Il ring nel sumo si chiama dohyo ed è di forma quadrata. Il combattimento (torikumi) si svolge all'interno di un cerchio più piccolo di 4,55 m di diametro inscritto nel quadrato. I limiti interni ed esterni del dohyo sono marcati da alcuni sacchetti di riso semisepolti e saldamente infissi nel terreno. Il ring è fatto di una speciale creta su cui viene sparso un sottile strato di sabbia. Lo scopo del combattimento è quello di spingere l'avversario fuori dal dohyo o atterrarlo al suo interno. Il lottattore, chiamato rikishi che tocca il terreno con qualunque parte del corpo che non siano i piedi, perde il combattimento. L'esito è lo stesso se calpesta o valica il cordone di sacchetti che delimita il cerchio interno del dohyo.
Non è consentito sferrare pugni, tirare i capelli, colpire con calci, usare prese per soffocare l'avversario. Anche i colpi nella zona genitale sono proibiti. Non esistono categorie e limiti di peso, può capitare che un rikishi si confronti con una antagonista due volte più pesante di lui. Il fattore peso, che si traduce in massa d'urto e capacità di spinta, conta molto nel sumo. I rikishi si sottopongono a una vera e propria dieta ingrassante che li porta a pesare 150-200 kg. Cicccioni e goffi all'apparenza i lotattori di sumo possiedono tuttavia grandi doti di forza e agilità che liberano in combattimenti della durata di pochi secondi.
Ogni anno in Giappone si svolgono sei grandi tornei: tre a Tokyo,uno a Osaka, Nagoya e Kyushu. I tornei durano 15 giorni e ogni lottattore sostiene un combattimento al giorno con avversari sempre diversi. Il vincitore del torneo è quello che detiene il miglior bilancio tra vittorie e sconfitte. In caso di parità si disputano dei playoff. Al vincitore del torneo va la Coppa dell'Imperatore; altri premi spettano al rikishi che ha sconfitto più campioni, a quello che ha dimostrato più grinta, a quello con più tecnica.