Peana, osanna e quant'altro l'armamentario retorico italico/mediatico/sportivo è in grado di produrre: così viene festeggiata l'Inter che vince lo spareggio "salvezza" di Verona, si beve il Parma-lat e conquista all'ultimo minuto un posticino nel calcio che conta per la prossima stagione. E' stata anche una bella partita, intensa direbbe Sacchi. Peccato che l'armata nerazzurra l'abbia vinta grazie a un generale (Roberto Baggio) che lo stratega della panchina, il bel Marcello, non ha praticamente fatto giocare per tutto l'anno. E che ha già annunciato urbi et orbi che se ne andrà: "Non posso restare, sono stato umiliato troppe volte", ha detto (l'ex?) numero dieci. Ma visto che anche Lippi sembra propenso ad andarsene, la domanda a questo punto è: meglio tenere l'allenatore oppure lasciarlo andare e ripartire, dalla panchina, con un giovane di belle speranze (si parla di Prandelli, artefice del miracolo Verona) e, dal campo, con un'Inter costruita attorno al duo Recoba-Baggio? Prima di rispondere, lasciatemi specificare che il duo di fenomeni non dovrebbe giocare assieme, ma in un'ideale staffetta con Baggio a vestire i panni gloriosi dell'ultimo Santillana nel Real Madrid o dell'Altafini della Juve supervincente del Trap. Insomma: un asso nella manica da giocare per sparigliare il piatto e prendersi la posta. Se il Roberto nazionale dicesse di sì, sarebbe il miglior viatico per una prossima stagione da libidine per i tifosi nerazzurri.
Temo però che così non andrà. Ma siccome la speranza è l'ultima a morire, rimettiamo online qui di seguito lo speciale di presentazione dello spareggio di ieri: una sorta di memento mori per non dimenticare che quella di Verona, per l'Inter, è stata solo una vittoria da saldi di fine stagione.
SALDI DI FINE STAGIONE
L'ultimo atto del campionato 99/2000 va in scena stasera a Verona. Alla chiusura dei bilanci manca solo lo spareggio per il quarto posto tra Inter e Parma, che vale un posto in Champions League e una valigetta di trenta miliardi tra incassi e diritti televisivi. Una partita secca, con l'eventuale appendice di supplementari e rigori tra le grandi deluse (e grandi delusioni) della stagione. Da domani chi perde andrà incontro a processi ed epurazioni, chi vince potrà raccontare di aver centrato l'obbiettivo minimo stagionale. L'Inter si aggrappa a Vieri e a qualche brandello di orgoglio da grande squadra, il Parma a Crespo e a una migliore condizione fisica. I precedenti sono favorevoli alla squadra di Lippi, che in campionato ha vinto 5-1 in casa e pareggiato in trasferta, ma tra i nerazzurri il clima di smobilitazione sembra ancora più accentuato. L'ultimo treno per entrambe le squadra passa stasera alle 20,45 a Verona.
LA FARSA INTER
Più che una squadra di calcio, sembra un porto di mare. Ma della Sierra Leone. Ovvero, un luogo dal quale scappare il più in fretta possibile. E se il parallelo vi sembra offensivo, pensate con un pizzico di sarcasmo al fatto che mentre quella che si sta consumando nel paese africano è una tragedia, ciò che sta accadendo dalle parti della Pinetina (Appiano Gentile, provincia di Como) è solo una farsa. L'Inter arriva infatti all'ultimo appuntamento della sua stagione horribilis con un allenatore, una squadra, uno staff e un presidente che si sono coperti di ridicolo.
Ambiente tranquillo, società bene organizzata, una rosa di prim'ordine e risultati zero. L'anno scorso almeno erano arrivate le coppette di consolazione, la Coppa Italia e la Coppa Uefa, ma quest anno non ci sono più alibi da esibire. Il sogno della provinciale che diventa grande è al tramonto: Crespo non eclude di andarsene, Thuram aspetta solo l'occasione per prendere il volo, Ortega non lo vuole nessuno. Per la squadra gialloblù la Champions League è la classica ciambella di salvataggio.