
Domanda: quanti di voi vorrebbero avere, appeso al collo, un Pass per entrare nelle sale riservate ai giornalisti? Ok, basta così: nessuno vuole scatenare invidie, anzi: meritate una ricompensa per la vostra onestà. Ecco chi abbiamo trovato noi, nella Press Room degli ATP Indoors.
Varchiamo la soglia, presidiata da un energumeno il cui eloquio si riduce ad un: "Prego" rivolto ad ogni entrante, ed eccoci nella camera delle meraviglie.
La sala stampa è attrezzatissima: Pc su ogni scrivania, tre TV a circuito chiuso per seguire gli incontri, frigobar fornitissimo (che abbiamo prontamente svaligiato), montagne di giornali freschi di rotative (la Gazzetta, l'Equipe, il Corsera sono i più gettonati).
Una rapida occhiata e scorgiamo, in successione: il direttore delle comunicazioni dell'ATP, che si chiama Nicola Arzani ed è italianissimo (di Alessandria); due giudici di sedia, che parlano amabilmente dei fatti loro (Andreas Egli e Romano Grillotti); un manipolo indistinto, infine, di persone con un Pass verde, che contraddistingue i giornalisti. Ci avviciniamo per capire di chi si tratti e...sorpresa! Il decano del giornalismo televisivo, Rino Tommasi. Non solo: con lui ci sono Ubaldo Scanagatta, commentatore di Tele+, il direttore del torneo Franco Bartoni, Vincenzo Martucci della Gazzetta dello Sport ed Antonio Costanzo, speaker ufficiale di Eurosport.
Ovviamente non ci conosce nessuno, ed è proprio per questo che ci infiliamo nella conversazione: vuoi mettere, parlare del più e del meno con Tommasi e compagnia?
Il discorso verte sulle scommesse, e la "voce del tennis" Rino sta dando del figlio di buona donna ad Ivan Ljubicic, reo di avergli fatto perdere un sacco di soldi: "In Australia avevo puntato piuttosto forte sulla vittoria di Ljubicic contro Ferreira, e quello str...o è riuscito a perdere, in vantaggio 6/3 6/4 5/1". Tutti ridono, ed allora ridiamo pure noi.
Proviamo, poi, a farci notare, dicendo che anche noi scommettiamo: oggi, per esempio, abbiamo messo un Euro sulla vittoria di Sanguinetti su Ferrero. Tommasi non alza nemmeno lo sguardo. Vabbè: non ci perdiamo d'animo e ci sediamo alla scrivania del mensile "Il Tennis Italiano", cercando di darci un contegno da professionisti.
A parte, però, i telefoni che squillano di continuo, gli addetti che appendono in bacheca fogli ad uso e consumo dei giornalisti e un tecnico che armeggia intorno ad un Pc non accade molto. E' ancora troppo presto, tant'è che il decano dei decani, Gianni Clerici de La Repubblica, non si è ancora mosso dalla sua magione sul lago di Como (così dice Tommasi. E' ora di uscire, in attesa che inizi il primo incontro della giornata (Galvani contro El Aynaoui): dobbiamo esplorare le zone bazzicate dai giocatori.
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