C'è modo e modo di volare: quello solenne e maestoso dell'aquila, quello instancabile delle oche selvatiche, quello frenetico del colibrì. L'uomo nel suo sogno di staccarsi da terra e imitare le evoluzione degli uccelli non ha fatto altro che copiare la natura. Le sue ali meccaniche hanno di solito bisogno di un motore, della spinta di un propulsore che consuma, inquina, produce rumore. Ma c'è anche un altro modo di volare, più simile a quello dei grandi rapaci, elegante e silenzioso: quello degli alianti. Anzi il termine più appropriato per descrivere questo tipo di esperienza non è volare, ma veleggiare. L'aliante sfrutta le correnti e il vento: può planare dolcemente (perdendo 100 metri di quota ogni 6 km di percorso in orizzontale, con gli apparecchi più efficienti), ma anche risalire sfruttando colonne d'aria ascendente chiamate termiche. Le distanze che si possono coprire in aliante sono enormi: il record mondiale è di 2463 km, ma un discreto pilota è in grado di andare a zonzo per il cieli per centinaia di km. La ali e il vento portano non solo lontano ma anche in alto, fino a 14 mila metri e fanno raggiungere velocità impressionanti, superiori ai 200 km/h. L'emozione che da il volo a vela non la si può descrivere facilmente. Le parole e le immagini non bastano, bisogna provare. Come e dove? Nei corsi, scuole di volo e aeroclub che si trovano in ogni regione d'Italia. Se volete saperne di più seguiteci in questo volo virtuale sulle ali dell'aquila bianca addomesticata dall'uomo.
SCUOLA DI VOLO
Per volare su un aliante non bisogna essere Tom Cruise o Indiana Jones. Anzi il volo a vela è uno sport "per tutti". Oltre alla passione serve tempo, studio e applicazione costante. Ecco i requisiti, il percorso e i costi da sostenere per diventare pilota.
Come si fa a restare per aria per più di 1000 km senza motore o andare da Bergamo a Vienna senza consumare una goccia di benzina. Il segreto sta nello sfruttare gli ascensori naturali che si trovano nell'atmosfera. Come fanno le aquile.