Cala il sipario sul Motomondiale e l'ultimo atto strappa gli applausi. Sul circuito di Phillip Island (gara delle 500) nel corso degli ultimi cinque giri ci sono stati più sorpassi di quanti se ne vedono in tutta la stagione in Formula 1: nove piloti a darsi battaglia, la regia in imbarazzo su quale duello seguire, la conclusione al fotofinish. Ha vinto Max Biaggi, dietro di lui altri due italiani: Loris Capirossi e Valentino Rossi. Un podio tutto tricolore che non si vedeva da 28 anni. Allora la tripletta fu realizzata (in ordine di arrivo) da Giacomo Agostini, Alberto Pagani e Bruno Spaggiari. Peccato che i giochi per il titolo fossero chiusi da tempo con Kenny Roberts jr. campione del mondo e Valentino Rossi secondo, ma molto distaccato in classifica.
Una corsa tiratissima, tre italiani ai primi tre posti (non accadeva dal 1972). Ecco l'ordine d'arrivo del gp di Australia:
1- Max Biaggi (ITA) Yamaha in 42'29.792
2- Loris Capirossi (ITA) Honda a 0.182
3- Valentino Rossi (ITA) Honda a 0.288
4- Alex Barros (BRA) Honda a 0.426
5- Garry McCoy (AUS) Yamaha a 1.885
6- Norick Abe (JPN) Yamaha a 3.818
7 -K. Roberts Jr. (USA) Suzuki a 3.846
On video: Il circuito raccontato da Mick Doohan.
I PILOTI
L'eterna controversia tra gli accademici dei motori se conti di più l'uomo o la macchina, non è mai stata troppo attuale tra i biker. La mano, ma anche il sedere, il fegato e molte altri organi del corpo del pilota nel mondo delle corse su due ruote contano più degli ingegneri e dei meccanici. I top driver ovviamente hanno i mezzi migliori, ma tra le moto ufficiali la differenza sta nel manico. Cioè nel signore che sale su un aggeggio da 200 cavalli.
I protagonisti
TUTTI I CIRCUITI
Sedici Gran Premi, copertura televisiva da parte della Rai e di Eurosport su satellite (anche le prove), si comincia il 19 marzo in Sud Africa per finire il 29 ottobre in Australia. In realtà ogni volta le gare sono tre, una per categoria: dai venti ai trenta giri a seconda del circuito e della cilindrata. Molto meglio da vedere della Formula 1: sorpassi, duelli, scivolate, nessun tatticismo, chi entra ai box lo fa per ritirarsi.
I circuiti del Motomondiale
COME LUI NESSUNO
15 campionati del mondo vinti, nessuna caduta seria in 17 anni di carriera (e allora si correva con la scodella in testa), una superiorità così netta da permettergli di correre e vincere contemporaneamente in due classi (500 e 350 cc): in queste cifre ancora ineguagliate sta il mito di Giacomo Agostini, detto "Ago". Grande il pilota ma grande anche la moto: la MvAgusta, un marchio storico che recentemente è tornato a nuova vita con la F4, un mostro da 123 cavalli e 750 cc.