Il sumo in Giappone è come il calcio da noi: uno sport, un rito, praticamente una religione. Agli occhi del profano può apparire come una lotta tra due grassoni in perizoma che cozzano e ruzzano a colpi di panza. Alla stessa stregua dovremmo dire che il calcio è lo spettacolo di ventidue idioti in maglietta e mutande che corrono dietro a un pallone. Ovviamente non è così. Il sumo in realtà è una delle espressioni più antiche e autentiche della cultura e della civiltà giapponese. Il suo complesso cerimoniale attinge alla religione shintoista, al codice etico dei samurai, a un universo di simboli e di valori che sono profondamente radicati nel paese del Sol Levante. In questo senso il sumo può perfino essere una chiave per capire di più quel mondo, per entare in rapporto con tradizioni e consuetudini sociali diverse da quelle praticate dalle nostre parti. Alla fine di questo viaggio nel pianeta Sumo, una opinione ve la sarete fatta. Forse continuerete a pensare che sia "una cosa da giapponesi", e quindi assurda, ridicola e grottesca. Proprio come i manga, il sushi, il bonsai o i futon che da noi non hanno mai trovato nessun estimatore. O no?
LE REGOLE
Un combattimento di sumo dura normalmente pochi secondi: è il cozzo di due giganti pesanti più di un quintale, ma estremamente agili. Eppure nello scontro di questi moderni samurai è praticamente assente la violenza. Ecco come si svolge un "torikumi".
Sbilanciare l'avversario, farlo cadere all'interno del cerchio del dohyo oppure spingerlo fuori. Questo obbiettivo apparentemente semplice richiede la conoscenza di un vasto repertorio di tecniche sofisticate, che fanno del sumo un'arte marziale a tutti gli effetti. Essere grossi e pesanti nel sumo non basta.
In cima alla piramide gli yokuzuma, i campionissimi, e poi via via tutti gli altri secondo una precisa gerarchia basta sulle vittorie conquistate. E la posizione in classifica determina non solo i guadagni, ma anche il rango sociale e le mansioni del lottatore.
La traduzione e spiegazione italiana dei termini più importanti e frequenti utilizzati nella lotta giapponese. Le parole e i concetti di un mondo a parte, complesso e misterioso ma perfettamente ordinato. Proprio come un ideogramma giapponese.