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ITALTENNIS: ODISSEA NELLO STRAZIO
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   UNA SQUADRA DA SERIE B

La crisi del tennis italianoPochi giorni fa la squadra di Coppa Davis della Croazia, forte del re di Wimbledon Goran Ivanisevic e di Ivan Ljubicic, ci ha dato un bel calcio nel sedere, salendo in serie A e lasciando noi, povera Italia, nel limbo della B. Il commento della maggior parte degli sportivi da Gazzetta dello Sport è stato unanime: e chi se ne frega? O peggio: non lo sapevo, davvero? Gli stessi sportivi da pantofole-divano-Bar dello sport, però, cantando in coro, qualche anno fa, insieme agli stoici appassionati di tennis, celebravano le imprese di Paolino la Peste, al secolo Paolo Canč, di Omar Camporese, di Nargiso e del minuscolo Caratti, e seguivano la semifinale Francia-Italia (anno 1996). Molti di loro, ancora oggi, ricordano capitan Panatta che, per poco, non tirava giù dal seggiolone lo sciagurato arbitro Wayne McKewen, reo di averci rubato un punto nel match tra Gaudenzi e Boetsch, mentre Bisteccone Galeazzi lanciava anatemi dal microfono di Rai 3 contro quel ladro d'un giudice di sedia. L'ultima volta in cui si è sentito parlare di tennis al di qua dalle Alpi e che la stampa sportiva che si è degnata di dedicare agli "azzurri della racchetta" titoli in prima pagina, è stato nel 1998, quando finimmo addirittura in finale di Davis, contro la Svezia. Gaudenzi, per recuperare una partita persa, si spezzò un tendine della spalla. Addio partita, addio finale, addio giornali e televisione (ed addio anche a Gaudenzi, operato e resuscitato agonisticamente solo quest'anno).
Come direbbe Lubrano, la domanda sorge spontanea: ma come facciamo a fare così schifo? È concepibile che la Thailandia, la Corea, il Marocco, l'Ecuador ed il Cile abbiano giocatori più bravi dei nostri? Come mai anche la Repubblica delle banane ha almeno un tennista competitivo da presentare al mondo ed invece noi no? Ora proviamo a spiegarvelo.

In Rete:
Davis Cup (Sito Ufficiale) [ing]
ATP Tour [ing]
WTA Tour [ing]
Mensile ”Il Tennis Italiano” [ita]
Mensile ”Tennis Oggi” [ita]
TMM Il portale del tennis [ita]

  I COLPEVOLI
Un colpevole: Paolo GalganiNon basterebbero i volumi della Treccani per compilare un elenco completo dei responsabili. Nemmeno nei maxiprocessi alla mafia si sono mai visti tante facce facce di bronzo, pronte a negare ogni addebito e a giurare sulla propria innocenza. Per necessità di sintesi ecco i nomi degli imputati più illustri (anzi dei latitanti visto che sono ancora in circolazione, nonostante tutto) coinvolti nella squallida vicenda del crollo del tennis italiano.
  AMARCORD
Nicola PietrangeliEppure una volta eravamo bravi, o almeno bravini. Nel lontano 1976 abbiamo anche vinto una insalatiera d'argento, l'unica della nostra storia, battendo il Cile di Pinochet. Nello stesso anno Adriano Panatta ha portato a casa l'accoppiata Internazionali d'Italia e Roland Garros, che è un po' come il duo Giro d’Italia-Tour del France. Ecco i ritratti dei protagonisti dei bei tempi andati, dalla preistoria fino (quasi) ai giorni nostri..

   ITALTENNIS GALLERY
Nicola Pietrangeli Adriano Panatta Omar Camporese
Diego Nargiso Andrea Gaudenzi Davide Sanguinetti

  SCUSI, DOV’E’ L’USCITA?

Andrea Gaudenzi Insomma, esiste o no un modo per invertire la tendenza, per smetterla di farci ridere dietro da tutti? Certo che esiste. La brutta notizia è che andiamo verso tempi peggiori (!) di questi: i rincalzi dei vari Gaudenzi, Sanguinetti e Pozzi sono davvero scarsi: finiremo in serie C, non ci sarà nemmeno un italiano tra i primi 100 del mondo. Ma ce n'è pure una buona: la soluzione esiste, ed è l'uovo di Colombo. Copiamo dagli altri. Ci sono tre allenatori italiani che lavorano privatamente e che sono stimati da tutto l'ambiente: si chiamano Riccardo Piatti, Alberto Castellani e Claudio Pistolesi. Si occupano di giocatori forti (soprattutto stranieri) e mietono risultati. Girano il mondo, sanno cosa devono fare. Eppure la FIT non solo se ne frega, ma li osteggia da anni. All'estero incoraggiano e finanziano le iniziative private, perché funzionano. Da noi, fanno pure i gufi: quando Piatti allenava, dieci anni fa, tutti i migliori giocatori italiani (Caratti, Camporese, Furlan ed altri) la FIT faceva finta di niente, anzi, sotto sotto sperava che finisse tutto in fretta e che non si parlasse più dei ”Piatti boys”. Scherzi del destino: oggi, Piatti allena Ivan Ljubicic, il croato che ci ha appena preso a legnate.
La FIT ha squalificato (per ”ammutinamento”) tutti i tennisti italiani che per protesta avevano rifiutato la convocazione per la nazionale. In pratica tutti i migliori: Rita Grande, Renzo Furlan, Stefano Pescosolido, Tathiana Garbin, Diego Nargiso, Andrea Gaudenzi, Gianluca Pozzi, Davide Sanguinetti e qualcun altro. In mezzo a questo delirio invece di chiedere scusa, il presidente Binaghi si barcamena, si contraddice, non sa che fare.
E, mentre temporeggia, noi andiamo sempre più giù. Tutti gli sportivi italiani dovrebbero appoggiare la rivolta dei racchettari professionisti (organozzata da Alberto Castellani, insieme ad allenatori ”illuminati”, a giornalisti come Gianni Clerici ed allssociazione Tennisti Professionisti). Non ci vuole un miracolo: basta lasciar lavorare queste persone, dando loro carta bianca e scucendo qualche soldo.

  di Federico Ferrero
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