La definizione di sport minore suona quasi come una condanna: roba per quattro gatti, da palinsesto pomeridiano di Rai Tre, poca fama e pochi soldi. L'hockey in Italia non sfugge a questa sorte ed è un peccato perché non esistono molte altre discipline sportive che riuniscono tecnica, velocità, agonismo, qualità atletiche e spettacolarità in pari misura. La partita vista dal vivo è veramente un'esperienza da provare: contatti fisici da football americano, ritmo forsennato, dribbling e assist di eleganza calcistica, pubblico caldo e competente. Insomma il palazzetto del ghiaccio diventa una bolgia, lo spettatore viene facilmente trascinato nella mainstream della sana passione sportiva, con benefici effetti catartico-liberatori.
L'hockey moderno ha una storia già più che secolare: viene giocato e codificato in Canada nella seconda metà del XIX secolo dalle truppe britanniche di stanza in quelle regioni su laghi e stagni gelati. Nel 1908 si costituisce la International Ice Hockey Federation e lo sport dei pattini e dei bastoni entra nel novero delle discipline olimpiche dai Giochi di Anversa del 1920. Le grandi potenze dell'hockey sono tradizionalmente Stati Uniti, Canada, Russia, Svezia e Repubblica Ceca. Italia non fa parte dell'elite e frequenta piuttosto le posizioni di rincalzo. Abbastanza sorprendentemente l'equipaggiamento protettivo che fa parte del corredo attuale del giocatore di hockey è stato adottato solo in tempi piuttosto recenti: fino agli anni '70 giocare senza elmetto (anche per i portieri) era considerato normale. L'ultimo giocatore a scendere sul ghiaccio a capo scoperto è stato Craig MacTavish, ritiratosi dal campionato Nfl al termine della stagione 1996-97.
LE REGOLE DEL GIOCO
Sei contro sei (portiere, linea di difesa composta da due terzini e linea di attacco con due ali e un centro), tre tempi da 20 minuti effettivi, sostituzioni per linee effettuate anche durante lo svolgimento dell'azione, espulsioni temporanee per un tempo variabile (due, cinque minuti, dieci minuti a seconda della gravità del fallo commesso), panchina lunga (quindici o più giocatori) perché il ritmo intensissimo e la durezza dei contrasti richiede avvicendamenti continui, tre arbitri e molto contatto fisico: l'hockey si può definire senza retorica uno sport da duri. È fondamemtale la velocità sul ghiaccio ma essendo la carica di spalla e anca (body check) contro chi è in possesso del disco perfettamente regolare, si deve essere anche dei buoni e robusti combattenti. I corpo a corpo alla balaustra imnnescano abbastanza facilmente vere e proprie risse, che in un certo senso fanno parte del gioco. A fine partita, come nella migliore tradizione degli sport anglosassoni, tutti gli avversari si stringono la mano in mezzo al campo.
Official rules [ing]
Glossario
ITALIAN HOCKEY
Il panorama dell'hockey tricolore è piuttosto deprimente e probabilemte quest'anno si è toccato il punto più basso della parabola. Le faide interne alla Federazione, la cronica mancanza di fondi e una scelta autarchica fatta in nome del risanamento dei bilanci e della crescita di talenti nostrani ha prodotto un campionato di serie A di quindici squadre (ottenuto con l'accorpamento delle serie A1 e A2), aperto a un solo straniero per team. La storica formazione dell'hockey Milano ha preferito andare a giocare nel campionato francese, in esilio volontario. La nazionale, che deve conquistare un posto per le prossime Olimpiadi invernali del 2002 e giocare i Campionati del mondo nell'aprile 2000, curiosamente (ma mica tanto) si affida ai cosidetti oriundi, un manipolo di maturi giocatori italo-canadesi, che comunque per ora hanno tenuto a galla il cosiddetto Blue Team. Le prospettive? Buone, visto che peggio di così è impossibile andare.
I siti italiani
Le squadre
NHL
La Nba sta al basket come la Nhl (National Hockey League) sta all'hockey. Il campionato professionistico nordamericano arruola i migliori giocatori da tutti i continenti offrendo loro contratti miliardari, li mette a confronto in 82 partite di regular season più i playoffs e alla fine assegna il trofeo sportivo più antico al mondo (prima edizione nel 1892), la Stanley Cup. Massima ricerca dello spettacolo, copertura televisiva totale, abile merchandising, videogioco ufficiale venduto in tutto il mondo con una nuova release ogni anno fanno dell'hockey a stelle e strisce un prodotto vincente, un grande veicolo pubbliciario capace innanzitutto di promuovere se stesso. Nella Rete è impressionante lo spiegamento di siti e risorse (news, filmati, statistiche, gadget e informazioni di ogni tipo) interamente dedicati alla galassia Nhl.
Il sito ufficiale [ing]
Le azioni più belle [ing]
WAYNE GRETZKY
Il fuoriclasse assoluto, the "Great One" come lo hanno soprannominato, il detentore di 62 record nelle statistiche di ogni tempo della Nhl (tra cui il maggior numero di gol segnati e assist), dopo vent'anni di carriera ha lasciato l'hockey al termine della scorsa stagione finendo diritto nella Hall of Fame, l'Olimpo americano delle divinità sportive. Gretzky con un fisico assolutamente normale, pattinatore solo poco più veloce della media, aveva però l'istinto del gioco nel Dna. Sempre sul disco prima degli altri, rapidissimo nell'inventare la soluzione migliore e nello sfruttare gli spazi, con il suo tocco di bastone fatato ha dimostrato che anche in uno sport dove i muscoli contano molto, la differenza la fa l'inteligenza, la personalità del grande campione.
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