Sul suo nome la giuria di Clarence è stata unanime perché in quello che ha fatto Marco Pantani nel 2000 si sommamo gli insuccessi sportivi alle miserie dell'uomo. A cominciare dalla partecipazione, decisa all'ultimo minuto, al Giro d'Italia in veste di turista sponsorizzato. I fiancheggiatori della Gazzetta dello Sport di fronte alla squallore di un continuo cabotaggio nelle retrovie ci montano sopra la favoletta del campione che si trasforma in gregario per far vincere Garzelli, il compagno di squadra più giovane. Il vero Pantani si vedrà al Tour, promettevano gli uomini dell'entourage del Pirata e gli esperti di doping. E alla Grand Boucle il Pirata, fuori dalla lotta per la vittoria finale, si fa vivo vincendo due tappe alpine, una per gentile concessione del leader Armstrong e l'altra staccando tutti come ai bei tempi sul traguardo di Courchevel. La risurezione del Pirata sembra compiuta. Il giorno dopo Pantani arriva al traguardo con quasi 14 minuti di ritardo dal primo e poi si ritira, vittima, a suo dire, di una infezione intestinale. Qualcuno, visti i precedenti, sospetta un down conseguente alla "bomba" presa per vincere a Courchevel.
Il Pirata che invecchiando diventa sempre più ombroso e permaloso pretende poi di far parte della squadra olimpica italiana a Sidney 2000 anche se il tracciato della prova su strada non gli si addice per nulla. E le teste d'uovo della nostra Federazione glielo concedono dal momento che un dopato giova comunque all'immagine dello sport italiano nel mondo. Pantani li ricompensa con una prestazione leggendaria: 69° al traguardo.
Smontato dalla bicicletta, Pantani riesce ancora a far parlare di sé: col suo fouristrada Mercedes imbocca un senso unico a Cesena e demolisce sette macchine parcheggiate. Si giustifica dicendo che in quella via avevano appena cambiato il senso di marcia. Si scopre che lo avevano fatto dodici anni prima.
Sotto Natale, l'11 dicembre, il tribunale di Forlì gli recapita un grosso regalo: la condanna a tre mesi di reclusione per frode sportiva in seguito alla assunzione di Epo in occasione di impegni agonistici. Pantani, come altri prima di lui, parla di congiura, mancanza di prove, deliri persecutori della magistratura. La sua parabola agonistica e umana potrebbe a questo punto concludersi degnamente con una candidatura per Forza Italia.