Non dispongono di super-poteri, alcune di loro hanno marito e figli a casa, eppure hanno scelto di gettarsi in imprese estreme, in avventure ad alto rischio dove il ritorno non è affatto garantito. Sono in maniera probabilmente inconsapevole le demolitrici delle ultime vestigia della separazione dei ruoli e delle possibilità tradizionalmente assegnate ai due sessi. Raggiungere il Polo a piedi, completare il giro del mondo in solitaria su una barca a vela, scalare le pareti più difficili della Terra o correre su una moto a 300 km/h erano ritenute attività riservate a pochi "uomini veri". Adesso non è più così: queste e altre performance estreme hanno sempre più spesso le donne come protagoniste. Passando dalla fiction alla realtà l'esplosione delle potenzialità femminili, le capacità del cosiddetto sesso debole di affrontare pericoli e prove massacranti, la dimostrazione di quanto "lei" possa essere forte, lucida e determinata (anche più di "lui") trova continua conferme. Il tutto senza perdere un grammo delle propria femminilità, senza trasformarsi in imbarazzanti virago muscolate o amazzoni arrabbiate. E se qualcuno nutrisse ancora qualche dubbio, date un'occhaiata a quello che hanno fatto ultimamente le "femminucce" qua sotto.
ANN E LIV
Ann Bancrof e Liv Arnesen aveva già alcune cose in comune: la professione di insegnanti, la passione per lo stesso film, La mia Africa, e una attrazione fatale per le terre polari. Da pochi giorni c'è qualcosa che le unisce ancora di più, un'impresa mai riuscita prima a due due donne: la traversata dell'Antardide con gli sci.
94 giorni, 4 ore 25 minuti e 40 secondi da sola su una barca a vela, senza mai fermarsi o fare scalo. Ellen MacArthur, 24 anni, č la pių giovane skipper ad aver mai completato la Vendèe Globee, la regata nota come l'Everest della vela. Il secondo posto le ha consegnato anche un altro primato: quello della donna che ha compiuto il giro del mondo nel minor tempo possibile.
Ha scalato in solitaria le pareti più difficile della Alpi: la Nord dell'Eiger, lo sperone Walker alle Grandes Jorasses, il pilier Bonatti, la parete nord del Cervino, la Brandler-Hasse alla Cima Grande di Lavaredo. Bella, elegante, spontanea, Catherine Destivelle negli anni '90 è stata l'alfiere e la testimonial dell'alpinismo estremo al femminile.
Il ruolo delle donne nel motociclismo era stato finora quello di reggitrici di ombrelli parasole al via. Dalla prima gara della stagione 2001 del Motomondiale una ragazza scenderà per la prima volta in pista non in abiti succinti, ma con tuta, guanti e casco. Si chiama Katja Poensgen, è tedesca e guiderà una Aprilia nella classe 250.