Se c'era un pilota che meritava di vincere negli Usa più di ogni altro era proprio Hakkinen. Perché è sempre stato bravo, tranquillo e corretto; perché in questa stagione non gliene era andata bene una e questo GP è stato probabilmente il suo passo d'addio alle corse. Ha vinto Mika e ha vinto bene recuperando dalla quarta fila dove era stato retrocesso da un eccesso di zelo dei commissari. La McLaren ha piazzato anche Coulthard in terza posizione prendendosi una piccola rivincita sulla Ferrari. La casa di Maranello in questa tappa americana del trionfale tour 2001 ha steccato: il piano che doveva portare alla vittoria Barrichello con l'aiuto del campione del mondo, utilizzato nel ruolo di guastatore e stopper degli altri concorrenti, non ha funzionato. A togliere di mezzo Rubinho è stato il cedimento del motore, ma non sarebbe andato olte il secondo posto. Alla fine la seconda piazza l'ha conquistata Schumacher, senza meriti particolari, svolgendo appena il suo compitino. Le Williams-Bmw hanno confermato di essere veloci e inaffidabili. Montoya aveva appena superato Schumacher (per la terza volta in questa stagione) con una manovra aggressiva e spregiudicata quando il motore l'ha lasciato a piedi. Ralf invece si è tolto di mezzo da solo.
A movimentare leggermente l'atmosfera dei box in smobilitazione, ci ha pensato Ross Brown, il direttore tecnico della Ferrari, con alcune rivelazioni alla stampa: l'attacco terrostico alle torri e l'incidente a Zanardi avrebbero condotto Schumacher a pensare seriamente al ritiro. Ma alla fine il grande amore per le corse ha prevalso. Una bella storiella non c'è che dire, da libro Cuore, perfetta per umanizzare e avvicinare al cuore dei tifosi un personaggio che non mai brillato per simpatia e generosità.
Per mandare in archivio questo Mondiale manca ancora la gara di Suzuka, in altri tempi decisiva e ora inutilmente accademica. Ancora due settimane e tutto il circo andrà in vacanza. E i miliardari, tristi e preoccupati per le sorti del mondo, saliranno sui loro yacht per svernare nei mari del Sud.
Il GP degli Usa al microscopio I risultati delle prove e della gara, le dichiarazioni dei piloti, immagini, commenti e aggiornamenti da Indianapolis.
1. HAKKINEN (McLaren-Mercedes)
2. M. SCHUMACHER (Ferrari)
3. COULTHARD (McLaren-Mercedes)
4. IRVINE (Jaguar-Cosworth)
5. HEIDFELD (Sauber Ferrari)
6. ALESI (Jordan-Honda))
7. FISICHELLA (Benetton-Renault)
8. BUTTON (Benetton-Renault)
9. FRENTZEN (Prost-Ferrari)
10. PANIS (Bar-Honda)
11. DE LA ROSA (Jaguar-Cosworth)
12. BERNOLDI (Arrows-Asiatech)
13. ENGE (Prost-Ferrari)
14. BARRICHELLO (ferrari)
CLASSIFICA MONDIALE
113 Schumacher M.
61 Coulthard D.
54 Barrichello R.
48 Schumacher R.
34 Hakkinen M.
25 Montoya J.
13 Heidfeld N.
12 Villeneuve J.
9 Trulli J.
9 Raikkonen K.
8 Fisichella G.
7 Irvine E.
6 Frentzen H.
6 Alesi J.
5 Panis O.
3 De La Rosa P.
2 Button J.
1 Verstappen J.
I ventidue cavalieri del circus: dal veterano Alesi (37 anni e 184 G.P.) a Kimi Raikkonen, esordiente baby driver di 21 anni, passando per i mostri sacri Schumacher e Hakkinen. Vita e miracoli (la morte è meglio non evocarla) di alcuni degli uomini più invidiati del pianeta (soldi, donne, pericolo, residenza a Montecarlo). Ognuno provvisto di sito ufficiale.
Tutti i piloti
LE MACCHINE
Ferrari F2001 e McLaren Mercedes MP4/16: le vetture regine del campionato che va a incominciare sono sempre loro. A debita distanza seguono le altre nove scuderie con ambizioni diverse. La Williams e la Jordan a contendersi il ruolo di terza forza; Benetton e Prost in vesti di possibili outsider e le altre che puntano a fare più giri possibili per accontentare gli sponsor.
Le scuderie
LE DATE, I CIRCUITI
Pronti, via: il campionato mondiale di F1 è partito dal circuito di Melbourne, in Australia e terminerà a Suzuka in Giappone il 14 ottobre 2001. 17 gli appuntamenti da seguire sulle piste più famose di tutte i continenti. Per vedere in anteprima e analizzare tutti i tracciati ti basta un clic qua sotto.
I circuiti
MAZZACANE FOREVER
L'anno scorso nessuno lo conosceva, non aveva nemeno un sito personale, era stato preso come seconda guida della Minardi, la scuderia più povera della Formula 1. Nonostante questo, anzi proprio per questo, noi abbiamo creduto in lui. E lui non ci ha traditi.
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