Arrigo Sacchi, un uomo solo. Costretto ad abbandonare la panchina, l'amato-odiato allenatore si consola con la sdraio, mostrando il corpo vigoroso e scolpito. "Ma non vi siete ancora liberati di me!", tuoneggia mostrando l'ascella villosa. Passato il periodo di meritato silienzio (meritato dal popolo italiano, non da Sacchi), l'Arrigo è tornato nuovamente sugli schermi televisivi come commentatore sportivo. Il problema è che risulta davvero difficile distinguere l'originale dal suo imitatore di "Mai dire gol". Voci sempre più insistenti insinuano che non esiste nessun imitatore, e che è lo stesso Sacchi a imitare se stesso. Riuscirà mai il profeta della zona all'italiana a convincersi di essere stato un allenatore incapace e un giornalista fallito? Sembra proprio di no, visto anche il suo impegno nel criticare le scelte tattiche di Dino Zoff e di Cesare Maldini. Ma ve li immaginate i tre loschi figuri che discutono di calcio? Sarebbe la rinascita della lingua di Babele.
LA BIOGRAFIA
E' proprio il caso di dire: a qualcuno piace Sacchi. Nonostante tutti i disastri calcistici combinati, c'è ancora qualche milanista sfegatato che considera l'Arrigo un grande allenatore. Dal sito del Milan club di Bologna, citiamo e ri-pubblichiamo la biografia dell'Arrigo Furioso. Dalla polvere alla fama, per ritornare di nuovo nella polvere.
Sacchi a riposo- Cosa combinerà mai il buon Arrigo durante il ntempo libero? Quali saranno gli impegni che lo hanno costretto a rinunciare a cariche importanti come allenare la nazionale del Vaticano o tradurre le interviste di Cesarone Maldini? Secondo questo servizio di Rai-Sport, Sacchi passa la maggior parte del suo tempo libero nel suo studio a scrivere il suo ultimo libro, intitolato "Roby Baggio ti amo".