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RUGBY WORLD CUP
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  NEL MEZZO DELLA MISCHIA

Rugby World Cup Partita in sordina nel 1987, e digerita a fatica dall'International Rugby Board, il tradizionale e tradizionalista organo di governo della palla ovale mondiale, la Coppa del Mondo di Rugby giunta alla quarta edizione è un evento di importanza mediatico-televisa colossale sopravanzato in termini d audience soltanto dal campionato del mondo di calcio e dalla finale Nfl di football americano. Quella che parte venerdì 1 ottobre per concludersi il 6 novembre 1999 è un'edizione monstre, vuoi per la durata (oltre un mese, 46 partite in programma), vuoi per la partecipazione (20 squadre), vuoi per l'estensione geografica del torneo. Se, infatti, è il Galles a ospitare la manifestazione, e nel nuovissimo Millenium Stadium di Cardiff si giocherà la finale, il comitato organizzatore - con un occhio all'interesse del pubblico e una mano sul portafoglio - ha pensato di far disputare molti incontri negli stadi di Inghilterra, Scozia, Irlanda e Francia. La formula del torneo nella prima fase prevede cinque gironi da quattro squadre; le prime due di ogni girone più la migliore terza in assoluto passeranno alla fase successiva. Saranno scontri a eliminazione diretta a proiettare le due squadre sempre vittoriose verso la finale.

  TROPPO FORTI..
All BlacksNel rugby la leggenda esiste e veste di nero. Moltiplicate la fama e l'importanza del Brasile nel calcio e otterrete quello che rappresentano gli All Blacks per il rugby. La nazionale neozelandese è la superpotenza della palla ovale, una squadra-mito fondata su una tradizione di invincibilità, su un seguito popolare che agli antipodi è quasi religione e su una danza propiziatoria eseguita prima di ogni partita, che fa sobbalazare il cuore ad ogni appassionato: la Haka. Deriva dal repertorio tradizionale della cultura Maori, la popolazione indigena della Nuova Zelanda, e mantiene ancora una forza evocativa staordinaria come espressione di orgoglio, passione e identità di un popolo. Non è retorico pensare al team neozelandese cone una formazione guerriera. Non lo è se si guarda Jonah Lomu, un gigante alto due 1,96 m, pesante 118 kg, capace di correre i 100 metri in meno 11 secondi, travolgere gli avversari come birilli.
Gli All Blacks partono dunque come grandi favoriti (i bookmaker inglesi li danno a 5/6) e tra i primi sopportare l'urto della linea d'attaco più forte al mondo sarà la nazionale italiana.
  SPERANZE AZZURRE
ItaliaNon ci è andata bene. Siamo finiti nel girone di ferro del torneo. La nostra nazionale è di recente entrata nel gotha dl rugby europeo con l'ammissione al torneo Sei nazioni, ha un compito apparentemente impossibile considerando la forza degli avversari. Gli azzurri esordiranno sabato 2 ottobre sull'erba di Twickenham, in casa dell'Inghilterra , poi domenica 10 ottobre affronteranno Tonga (una formazione agguerrita che ha recentemente battuto la quotatissima Francia) e infine giovedì 14 ottobre avremo l'onore di giocare contro la Nuova Zelanda. Se pensare di battere l'Inghilterra in casa è un sogno, l'idea di battere gli All Blacks è puro delirio. Aggiungete a questo il fatto che negli ultimi match con formazioni di rango abbiamo sempre perso, rimediando una figuraccia tremenda contro il Sud Africa (101 a 0), che il nostro allenatore Massimo Mascioletti siede solo da soli due mesi su una panchina avvelenata da mille polemiche e capirete che le prospettive non sono molto incoraggianti. Partendo da questi presupposti ci si può consolare al pensiero che "comunque vada sarà un successo".

  EPISODE ONE

La saga della palla ovale comincia in un piccolo paese dell''Inghilterra nel lontano 1823. Tra i college della provincia era uso e costume praticare il football, uno sport rozzo e noioso, che obbligava i poveri studenti a rincorrere una sfera di cuoio solo per prenderla a calci. Tra questi giovani c'era anche William Webb Ellis. In cuor suo William sentiva una profonda insoddisfazione: non era questo il suo destino, una forza misteriosa lo guidava in un'altra direzione. Finchè un giorno, all'improvviso, ebbe l'illuminazione. Durante l'ennesima scontata sfida con il college rivale prese il pallone tra le mani e tra lo stupore generale corse verso la porta avversaria segnando la prima meta della storia. Immaginate lo scandalo: William fu espulso, deriso, preso per matto. Ma come ogni grande eresiarca, profeta o rivoluzionario tenne duro: la sua missione era quella di rivelare al mondo un nuovo sport. A distanza di un secolo e mezzo l'eresia di William è diventata la seconda religione del pianeta, dopo il calcio. La lotta tra i seguaci della sfera e della palla ovale continua ma l'esito finale non appare più tanto scontato.

  IN TELEVISIONE
in TVLa copertura televisa completa della Coppa del Mondo la offre Eurosport, ma chi non dispone di parabola e decoder potrà seguire sui canali della Rai almeno i match della nazionale italiana. La programmazione è la seguente:
• sabato 2 ottobre, ore 18, su Rai 2
  Inghilterra - Italia;
• domenica 10 ottobre, ore 20, su Rai 3
  Tonga-Italia ;
• giovedì 14 ottobre, ore 14, su Rai 3
  Nuova Zelanda-Italia .
  LA RETE COME META
International Rugby Board [ing]
World Cup official Site [ing]
Il rugby su Eurosport [ing]
Guinness Rugby World Cup 1999 [ing]
Rugby News [ing]
Wales '99 World Cup [ing]
FAQ e Trivia [ing]
Rugby.it
Lo speciale della Gazzetta
Jonah Lomu [ing]
Rugbynet [ing]

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