Arrampicare su una big wall è il traguardo di un alpinista forte e preparato, con alle spalle un robusto curriculum di ascensioni su vie lunghe e impegnative. Alle massime difficoltà in arrampicata libera (ad esempio il Nose al El Capitain arriva al VI grado), si aggiungono quelle dell'arrampicata artificiale, dove cioè la progressione verso l'alto è possibile solo con l'aiuto di chiodi, corda e staffe. Il terzo elemento da considerare è il tempo richiesto dalla salita che può essere di molti giorni. I climber in questi casi si portano dietro un saccone pesantissimo con cibo, acqua, brandine da parete e materiali vari, da issare a mano con manovre lunghe e faticose. Nei tratti più impegnativi scalare e attrezzare una sola lunghezza di corda (50/60 metri) può richiedere una intera giornata di lavoro. A questo si aggiunge il rischio di cadute: le protezioni utilizzate in molti casi sono estremamente precarie e in caso di volo possono saltare una dietro l'altra con uno spaventoso e interminabile effetto cerniera. I voli critici non dipendono tanto dalla lunghezza, quanto dalla presenza di ostacoli, cenge e spuntoni rocciosi sulla traiettoria di caduta. Per un arrampicatore da big wall "volare" per 10 0 20 metri nel vuoto è una esperienza non piacevole ma abbastanza normale, da mettere in conto. Per avere un'idea di cosa significhi arrampicare in queste condizioni limite, riportiamo qui sotto le descrizioni di alcune vie famose di Yosemite, da leggere e interpretare con l'ausilio delle scale di difficoltà che trovate più in basso.
El Capitan Salathe Wall 5,9 C2 35 tiri
El Capitan The Nose 5,9 C2 31 tiri
El Capitan The Shield 5,8 A3 30 tiri
El Capitan Reticent Wall 5,7 A5 21 tiri
El Capitan Iron Hawk 5,10 A4 26 tiri
TABELLA DIFFICOLTA' ARRAMPICATA LIBERA
UIAA
FRANCIA
USA
GB
AUS
I
1
5.2
moderate
/
II
2
5.3
difficult
11
III
3
5.3/5.4
very diff.
11/12
III+
3
5.4
"
12
IV-
4
5.4/5.5
"
12/13
IV
4
5.5
4a
13
IV+
4/4+
5.5/5.6
4a/4b
13
V-
5a
5.6
4b
13/14
V
5b
5.6/5.7
4b/4c
14
V+
5c
5.7
4c
15
VI-
5c/6a
5.7/5.8
5a
16/17
VI
6a
5.9
5a/5b
17/18
VI+
6a/6a+
5.9/5.10a
5b
18/19
VII-
6a+/6b
5.10b/5.10c
5b/5c
19/20
VII
6b/6b+
5.10d
5c
20/21
VII+
6c
5.11a/5.11b
5c/6a
22/23
VIII-
6c+/7a
5.11c
6a
23/24
VIII
7a/7a+
5.11d
6a/6b
24/25
VIII+
7b
5.12a/5.12b
6b
25/26
IX-
7b/7b+
5.12c/5.12d
6b/6c
26/27
IX
7c/7c+
5.12d/5.13a
6c
27/28
IX+
8a
5.13b
6c/7a
28/29
X-
8a+
5.13c/5.13d
7a
29/30
X
8b/8b+
5.13.d
7a/7b
30/31
X+
8c
5.14a
7b
31/32
TABELLA DIFFICOLTA' ARRAMPICATA ARTIFICIALE
A0: Richiede uso di materiale in una quantità limitata anche senza uso di staffe. Per esempio quando si compiono brevi passaggi, tirando 2 o 3 spit o chiodi o nuts per risolvere una sezione sulla quale non si riesce ad arrampicare. A1: Artificiale facile e piacevole. Non richiede in particolare bagaglio tecnico anche se alcuni passaggi possono risultare impegnativi. Le protezioni trattengono cadute lunghe e di norma sono facili da posizionare. A2: Artificiale moderato. Si comincia a parlare di vero artificiale. Il materiale impiegato comincia ad essere specifico e qualche protezione può trattenere solo il peso del corpo. Di norma le cadute non sono pericolose. A2+: Con questa difficoltà bisogna avere la capacità di trovare e ricercare la direzione della via e del tiro. Al di sopra di una buona protezione ci sono da fare alcuni passaggi consecutivi su protezioni che trattengono solo il peso del corpo. Sono possibili cadute di 10 metri in una situazione di leggero pericolo. A3: Artificiale difficile. È indispensabile ricercare, se è possibile, delle buone protezioni lungo il tiro in modo che arrestino una caduta. Le protezioni sono talmente aleatorie, che devono essere testate. Le cadute lunghe sono possibili (15-20 metri), ma di solito sono al riparo da gravi conseguenze. Per un buon arrampicatore ci vogliono alcune ore di lavoro per portare a termine tiri con questa difficoltà. A3+: Come l'A3, ma con cadute pericolose. Da questo limite in poi siamo nel regno della estrema tecnicità e complessità nel posizionare le protezioni. L'impegno dell'arrampicatore è massimo sotto tutti gli aspetti; (ricerca della via, precarietà delle protezioni, concentrazione e calma). La capacita' di giudizio è fondamentale per non ritrovarsi in una situazione pericolosa. Di solito un cengia, la faccia di un diedro o una placca appoggiata sono posizionate lungo la linea di caduta. A4: Artificiale serio. Qui le conseguenze di una caduta sono gravi. La protezione che si mette è talmente precaria che bisogna pregare per rimanere su. I voli raggiungono i 30 metri e più. A4+: Come l'A4, ma ancora più serio. I movimenti da fare sulle staffe devono essere bilanciati, controllati e morbidi. Si passano normalmente dalle 5 alle 7 ore per riuscire a terminare un tiro del genere, soffrendo per l'incertezza e la tensione. A5: È il grado che esprime il massimo della pericolosità. Tutte le qualità che deve Avere un arrampicatore, descritte precedentemente, devono essere usate con una acutissima capacità di giudizio. Nessuna protezione messa lungo il tiro può trattenere una caduta anche se piccola (una lunghezza di artificiale moderno è quasi sempre attorno ai 60 metri). A6: è un grado teorico perchè nessuno è ancora riuscito a farlo. Si tratta di salire un tiro di A5 come descritto sopra partendo da una sosta naturale fatta senza forare o migliorare la roccia e che non riuscirebbe a trattenere una caduta.
NB: talvolta al posto della A o a fianco di essa nelle relazioni compare la lettera C che sta per Clean-aid climbing. Serve a indicare la progressione su un tiro di artificale che si sale senza usare il martello. In questo caso le protezioni (nuts, friends o altro) devono essere piazzate solo con le mani.
TABELLA DEL TEMPO
I: da una a tre ore di salita
II: da tre a quattro ore di salita
III: da quattro a cinque ore di duro lavoro
IV: tutto il giorno di impegno totale
V: uno o due giorni con bivacco possibile
VI: due o più giorni in parete
VII: è il grado VI in ambiente estremo con difficoltà su ogni tipo di terreno (avvicinamento, ghiaccio ecc.) unito a pericoli oggettivi altissimi.