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Quell'allegra brigata bianconera
calciodoping.jpg
di Antonio Iovane
In Italia esistono alcuni intoccabili al cospetto dei quali il buon vecchio Cuccia avrebbe fatto la figura di un martire per la libertà. Sono i cosiddetti poteri forti, talmente forti che spesso vincono scudetti. La Juventus, per prendere il primo esempio che salta alla mente (ma avremmo potuto parlare anche del Siena o dell'Ancona). Forse non tutti sanno che, per esempio, nel '99 Alex Del Piero, Deschamps e Di Livio furono indagati per frode sportiva dalla Procura di Torino e l'inchiesta archiviata (perché la Procura decise di non procedere) nell'agosto del 2000. E forse non tutti sanno che la stessa Vecchia Signora sta subendo un processo per doping di cui si parla poco. Il velo di omertà sulla vicenda è stato tuttavia squarciato dalla trasmissione (meritoria) di Milena Gabanelli, Report, andata in onda sulla Rai il 30 settembre.
E' lì che abbiamo visto sfilare le immagini di calciatori impietriti e amministratori delegati smaliziati di fronte alle domande elementari del giudice Giuseppe Casalbore. Il processo si basa sulle indagini svolte dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Secondo l'accusa, alla Juventus veniva praticata una sorta di doping mascherato attraverso la somministrazione di medicinali con effetto dopante senza necessità terapeutiche. La società ha replicato di avere agito nell'esclusivo interesse di tutelare la salute dei propri tesserati e di essersi comportata lealmente. Noi, in questa sede, vogliamo semplicemente offrirvi alcuni highlights del processo ancora in corso.
IL FARMACISTA
Giovanni Rossano è il farmacista che forniva i medicinali per la squadra. I reati di cui ha risposto sono stati il falso - per la presunta contraffazione di prescrizioni mediche - e il concorso nella somministrazione di medicinali in modo diverso da quello dichiarati. "La Juventus", ha dichiarato un mese fa a Rete Sport e a Radio Incontro, due emittenti romane, "mi ha sempre richiesto farmaci normalissimi, pomate, pastiglie per il mal di testa. Non mi ha mai ordinato psicofarmaci veri. La Juventus non ordina più medicinali dalla nostra farmacia, ma non conosco il motivo dell'interruzione di questo rapporto". Sulla quantità eccessiva di farmaci ha aggiunto: "Il farmacista si attiene per legge alla richiesta della ricetta del medico". Il 9 settembre Rossano ha chiesto e ottenuto il patteggiamento. Che – per i non addetti ai lavori – getta ben più di un'ombra sulla presunzione di innocenza dell'imputato.
"IN QUESTA UDIENZA SENTO DIRE TROPPI NON SO"
Ma il bello è avvenuto il 21 luglio 2003 quando, di fronte al giudice Casalbore, si sono presentati cinque pezzi apparentemente facili: Birindelli, Tacchinardi, Del Piero, Pessotto e Conte. Dichiarando candidamente di aver preso medicinali e integratori in accordo con i medici sociali, Agricola e Tencone. Creatina, flebo a volte subito prima delle partite, in albergo, e di una cura a base di pastiglie colorate ("vitamine", ha precisato Del Piero) in prossimità della finale di Champions League del 1998. I cinque hanno aggiunto di non sapere nulla dei medicinali assunti dai colleghi di spogliatoio. Chi se fa l'affari sua torna sano a casa sua, si dice a Roma. Ma Casalbore, che non è nato ieri, ha affermato che i bianconeri non sono credibili. Queste le trascrizioni più significative:
Casalbore (sulla memoria juventina): "Conte, io oggi ho sentito da voi troppi 'non so'. Lei è il quarto che ne dice. Sono troppi"; "Pessotto, non cercate di farci pensare che siete degli extraterrestri. Lei mi deve dire non solo la verità, ma tutto quello che sa"; "Tacchinardi, non deve essere dottore per rispondere, basta un po' di memoria".
Tacchinardi (bambini, merenda!): "Erano di esafosfina (le flebo prima delle partite, assunte in albergo o, in seguito, come disintossicante, ndr.), le faceva chi voleva. All'ora della merenda il medico passava e le proponeva".
Del Piero (pigliate 'na pastiglia): "Ce ne diedero (pastiglie colorate, da prenderne dieci nel corso di una mattinata, ndr.) prima della finale di Champions League del 1998. Erano vitamine. Ci dovevano aiutare a recuperare dopo una stagione molto faticosa".
Birindelli (e il cagotto): "Prendevo la creatina, ma mi dava fastidio allo stomaco".
Conte (e la pappa reale): "Adesso ci sono la pappa reale, il ginseng. E mi sono sempre trovato bene con gli aminoacidi, che favoriscono il recupero muscolare".
Tacchinardi (e la voglia di ananas): "Ci sono gli aminoacidi alla cioccolata e all'ananas. A me piacciono di più i secondi".
GIRAUDO: "FARMACI QUADRUPLICATI? IN LINEA CON L'AUMENTO DEGLI STIPENDI
Per ultimo, un estratto dell’interrogatorio, avvenuto il 30 maggio di quest'anno, da parte del pm, Giancarlo Colace, all'amministratore delegato della Juventus, Antonio Giraudo.
Pm: "Dal 1992 al 1998 la vostra spesa per i farmaci è quadruplicata. Come si spiega con l'esigenza di ridurre i costi?".
Giraudo: "Il mio è un ragionamento complessivo. Se un giocatore passa dalle giovanili alla prima squadra è chiaro che gli si aumenta lo stipendio. Come in tutti i settori, anche in quello dell'assistenza medica vogliamo e dobbiamo essere un'azienda migliore delle altre".
Pm: "E dal 1998 a oggi la spesa per i medicinali è ancora aumentata?".
Giraudo: "Sì. Tenete presente che, contando le giovanili, abbiamo circa venti squadre, e che i prezzi sono saliti. Ma in termini assoluti, la cifra è ancora molto piccola".
Pm: "Sa quali farmaci venivano acquistati, e che uso ne veniva fatto?".
Giraudo: "No. Prima del 'corso accelerato' che mi ha fatto fare questo processo, di questa materia non sapevo nulla".
L'amministratore delegato della Juventus ha poi aggiunto che ha "sempre cercato di combattere il doping".
Inviato da Maurizio Pluda , Giovedì 9 Ottobre 2003 | Commenti (345)
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