 | | AL VIA LO SLAM DEI CANGURI |  |

La stagione del grande tennis 2002 si apre, dopo gli "antipasti" di Sydney, Doha ed Adelaide, con la 14 giorni di Melbourne, ovvero gli Australian Open. La splendida città aussie ospita un impianto sportivo, quello di Flinders Park, che fa invidia al mondo intero (temperature a parte: quest'anno si è deciso di interrompere il gioco qualora il termometro superi quota 38 gradi). Un'edizione che inizia male per gli organizzatori, con il forfait di Andre Agassi (infortunio al polso), quello di Serena Williams, l'uscita di scena di Guga Kuerten (per mano del 'bombarolo' francese Boutter) e la sconfitta del numero uno del mondo, l'idolo di casa Hewitt, messo fuori gara dalla varicella e dalla soporifera regolarità di Alberto Martin.
Gli australiani sperano nel loro Marcantonio Mark Philippoussis, tornato alle gare dopo un lungo infortunio, ma hanno già dovuto salutare la sua ex fidanzata, Anna Kournikova, sconfitta in due rapidi set dalla belga Justine Henin.
La sfida numero uno proposta da questo primo Slam è molto avvincente: vecchi contro giovani.
I veterani sono sempre loro: l'acciaccato 'Sweet Pete' Sampras, e poi Kafelnikov, Tim Henman, 'Cavallo Pazzo' Ivanisevic; i giovani sono, su tutti, Sebastien Grosjean, il talento a stelle e strisce Andy Roddick, Tommy Haas, Marat Safin e Roger Federer.
Tra le ragazze spuntano le due nuove stelle del tennis belga, Justine Henin e Kim Clijsters, che se la dovranno vedere con Jennifer Capriati (vincitrice lo scorso anno), con Venus Williams (imbattibile se al massimo della forma) e con molte mine vaganti: la rediviva Iva Majoli, per esempio, o Amélie Mauresmo, l'antipaticissima Hingis e la emergente russa Elena Dementieva.
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 | In Rete: |  |
 | | ANDREW, L'INCREDIBILE HULK |  |

Non vince molto, ma fa sempre spettacolo. Nelle sue vene scorre sangue australiano e rumeno (forse ha qualche gene dell'indimenticabile pazzoide Ilie Nastase, il che spiegherebbe le sue stranezze). Urla come un ossesso e picchia ogni palla quasi fosse l'ultima della sua vita. Gioca colpi che gli altri nemmeno riescono ad immaginare e poi, se la lotta sul campo lo premia, si strappa la maglietta, proprio come l'incredibile Hulk. Quest'anno ha deluso i suoi numerosissimi fans, facendosi estromettere dal torneo per mano di Albert Portas, già al primo turno: ma ogni sua apparizione è uno show. Il suo nome è Andrew Ilie...
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