Essere figli di una che si chiama Kvetuscia Vycpalek non è un reato, soprattutto se si è oculisti. Ma essere una statua di sale che fuma sigarette, storta la bocca e mormora accuse a destra e manca è un lusso che può permettersi solo Dino Zoff. Zdenek Zeman non può permetterselo ma se lo è permesso. E per questo è stato punito: un doloroso esilio calcistico in quel di Turchia (ad allenare il Fenerbahçe), a perdere tempo con il presidente Aziz Yildimir, anche lui oculista). Poi, però, Zeman ha avuto il suo ritorno di fama e popolarità, con il bagno di folla riservatogli dai tifosi del Napoli. Qui avrà a che fare con una platea che s'incazza se la squadra piglia quattro gol a partita, come tradizione nel caso di Zdenek. Però è anche possibile che lo adorino: quel suo biascichio strascicato e inconcludente, l'occhio che si strizza per il fumo della sigaretta, le pause e i silenzi proverbiali ne fanno un personaggio. Boskov sta a Luke Skywalker come Zeman a Darth Fener. Ma non importa: questo è il calcio più bello del mondo.
L'INTERVISTA
"..." - Un'altra esclusiva targata Clarence. Dopo appostamenti innumerevoli, inseguimenti grotteschi, grigliate ciclopiche, siamo riusciti ad avvicinare Zdenek Zeman: il quale si è allontanato. Allora lo abbiamo avvicinato di nuovo, mentre mangiava una pastiera napoletana. E' stato gentilissimo: ci ha dedicato molti dei suoi celeberrimi silenzi, rispondendo a tutte le domande che gli abbiamo rivolto. Poi, congedandosi, si è prodotto in una battuta delle sue: "Ma dici a me?". Stavamo parlando da mezz'ora (nel senso che parlavamo solo noi di Clarence). Grande Zdenek: gente come te, nel calcio e nel giornalismo, ce ne vorrebbe a chilioni...
Dieci comandamenti - Esiste una setta di estimatori dell'opera e dell'uomo Zdenek Zeman. Questa setta integralista e zemaniana ha una sua rappresentanza in Rete. Ecco i dieci comandamenti per aderire alla religione degli amanti del Ceco e per entrare a fare parte dell'esclusivo consesso.
E' noto che, di quello che dice Zeman, non si capisce un'acca. Ha una sintassi agile come quella di Barbara Bouchet, un umorismo gustoso come quello di Don Lurio, una platealità istrionica come quella di Boris Karloff. Siccome quando apre la bocca (pochissimo: una fessurina minima da cui escono sibili: ed escono raramente) è come se parlasse un tedesco in stretto bavarese, ecco cosa hanno detto i tedeschi strettamente bavaresi dell'avventura di Zdenek al Fenerbahçe:
"Fenerbahce ist auf der Suche nach einem neuen Trainer und interessiert sich türkischen Berichten zufolge unter anderem für Trapattoni und Christoph Daum von Bayer Leverkusen. Der Coach des Lokalrivalen Galatasaray Istanbul, Fatih Terim, will dagegen nicht zu dem Konkurrenzclub wechseln. Der Erfolgstrainer der "Löwen" vom Bosporus hat ein Angebot abgelehnt, bei Fenerbahce die Nachfolge von Zdenek Zeman anzutreten, der im Januar nach nur wenigen Monaten im Amt zurückgetreten war".
OMONIMIA FEROCE
Zdenek Zeman, l'omonimo di Zdenek Zeman - Ah, crudele destino! Uno se ne sta bel bello in Repubblica Ceca, fa la sua vita di onesto lavoratore, paga i contributi e vuole godersi la pensione. E cosa gli capita? Di tutto. Attentati allucinanti orditi da case farmaceutiche, teste di coniglio mozzate sulla soglia di casa depositate da sgherri di Moggi, persino un carico di Gauloise scaricato nel giardino di casa. E perché? Perché il nome del poveraccio è Zdenek Zeman, e poco importa alla gente se lui ha 74 anni ed è un buon uomo. L'allucinante vicenda del personaggio ceco nelle sue parole disilluse e amare. Uno scoop di Clarence. [ CONTINUA ]
Non scherziamo affatto: il falso Zdenek Zeman esiste davvero. Ha 74 anni e sta anche sul Web, dove di lui si dice che "Aby se kadý co nejvíc staral o své zdraví. Vím, o cem mluvím, protoe me ceká operace". Potete ammirarlo QUI.