La condanna, il biasimo su Ronaldo sono unanimi, monolitici: improvvisamente il campione fragile, dal volto umano, resuscitato dopo il grave infortunio è diventato il grande traditore, il Giuda di Rio, il simbolo di un calcio viziato, senza etica e gratitudine. Se Ronaldo è il cattivo, Moratti è il buono, un po' fesso come al solito, il presidente-papà che dopo aver aspettato e pagato per due anni il figliol prodigo riceve come ringraziamento una pedata nel sedere. Che poi le cose stiano proprio così è tutto da vedere. Con un po' di cinismo si potrebbe pensare che Ronaldo dopo la vittoria ai Mondiali e la sua resurezione mediatica, voglia trarre il massimo profitto dalla congiuntura favorevole, (in termini di dollari, of course), sapendo che il fisico, il ginocchio e voglia non sono più quelli di una volta. Dall'altra parte a Moratti potrebbe far piacere ricevere un assegno di 100 mlioni di euro dal Real Madrid, una sommetta con quale potrebbe comprarsi due Nesta, alcune promesse sudamericane come Sorondo e Pacheco e aumentare l'ingaggio a Recoba. Insomma dietro le indignazioni, le minacce, i risentimenti e il parere illuminante di Luisa Corna ("Ronaldo ha tenuto un comportamento indelicato"), l'addio del Fenomeno all'Inter potrebbe avere una spiegazione meno drammatica e lacerante, ma forse più concreta e attuale del "terribile tradimento": quella del business. E per concludere un buon affare ci risulta che bisogna essere almeno in due.