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(dal film "Personal Services")
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Analisi:
Lo show dei simulacri 2.0
di Igino DomaninSe il turbocapitalismo si alimenta dello sfruttamento dell’economia dello spettacolo e se questa guerra è l’esito militare di un neoliberismo che, alla multilateralità degli accordi interstatali, preferisce il dominio imperiale unilaterale, allora la degenerazione della tragedia nella farsa è un obiettivo strategico. Da questo punto di vista la trasformazione del contenitore televisivo di Domenica in in un talk show sulla guerra è un obiettivo di questa tendenza strategica dei media. Invece che puntare sulla cronaca dei fatti, si mette in piedi un' arena impazzita dove una serie di figure iconiche di dubbia competenza ( malgrado le loro intenzioni) da Katia Ricciarelli fino a Heather Parisi discutono sui sanguinosi episodi bellici.
Lo scopo è innalzare l’audience seguendo il modello di Vespa. Si costruiscono delle sagome buone per ogni uso spettacolare, che servono a sovrapporre la Rappresentazione ( nel senso del mero entertainment) al descrizione del Reale. Ad esempio si fa uso di Andrea Nativi come dell’Esperto di guerra , nello stesso tempo, si da spazio all’indignazione del “comunista” Curzi che lo invita a qualificarsi. In questo caso le icone di Nativi e di Curzi funzionano come due maschere all’interno di un teatrino catodico, come due icone offerte al ludibrio del voyeurismo degli spettatori che preferiscono ridere della farsa e della zuffa piuttosto che interrogarsi davvero sul significato degli eventi. Ogni discorso viene masticato e triturato. Tutto deve servire alle esigenze dell’audience, che impongono in questo periodo di occuparsi di guerra. Il macello dell’Iraq diviene l’ingrediente dello Show. Nello spazio della televisione pubblica. Anche il pacifista Berlinguer che litiga con il filoamericano Feltri serve a creare l’effetto caricaturale.
In pratica non bisogna occuparsi del reale, ma pascersi della Rappresentazione. Ed è questo lo scandalo, prima ancora del fatto che Domenica in non è un programma giornalistica. Come se per legittimare questo uso della Rai bastasse affiancare Michele Cucuzza a Mara Venier per mascherare il trescone allegorico e di cartapesta montato per divertire gli spettatori. In questo modo agisce la disinformazione. Non tanto e non solo attraverso l’uso della menzogna e delle notizie infondata, ma attraverso la degenerazione irreversibile della serietà del reale nell’improbabilità della messinscena. Lo show dei simulacri prosegue. Saddam diventa irreale e si mostra sotto mille forme diverse. Osama Bin Laden non si capisce se è morto o vivo, ma poco importa. Bush jr è l’imitazione più aggressiva e robotica del padre Presidente ed ex uomo della CIA. In Italia si seguono le orme di questa riduzione del mondo a simulacro, a volgare spettacolo che annichila e mortifica. Si usa lo show per raccontare la guerra e per intrattenere infinitamente lo Spettatore. Ebbene sì, ecco la caricatura dell’umano: vedere che la nostra specie si estingue a colpi di missili e aerei-killer, giubilando come di fronte a un spettacolo sublime......
Inviato da Igino Domanin, 05:58 PM
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