Il fondo ha origini antichissime: gli sci stretti e sottili con attacchi che lasciano il tallone libero sono serviti come mezzo di locomozione per le popolazioni nordiche fin dalla preistoria. L'avvento dello sci da discesa negli ultimi cinquant'anni se da un lato ha proiettato un cono d'ombra sullo sci di fondo, dall'altro lo ha preservato da contaminazioni e degenerazioni consumistiche. Non è cambiato quasi nulla nella tradizione millenenaria di questa disciplina che ha un sapore antico ed esercita il fascino di un ritorno alle origni, alla natura e all'essenzialità. Fare fondo costa poco, non richiede anni di tirocinio, mezzi atletici straordinari (almeno per un amatore) ma solo un certa disponibilità a far fatica, a spendere le proprie energie in un esercizio che come la corsa, il nuoto o la bicicletta può anche apparire inutilmente faticoso e ripetititvo, ma che in fondo aiuta a scoprire un ritmo diverso: quello del proprio corpo, del passo che copre distanze anche ragguardevoli ma senza impedirti di osservare, di cogliere mille particolari intorno, quasi sempre in boschi e vallate non invase dal cemento e dalla folla. Stranamente dopo una giornata sugli sci da fondo ci si sente stanchi e nel contempo riposati, i muscoli spremuti e la testa più leggera.
LE DUE TECNICHE
Sugli anelli delle piste da fondo convivono quasi sempre armoniosamente due diverse tipologie di sciatori: i seguaci della tecnica classica e quelli la tecnica libera. La prima consiste nel passo alternato tradizionale, con tutte le sue varianti, incanalato in appositi binari. La seconda è stata introdotta a partire dal l982 dall'americano Bill Koch e utilizza il passo di pattinaggio (o skating), decisamente più redditizio e veloce, ed è in continua evoluzione. Ai Campionati Mondiali del 1985 a Seefeld tutti i concorrenti avevano optato per la nuova tecnica. Così che per impedire la inesorabile scomparsa della tecnica classica (per i puristi più armoniosa ed elegante) il Congresso Fis di Vancouver del 1986 ha deciso di dividere in parti uguali fra le due tecniche le gare di Coppa del Mondo, Mondiali e Giochi Olimpici. Per un principiante assoluto la tecnica classica è più facile e immediata da impararre. La tentazione di abbandoanare i binari per provare il passo pattinato prima o poi viene comunque.
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SCIOLINARE
Se mentre state producendo il vostro massimo sforzo venite superati da un un signore decisamente sovrappeso, trent'anni più anziano di voi, che vi lancia una parola (assassina) di incoraggiamento potete fare tre considerazioni. 1) "L'ho riconosciuto: è un ex atleta della nazionale". 2) "Sono proprio messo male". 3) "Merda, ho sbagliato ancora sciolina".
Sì, perché la sciolinatura è croce e delizia per ogni fondista. Può far volare o creare sabbie mobili sotto gli sci, diventare un ossessione, un rebus, una scommessa, un esercizio da grande intenditore di solette, cere, paraffine calde, fredde o tiepide. Per azzeccare una buona preparazione degli sci, innanzitutto dobbiamo conoscere quattro PARAMETRI FONDAMENTALI: tipo di neve, temperatura neve, temperatura aria, umidità relativa dell’aria. Ammesso di riuscire a ricavare queste informazioni bisogna poi scegliere la sciolina (anzi la mescola di scioline) più adatte alle condizioni del giorno. Inutile adddentrarsi in un tale ginepraio, per i non addetti ai lavori valgano i seguenti link:
Toko WaxCoach [ing]
Scioline & Scioline
LA PRINCIPESSA E IL MAGO
Vogliamo raccontarvi una storia triste, ma come si suol dire, esemplare. C'era una volta la principessa italiana dello sci di fondo, di nome faceva Manuela Di Centa ma tutti la chiamavano Manù. Manù aveva un bel sorriso, sapeva parlare in televisone e vinceva tante medaglie d'oro... (continua)
RISORSE ONLINE
Venti centimetri di neve al fondista possono bastare e una rete di piste
ed anelli di varia difficoltà e lunghezza copre tutto l'arco alpino (e non solo) eliminando anche il problema delle code e dell'eccessivo affollamento. Sotto l'aspetto agonistico il fondo rientra nelle discipline della FIS
(International Ski Federation), che organizza ogni anno una Coppa del Mondo
, con gare in varie località europee. Per chi invece volesse spingersi oltre i confini del Vecchio Continente e magari effettuare shopping online di attrezzatura tecnica l'indirizzo giusto è quello del Cross Country Ski World
, l'enciclopedia del fondismo USA.
GRAN FONDO
Quando il fondo affronta le lunghe distanze diventa grande. Le gare di gran fondo, come la Marcialonga
o la Vasaloppet sono appuntamemti fissi per decine di migliaia di appassionati, pronti a soffrire per 70 e più chilometri, dopo aver rischiato di venire calpestati nel caos della partenza. Si tratta di veri e propri happening, in cui la competizione si mescola al folklore, alla festa, al gusto di allenarsi e poi provare per raccontare di avercela fatta, sia pure mettendoci cinque ore più del primo arrivato.
Le competizioni del Gran Fondo [ing]