
Harry Egger, Stéphane Aubonnet, Jyrki Jokipii, Karine Dubouchet. I loro nomi sono sconosciuti ai più, ma gli appassionati di sport estremi ed i frequentatori di piste di velocità (che in Italia sono pochi, ma altrove si moltiplicano come funghi) li hanno idolatrati.
L'austriaco Egger è una spanna sopra tutti: durante i campionati mondiali di chilometro lanciato del 1999, svoltisi nella transalpina Les Arces, Harry si è preso il lusso di fermare il cronometro a 248,105 Km/h. Giunto al fondo della pista si è fermato - a fatica - ed è quasi crollato a terra: sorretto dal suo staff, è riuscito solo a dire: "Non credo che il corpo e l'anima possano sopportare più di questo". Detto da un colosso di un metro e 95 per 105 Kg, in effetti, fa pensare.
La storia dello sci di velocità è antica: i primi cuori impavidi hanno sfidato le piste più ripide negli anni '30. Oggi, a dirla tutta, gli atleti che vogliono entrare nel Guinness si buttano giù a rotta di collo non solo con gli sci ai piedi, ma anche con la tavola da snowboard (e qui il recordman è l'australiano Darren Powell con 201,907 Km/h), con il monoski (Xavier Cousseau è sfrecciato a 198,020 Km/h), con il bob-ski (lo svizzero Romuald Bonvin ha raggiunto la velocità di 184,900 Km/h).
Uno sport dalle pari opportunità, questo del chilometro lanciato: tant'è che il primato femminile, saldamente nelle mani (anzi, nelle gambe) della francese Dubouchet, avvicina molto quello dei colleghi uomini: 234,528 Km/h, stabilito sempre nel 1999 e sempre a Les Arces.
La specialità dello speed-ski è, ormai, una realtà con tanto di federazioni sparse un po' ovunque (Svezia, Francia, Svizzera, Stati Uniti ed anche Italia), un campionato mondiale, uno europeo e parecchi appuntamenti nelle località sciistiche più rinomate.
Recentemente il Re del chilometro lanciato, Harry Egger, ha fatto sapere che si sta allenando duramente per un tentativo che dovrebbe avere luogo nel marzo del 2002. La sua intenzione è quella di infrangere il muro dei 250 Km/h. Tanti auguri!
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