Dalla panchina ai giardini alla panchina delle grandi squadre: i pensionati sono l'ultima follia del campionato. Crolla la new economy e si torna alla old? Il calcio non sta a guardare. E si adatta. E' una rivoluzione. E' l'ultimo, fichissimo trend del mondo del pallone. E' un miracolo biologico, una folgorazione dell'anagrafe, è una gran cazzata. Ma piace, e ora è una moda. Dopo che Lazio e Parma hanno scelto Zoff e Sacchi, due zombie da piazzare sulle rispettive panchine al posto di giovani e brillanti allenatori, nel folle mondo del calcio impazza l'ultima tendenza: assumere chiunque sia stato giudicato dalla Storia, non abbia da tempo un grammo di energia, sia trapassato o remoto e garantisca un salto di qualità alle squadre: un salto dal decimo piano, cioè. Fervono le trattative, i procuratori stanno reclutando le vecchie glorie per cui i presidenti sono disposti a sborsare cifre assurde, ma giustificate da questa simpatica moda. Ci sono fior fiore di protagonisti in attesa di una telefonata. Bearzot, per esempio: da anni non fa un cazzo, fuma solo la pipa e tutti se ne sono scordati. I bene informati garantiscono che su di lui c'è una prelazione di Moggi, uno che di morti viventi se ne intende tanto quanto di morti ammazzati. Cesare Maldini è dato per certo in Francia (tra Mentone e la Loira), Vittorio Pozzo è stato contattato per il ruolo di direttore tecnico di una squadra torinese, vista l'impossibilità di essere fisicamente presente in panchina. Zdenek Zeman, che pur vivendo da tempo pare da sempre un morto, sta incontrando difficoltà a inserirsi nella ridda di trattative. Maradona al Napoli, torna Platini alla Juve, neve e banchi di nebbia il week end. Peppino Prisco posa per un calendario senza veli su Max. Gil Cagné alla finestra. Sarà Maria Giovanna Maglie la conduttrice della Domenica Sportiva della prossima stagione. Chi non ha il vecchietto, il sorpassato o il morto in squadra è out. Massimo Moratti, che di morti e vecchietti in squadra ne ha undici, è al top. Stenta Berlusconi, che è stato visto travestirsi furtivamente da Giusy Farina. Corrado Ferlaino e Bruno Pesaola sono stati visti mangiare insieme le cozze in un locale sopra Pozzuoli. Luis Vinicio ha contattato insistentemente Costantino Rozzi, ma senza medium non se ne fa niente. La trattativa più di grido? Quella di Franco Scoglio alla Pro Vercelli, due realtà antichissime e sorpassate, di cui nemmeno mio nonno si ricordava più. Sperano Bruno Giorgi, Gigi Maifredi, Massimo Giacomini: è arrivata la loro ora, non si capisce bene se quella fatale o quella per cui li richiamano in panchina. Azeglio Vicini vicino a Vicenza. Comunardo Niccolai no. Nevio Scala: "L'avevo detto"; tutti gli altri: "Cosa?". Gran rifiuto di Corrado Orrico, che è sempre stato un rifiuto del mondo del pallone. E dal calcio la moda del morto vivente passa ad altre discipline. Dopo il crollo degli indici d'ascolto dello sci in seguito al ritiro di Alberto Tomba, Franco Carraro ha deciso: è stato richiamato in nazionale Zeno Colò.