La somiglianza con il rugby è data dal fatto che il portatore di palla può essere attaccato e placcato. Sono vietati solo gli interventi su maschera e tubo, le trattenute per il costume e gli strangolamenti. A sorvegliare che le mischie sottomarine si svolgano regolarmente ci pensano due arbitri, provvisti di bombole di ossigeno, pronti a trasformarsi in bagnini in caso qualche giocatore venisse colpito duramente e rischiasse di affogare. Come succede sulla terraferma nel rugby subacqueo, esistono ruoli e schemi di gioco definiti: due attaccanti, due difensori, un portiere e un ala che prende il suo posto quando l'estremo difensore deve salire in superfice per respirare. Per impedire la marcatura il portiere ha un solo mezzo: quello di sdrairsi sul canestro oppure, anzi meglio ancora, infilarci dentro il proprio sedere. Almeno fino a quando ha aria nei polmoni. Sport anaerobico per eccellenza il rugby subacqueo richiede infatti che il giocatore risalga in superficie ogni 20-30 secondi per respirare.
Tra le attrattive di questo sport pare ci sia quella di svolgersi in un ambiente completamente tridimensionale, in una condizione simile alla assenza di gravità. Lo scontro fisico poi non ha quasi mai conseguenze gravi per la immersione in un fluido che frena e ammorbidisce i colpi. Molto popolare in Germania, dove esistono 4 serie con propri campionati, e nei paesi scandinavi, il rugby nella sua versione underwater ha praticanti entusiasti in tutto il mondo. Dal 1997 anche in Italia esiste una squadra di amatori, Firenze 01, che organizza e partecipa a tornei internazionali. Da fine 2001 è sorto un altro team chiamato Roma U.H.R.C.
Se mai questo sport dovesse prendere piede e diventare popolare, potrà contare su un grande fuoriclasse, un campione in grado di risolvere da solo le partite: Gianluca Genoni, l'unico uomo al mondo capace di restare sott'acqua per 12 minuti e 34 secondi.