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Ciclismo:
Il Tour entra nel vivo
di Maurizio PludaArrivato a metà strada, il Tour del centenario s'è concesso una giornata di riposo. Corridori e circo in giallo ne hanno approfittato per lenire i dolori e le fatiche delle prime undici tappe. Oggi si è ripartiti, con l'aperitivo per sprinter della Narbonne-Tolosa, che è servito da introduzione ai piatti forti dei prossimi giorni: una cronometro individuale di 47 chilometri e tre frazioni consecutive sui Pirenei. Saranno quattro giorni da incubo. Saranno i quattro giorni che probabilmente decideranno l'edizione numero 100 della Grande Boucle. Prepariamoci dunque a godere (noi che possiamo, comodamente seduti davanti alla tivvù o al pc) questo tour de force. Ma prima, vale la pena fare un bilancio di quanto è accaduto finora.
L'onore dell'apertura non può che andare ad Alessandro Petacchi: lo spezzino volante s'è portato infatti a casa un prezioso poker di volate. Peccato che poi sulle prime salite si sia messo a fare i capricci come un bambino e complice un misteriosissimo virus se la sia squagliata alla grande tornando a casa dalla mammma... Comunque, meglio lui che il superpompato (nei pronostici) Gilberto Simoni, capace di prendere ritardi siderali sulle sue amate montagne (che differenza, caro GiBo, tra Giro e Tour). Del resto del plotone di pedale azzurro, poco da dire. L'unico che merita finora una noterella positiva è il prode Ivan Basso, che zitto zitto è riuscito ad arrivare a metà gara al settimo posto della classifica generale. A circa due minuti e mezzo dalla maglia gialla, che, guarda il caso, è il favoritissimo Lance Armstrong. Il cowboy del Texas si guadagna però la sua citazione per quello che finora non ci ha fatto vedere: sembra infatti essere arrivato alla Grande Boucle in versione minore. Non ha ammazzato la corsa né nella cronometro a squadre, né in montagna, come aveva fatto nelle sue ultime quattro e vincenti partecipazioni al Tour. Sui motivi si sono sbizzarriti addetti ai lavori ed esperti di gossip (et voilà, cherchez la femme...), ma in fondo chi se ne frega: il risultato di questo Armstrong in tono minore è una corsa ancora aperta e appassionante. Merito anche di Alexandre Vinokourov e Iban Mayo, che appaiono allo stato dell'arte i due più accreditati pretendenti alla successione sul trono in giallo. Ma non si può chiudere questo bilancio senza ricordare il vero eroe della prima parte del Tour: Tyler Hamilton. L'americano corre infatti con due fratture alla spalla, procurategli da una rovinosa caduta in una delle prime tappe. E con quella clavicola incrinata ci riporta ai tempi eroici del ciclismo, quando correre in bicicletta era opera da pazzi e non da frequentatori delle varie farmacie del diavolo...
Aggiornamenti in tempo reale, curiosità, classifiche e una chat per discutere del Tour con gli appassionati di tutto il mondo: è il sito ufficiale della corsa in giallo, disponibile in versione francese, inglese, tedesca e spagnola. Manca quella in lingua italiana, sarà forse perché ormai contiamo come il due di picche quando la briscola è a cuori? Inviato da Maurizio Pluda , Giovedì 17 Luglio 2003
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