Dalla pista "nera" al fuori pista, dal fuori pista allo sci ripido (pendenze fino a 50°) e poi l'ultimo passo: lo sci estremo. Il confine si sposta più, avanti, la sfida diventa più emozionante, ma c'è uno spiacevole corollario. Ad ogni passaggio i rischi aumentano, il margine di errore si restringe, fino alla condizione in cui vige una logica trasparente e brutale: se cadi sei morto. Lo sci estremo nasce negli anni '70 come una nuova frontiera dell'alpinismo: scendere con gli sci lungo pareti e couloir risaliti prima con piccozze e ramponi. Le imprese di Tony Valeruz, Jean-Marc Boivin e altri fortissimi alpinisti-sciatori fecero grande senzazione e hanno ancora oggi dell'incredibile: la parete Est del Cervino, il versante della Brenva del Monte Bianco, la paret nord del Lyskaam (800 metri di dislivello, inclinazione costante di 55°, percorsa da Valeruz in tre minuti), per poi passare agli ottomila himalayani (prima discesa dell'Everest compiuta da Hans Kammerlander nel 1996).
Oggi di sci estremo si sente molto parlare, ma i praticanti sono sempre pochi. Ed è bene che sia così. Non esistono sistemi di assicurazione, non puoi tornare indietro, ogni curva può essere l'ultima della tua vita e al rischio di cadere si aggiunge quello di finire travolto da una valanga.
Il pericolo però ha una speciale forza magnetica anche per chi si limita a guardare queste performances. Negli Usa si sono inventati un campionato mondiale di sci estremo, con tanto di classifica e giuria. Ovviamente il pendio non è poi così ripido, la neve è buona, i soccorsi pronti a intervenire, ma un salto di dieci metri sopra le rocce non è una cosa alla portata di tutti.
Sulle montagne del Canada e dell'Alaska, dove è più facile trovare la mitica "polvere bianca" si è affermata ua nuova declinazione di questa disciplina estrema, meno interessata al significato alpinistico e più al gioco, all'acrobazia e allo spettacolo. Ci si fa portare dall'elicottero in cima alla montagna e poi giù tra sbuffi di polvere, salti e funambolismi vari. Questa versione soft dello sci estremo (da molti chiamato freeskiing o freeride), ha generato una massa di video (spesso autoprodotti), ovviamente molto accattivanti, "giovani" e spettacolari. Vi presentiamo i migliori, tra quelli disponibili in Rete. Guardateli ma non fatevi venire strane idee.