Puntiamo la sveglia alle 5 , ma stanchi come siamo e contando che ci troviamo ai piedi della Dent d'Héren non ci muoviamo prima delle 6. Il bivacco freddo non ha permesso agli scarponi di asciugare e la sensazione di infilare una calzatura bagnata é decisamente brutta. In compenso la giornata per la seconda volta consecutiva (per noi é un record) si presenta splendida. La salita alla Dent d'Hérin è relativamente veloce ed estremamente aerea, ed in vetta troviamo tracce del giorno prima che ci agevolano la discesa. La Tiefenmatten è una grande cresta molto panoramica e abbastanza sicura e finalmente iniziamo a goderci la bella giornata. Alle 11 siamo all'attacco della cresta Sud-est della Tête de Valpelline che il Buscaini definisce "formata da rocce rotte e mobili che obbligano ad arrampicare con molta attenzione". Il fatto che trovi questa arrampicata divertente ed elegante la dice lunga su quanto ho sofferto ieri. Ci mancano ancora la Tête Blanche e La Tête de Chavanne facili, ma di una certa lunghezza. La neve ormai marcia ci costringe a un cammino faticoso e tanto per gradire la discesa dall'ultima vetta non è per niente agevole, sui soliti sfasciumi molto instabili. L'arrivo al Rifugio Aosta è alle 18 dopo ormai le "solite" 11 ore. Qui ritroviamo la cara Micol che ancora una volta ci ha raggiunto per portarci alcuni ricambi indispensabili. Anche qui come ormai in tutti i rifugi l'accoglienza è speciale e non finirò mai di scriverlo e ringraziarli. Ciao a tutti Claudio.