Il Pirata è arrivato 28°, a 59 primi e 39 secondi dal vincitore, ma il ciclismo italiano sembra non poter fare a meno di lui. Garzelli, Casagrande, Simoni e gli altri uomini più o meno nuovi hanno fatto la loro parte, si sono dati battaglia ma l'unico vero personaggio, l'unico capace di fare notizia e dare una scossa al tranquillo e un po' noioso andamento della corsa è ancora lui, Marco Pantani. Non è molto confortante questa forma di Pantani-dipendenza, considerate le ombre che avvolgono le passate prestazioni del Pirata di Cesenatico. Solo per inciso facciamo notare che i tre protagonisti del Giro dello scorso anni, Pantani, Gotti e Savoldelli, tutti e tre indagati per doping, quest'anno non sono mai stati in gara e non hanno mai vinto una tappa: cattiva forma, mancanza di stimoli o cos'altro? Le facce nuove e speriamo pulite hanno fatto il possibile ma l'impressione finale è che si sia trattato di un Giro minore, provinciale e anonimo. Lo stesso vincitore Stefano Garzelli ha tratto legittimazione e considerazione proprio dal fatto di essere stato in passato il gregario di Pantani. Un Giro che doveva essere di grandi montagne, deciso però dalle due cronometro, livellato verso il basso, senza una tappa da ricordare, vinto da chi ha saputo amministrarsi meglio: per far sognare la gente ci vuole ben altro.
UNA CORSA IN SALITA
Il giro giubilare parte da Roma sabato 13 maggio con un cronoprologo di 4,6 km tra Colosseo e San Pietro, una semplice passerella utile per fare visita dal Papa e ricevere una bella benedizione. La carovana si dirigerà poi verso sud e per la prima settimana secondo la consuetudine saranno i velocisti a darsi battaglia.
Snobbato dai grandi assi stranieri (Armstrong, Ullrich, Jalabert andaranno al Tour), con la partecipazione strordinaria di un Pantani senza ambizioni di classifica, l'83° Giro d'Italia punta sul dualismo tutto bergamasco tra Gotti e Savoldelli, con il russo Tonkov a fare da terzo incomodo. Per gli arrivi in volata il re (anche se nudo per esigenze pubblicitarie) è sempre lui: Mario Cipollini.
Sulla Rai cinque appuntamenti quotidiani con nomi da far paura: Adriano De Zan, Claudio Ferretti, Monica Nannini, Fabio Venditti (ma chi sono?) e il cretino più fortunato d'Italia, Paolo Brosio.
Qual è stata la fuga più lunga, il corridore che ha vinto più volte, il più giovane e il più vecchio, i distacchi massimi e minimi. Curiosità e statistiche sulla corsa, che dal 1909 fa parte della storia d'Italia.