Gli americani sono diversi da noi anche nel modo di fare il tifo. Nei nostri stadi a intonare cori e incitamenti ci pensano le curve degli ultras, negli Stati Uniti è compito delle cheerleaders. Anche nel secondo caso le curve giocano un ruolo importante nell'eccitare il pubblico, ma gli elementi di somiglianza si esauriscono qui. Le cheerlaeders non tirano petardi e fumogeni, non insultano gli avversari, non si menano con quelle della squadra avversaria. Si limitano a sgambettare in elaborate coreografie tra la danza, la ginnastica e l'aerobica, per lo più agitando le pom pons (specie di parrucche da polso in colori sgargianti), intonando slogan non proprio intelligenti. La cheerleader, che è in fondo una cubista degli stadi, deve avere il phisique du role (su questo non si discute), ma si dà anche parecchio da fare: salti, capriole, spaccate, movimenti perfettamente sincronizzati con le compagne. Il suo appeal è l'opposto di quello della modella, rigida e inespressiva. Si presenta come ragazza sana, sportiva e sorridente, che sprizza energia e sudore, entusiasta e iper-vitaminica, un prodotto per tutta la famiglia. Ovviamente deve anche colpire l'immaginario maschile, ma non in modo troppo peccaminoso e diretto. Non meno interessante dal punto di vista sociologico è la composizione multirazziale dei gruppi di tifose-ballerine: forse è un modo per accontentare tutti e non violare le leggi del politically correct ma qualcuno si sente di affermare che è migliore lo spettacolo offerto dai nostri stadi, dove si alzano cori e striscioni razzisti?
Alle nostre latitudini la cheerleader non attecchisce: qualche tentativo è stato fatto nel basket, ma le povere ragazze sono state sommerse dai "Faccela vedé, faccela toccà. Oltreoceano esiste invece una grande tradizione, un culto popolare per la pom pons girls, che sono parte integrante dello spettacolo sportivo. Ma chi sono, cosa fanno, quali funzioni assolvono, come di diventa cheerleader?
SI IMPARA A SCUOLA
Il grande vivaio delle cheerleaders è la scuola. Ogni high school o college americano ha la sua squadra di basket e football e ogni team ha il suo gruppo di tifose organizzate al seguito. Come ci insegna il cinema per una teenager americana entrare nel giro delle cheers è un onore e un affare: si entra infatti nella ristretta cerchia delle più corteggiate e ammirate. Abbastanza soprendentemente a livello dilettantistico esistono anche cheerleaders maschi; attualmente sono meno del 10% ma fino alla seconda guerra mondiale erano la grande naggioranza. Sono stati cheerleaders i presidente Dwight D. Eisenhower e Ronald Reagan, gli attori Jimmy Stewart, Jack Lemmon e Kirk Duglad. Molte attrici di chiara fama hanno iniziato a farsi conoscere sgambettando in stadi e palazzetti. Insomma pare che per un americano avere questa esperienza nel curriculum sia un segno di distinzione, quasi un viatico al successo.
High school cheerleaders [ing]
College cheerleaders [ing]
MA E' UNO SPORT?
la cosa più inspiegabile è che negli Stati Uniti il cheerleading non sia considerato solo uno show, un buon modo per intrattenere il pubblico nelle frequenti e remunerarive pause del gioco ma uno sport a sé, una combinazione originale di ginnastica, danza e fitness. Il numero di praticanti è impressionante: tre milioni (solo negli USA) e con un età compresa tra i 14 e i 18 anni nell'81% dei casi. Esistono corsi, allenatori, competizioni per cheerleaders, organizzazioni come la National Cheerleaders Association e un mercato fiorente di video, riviste, magliette gadget, attrezzi del mestiere. Sembra impossibile ma questo pezzo di America degli anni '60 resiste allo scorrere del tempo e continua a riproporre le sue coreografie acrobatiche accompagante da assurdi incitamenti come "Hey Eagles! We're back again! Here and ready to win. Running! Striving! Ready to fight! For a victory tonight!".
Coreografie animate [ing]
Cheerleading.net [ing]
LE PROFESSIONISTE
Madonna, Cameron Diaz, Kim Basinger, Courteney Cox, oltre a essere delle star dello show-biz hanno un'altra cosa in comune: sono state tutte cheerleaders nei rispettivi college. La pop singer Paula Abdul ha fatto parte negli anni '80 delle Lakers Girls, il team di bellone che scalda il pubblico nei time out delle partite della squadra di Los Angeles. Teri Hatcher prima di sfondare a Hollywood tifava e ballava con le 49ers Gold Rush Girls. Nel basket e nel football professionistico la presenza delle cheerleaders è un ingrediente fondamentale dello spettacolo: per le ragazze ci sono ottimi guadagni, un sacco di inviti a cena e una possibile carriera nel cinema. Tra le cheerleaders professioniste, quelle della squadra di football Nfl di Dallas godono di particolare rinomanza. In sondaggio condotto presso il pubblico televisivo americano, alla domanda cosa gli suggerisse la citta di Dallas il 93% degli intervistati ha risposto le cheerleaders. Solo un misero 10% ricordava che da quelle parti avevano ammazzato il presidente Kennedy. Il Ministero della Difesa dal 1979 le ha mandate per 37 volte in turné negli avamposti più lontani dell'Impero per risollevare il morale delle truppe. Un film per la tv a loro dedicato mandato in onda il 14 gennaio 1979 ha raggiunto un audience del 60% e resta al secondo posto nella classifica USA di ogni tempo per questo genere di programmi.
Dallas CowBoys Cheerleaders [ing]
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