La Ouarzazate-Tan Tan-Zouerat è la tappa più lunga e faticosa della corsa. Si è svolta tra giovedi 3 e venerdi 4 gennaio 2002 ed il suo percorso si snoda lungo l'insidioso territorio del Marocco.
Gli orari di partenza sono stati da Centro Addestramento Reclute: in piedi alle 4, partenza alle 5 ed arrivo alle 8 per la sola "liaison"; tappa speciale, di 351 km, tra le 8:05 e le 12:05, ed ultima fase di collegamento tra le 12:05 e le 15:30. Il venerdi, ancora peggio: partenza a mezzanotte, 369 km di collegamento e 370 di parte speciale.
Durante la tappa di giovedi si sono ritirati più concorrenti che nelle precedenti 6 tappe: addirittura in undici hanno alzato bandiera bianca, a causa di incidenti o di avarie al motore. In cinque, poi, si sono fermati il venerdi.
Il motociclista cileno della KTM, Carlo de Gavardo, è stato il più veloce a raggiungere Tan Tan, mentre il giapponese Hiroshi Masuoka, su Mitsubishi, ha conquistato la vetta della corsa tra le vetture a 4 ruote.
La tappa di venerdi, invece, è stata appannaggio del nostro Fabrizio Meoni, su KTM, che ha così consolidato il primato in classifica generale, mentre Shinozuka, compagno di squadra di Masuoka, ha colto la prima vittoria personale della manifestazione.
Tutti i protagonisti definiscono la 2 giorni desertica come la "Maratona della Dakar", e non hanno torto: uomini e mezzi vengono messi a durissima prova.
Masuoka ha confessato che, dal punto di vista psicologico, ancor più che da quello fisico, il giovedi ed il venerdi nel deserto sono come un passepartout: se l'auto non tradisce ed il pilota riesce a mentenere alta la soglia di attenzione, giungendo al traguardo, ci sono allora molte possibilità di arrivare a Dakar. In particolare è la parte notturna del venerdi a preoccupare tutti: gli imprevisti si moltiplicano e la visibilità è scarsissima.