
”In due ci han provato, in due sono morti”.
Dev'essere per questo motivo, da lui stesso specificato e di cui presto capirete il senso, che un intraprendente 62enne australiano, tale Ken Warby, detiene tuttora un incredibile primato, realizzato addirittura ventitré anni fa.
L'8 ottobre 1978, infatti, Ken è salito sul suo Spirit of Australia ed ha stabilito il record assoluto di velocità mai raggiunta da un uomo sull'acqua: 317,596 miglia orarie, ovvero 511,11 Km\h. Spaventoso.
Ma come ha fatto, il buon Ken? E soprattutto, perchè lo ha fatto?
Iniziamo dai motivi. Mister Warby ha deciso di non tener conto dei suoi predecessori, il cui elenco assomiglia ad un necrologio.
Nel 1952 John Cobb morì sul lago di Loch Ness dopo aver raggiunto le 200 miglia all'ora a bordo del suo mezzo acquatico; simile sorte toccò, nel 1956, a Les Staudacher, del Michigan, eiettatosi per non finire sugli alberi che circondano il lago Hubbard ma rimasto, comunque, invalido a vita.
Nel 1964 fu il momento di Lee Taylor, sbalzato dal suo ’razzo marino’ e recuperato in acqua da un elicottero che, però, a sua volta si schiantò: Taylor -per ragioni incomprensibili- non ci rimise le penne, in quell'occasione.
Donald Campbell, infine, nel 1967, sfrecciò, sì, a 320 miglia all'ora in acque britanniche, ma non fu mai più ritrovato.
Ken Warby ha sempre avuto coraggio da vendere ed un'immensa passione per i motori: nei primi anni '70 gli venne in mente di costruire, usando il retro della sua casa di Sydney come laboratorio ed un albero come tetto, un missile d'acqua.
E ci riuscì: lo Spirit of Australia, questo il nome del suo capolavoro, era un apparecchio mostruoso, sul quale il recordman aussie piazzò un motore jet della Westinghouse e cominciò, precisamente nel 1974, a solcare i laghi della sua patria natale: 166, 178, 193, 215 e ancora su, fino a 317,596 miglia all'ora.
“E lo feci -commentò anni dopo- senza usare il post-bruciatore e senza nemmeno spingere la manetta al massimo!” Se lo dice lui...
Quanto all'imbattibilità del primato a firma Warby: non contento dell'esperienza pregressa, Lee Taylor ci riprovò 16 anni dopo, sul lago Tahoe, e quella volta non gli andò altrettanto bene; così fu anche per Craig Arfons, nel 1989. Ora è chiaro il senso dell'ermetica risposta di Ken a quanti gli domandano la ragione della durata del primato: "Two tried, two died".
Colpo di scena finale: Ken Warby ci sta riprovando. Gli mancano un po' di soldi, ma il laboratorio (questa volta sistemato in garage) è attivo. Motivazione? Con logica stringente, l'australiano ha spiegato che 23 anni sono troppi perchè un record sia in piedi, anche se già gli appartiene.
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