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Rugby: Italia-Tonga
![]() di redazione sportiva A raccontarlo, non ci si crede. Sì, vincere può capitare, è capitato anche in passato nel Sei Nazioni, ma giocare bene, questa è un'altra storia. Eppure, alla faccia dei miscredenti, san Kirwan ha fatto il miracolo di rendere possibile l'accesso dell'Italia ai quarti di finale della coppa del mondo di rugby in svolgimento in Australia. Contro i "selvaggi" neozelandesi le abbiamo prese, ma non troppo. Contro i "selvaggi" delle isole Tonga, invece, le abbiamo date e pure di gusto. Punteggio intermedio 9 a 7. Punteggio finale 36 a 12. E via libera, ma con giudizio, ai sogni di grandezza...
Certo, abbiamo anche regalato mete. Servite, come si suol dire, su un piatto d'argento. E i tongani Payne e Tùifua se le sono prese, come no. Due errori, due mete e se Dallan junior non avesse compiuto un salvataggio miracoloso nel primo tempo le scoppole sarebbero state tre. Viceversa, tre belle pere le abbiamo portate a casa noi italiani e, va detto, sono state una più gustosa dell'altra. Tripletta tutta nordestina firmata fratelli Dallan. La prima di Manuel; la seconda di Dennis che dalla mischia riceve un pallone dove nessuno si aspettava di vederlo e fila oltre la linea di meta come un coltello nel burro; e la terza sempre di Dennis che scivola in meta su un pallone calciato magistralmente da Masi.
Ottimi i calci in rimessa laterale di Stoica, il lavoro di Troncon e l'effetto frontale-col-tram con il quale Locicero stende letteralmente il capitano tongano che pensava di stopparlo semplicemente piazzandosi davanti (può sembrare solo una legge fisica: massa+velocità=spazzo via l'avversario, ma è anche una questione di tecnica). Gli azzurri hanno avuto un buon possesso di palla, conquistato molte rimesse laterali, spinto come indemoniati in mischia e – udite! udite! - giocato alla mano. Fatto ancora più esaltante, la squadra ha tenuto la testa fredda, ha calcolato i punti come un bravo ragioniere intascando calci piazzati e trasformazioni quasi tutte opera di Wakarua, degnissimo sostituto di Dominguez fu Gambetta Meccanica. I tongani hanno aiutato, bisogna pur dirlo, perdendo palloni, mancando le occasioni di realizzare i calci su punizione e, se vogliamo, giocando un po' alla nostrana: tanta mischia, tanta spinta e ben poca fantasia. Chissenefrega. L'Italia ha vinto e non di misura, c'è una buona ipoteca per passare il turno e san Kirwan è vicino alla conferma. Ce n'è abbastanza per sognare fino al prossimo incontro il 21 ottobre contro il Canada. Per vedere Italia-Galles, il vero capo da doppiare per raggiungere i quarti, bisogna invece aspettare il 25 ottobre. Per saperne di più: Il sito dedicato alla coppa del mondo dalla Federazione italiana rugby Inviato da Maurizio Pluda , Giovedì 16 Ottobre 2003
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