tiranno si nasconde come un animale braccato. Vivo, morto, scappato a Tikrit, l’ultima roccaforte: le voci e le ipotesi si susseguono in un balletto incontrollato di notizie, anche questo già visto.Pubblicato da Guido Fossati , 05:22 PM
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War-files:
Tutti parlano della guerra ma le immagini vere ve le facciamo vedere noi. O perlomeno ci proviamo, perche gli orrori che arrivano dall'Iraq sono filtrati piu che mai. Da oggi, la redazione di Clarence preparera delle fotogallery continuamente aggiornate, contenenti le immagini piu significative provenienti dal fronte di guerra. Sono in flash, agili e veloci da sfogliare. Ma non finisce qui: se trovate in rete delle immagini alternative, quelle che non trasmetteranno mai sul Tg1 o sul Tg5, speditele a Nikolai Kontorov, il curatore di questa rubrica. Facciamo in modo che l'orrore che sta accadendo non ci sia piu nascosto...
Pubblicato da Stefano Porro , 11:10 AM
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Analisi:
di
John Stanton - Traduzione a cura di Nuovi Mondi MediaAnche se la Siria sarà la prossima a finire sul tagliere in accordo agli autori di "Clean Break: A New Strategy for Securing The Realm" -- tra i quali i più importanti sono Richard Perle e Douglas Feith -- è l'Iran che si desidera. Dal loro punto di vista, è tempo di prendersi la rivincita per il rovesciamento avvenuto negli anni '70 dello Shah con la successiva presa di potere di Khomeini, l'occupazione dell'ambasciata degli Stati Uniti, la seguente crisi degli ostaggi, il tentativo mal riuscito di salvare la reputazione militare dell'America, e le azioni terroristiche in un botta e risposta continuo nel corso degli anni fra gli Stati Uniti e l'Iran (la marina militare USA tirò giù un aereo di linea iraniano, gli iraniani risposero sostenendo attacchi terroristi contro le truppe degli Stati Uniti, ecc). Poco importa il fatto che nel 1953, gli Stati Uniti, il Regno Unito e l'intelligence israeliana si resero responsabili di un colpo di Stato che rimosse il Primo Ministro iraniano Mossadegh ed infine condusse al conflitto con l'Iraq e all'odio per gli Stati Uniti sino ad oggi. Pubblicato da Roberto Vignoli , 10:11 AM
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Analisi:
La guerra è finita. Anche dal punto di vista mediatico: sembrano una sceneggiatura hollywoodiana quei tanks che arrivano nel piazzale davanti all'hotel Palestine... e i giornalisti, ieri nel mirino, che li accolgono mettendo stracci bianchi alle finestre...Comunque, è finita. ma, noi lo sappiamo (vero?) che non è finito niente. Siamo solo all'inizio... sotto a chi tocca, la Siria? Certo, sono felice per i tanti milioni di iracheni che hanno subìto gli "stupri" del regime di saddam. spero che il prezzo da pagare, per loro ma anche per noi, non sia troppo alto... Pubblicato da Maurizio Pluda , 05:25 PM
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Analisi:
di Giuseppe Genna Mentre digito sono altamente infastidito dalla voce chioccia e farinosa di Paolo Di Giannantonio, speaker del tg1, che è in perpetuo allucinante collegamento con l'inviata Rai a Baghdad, Lilli Gruber, il cui eloquio è tremante per difficoltà di etere, per la situazione "storica" che ella stessa sta vivendo. Non la sta vivendo per la prima volta. Ricordo nitidamente Lilli Gruber, ben prima del suo devastante legame pericoloso col diessino Rai Giulietti, all'ombra del Muro in crollo. Non proprio all'ombra del Muro, stava Lilli: stava invece davanti a un sexishop berlinese, letteralmente invaso dai repressi dell'Est. E diceva: "E' la libertà". A distanza di 14 anni allucinanti almeno quanto la telecronaca a cui assisto, Lilli Gruber sta squittendo: "E' una scena storica! E' la libertà!". Sarà la libertà, ma pare un carcere: le cui sbarre sono fatte della sostanza della fiction.Pubblicato da giuseppe genna , 05:01 PM
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