Nuno Gomes è l'uomo che detiene il record di immersione profonda in grotta: l'ha realizzato nell'agosto 1996 nel pozzo di Boesmansgat in Sud Africa. La profondità raggiunta stata di - 282 metri. Un'impresa che ha richiesto una lunga preparazione, l'impiego di una ventina di bombole con otto diverse miscele di gas e 12 ore di immersione. Il primo subacqueo di assistenza Gomes l'ha incontrato risalendo a quota -100 m.
Non era la prima volta che Gomes tentava di toccare il fondo della grotta di Boesmansgat; nel 1994 si era spinto fino a -230 e poi -252 metri. Nel 1995 Deon Dreyer, un giovane subacqueo, scomparve durante una immersione nella stessa grotta. I parenti del sub per trovare il corpo fecero fare delle ricerche nelle profondità dell'abiso con un R.O.V., ovvero un robot con telecamera telecomandato. I videotape così realizzati sono stati molto utili per comprensione della morfologia della grotta e per la riuscita del tentativo successivo di Gomes. L'imboccatura della grotta si trova a 1550 m sul livello del mare è questo ha rappresentato una ulteriore complicazione: per il trasporto del materiale e della attrezzatura ci è voluta una settimana . Dopo aver prediposto le stazione di decompressione a varie profondità con 14 serbatoi di aria, nitrox e trimix assicurate in loco, Gomes ha iniziato la discesa con 4 bombole da 100 kg addosso. Dopo 12 ore di immersione è riemerso e la sua prima dichiarazione è stata: "Ho raggiunto i miei limiti. Non lo rifarò più".