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DONNE CHE COMBATTONO
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  LE NUOVE AMAZZONI

fighting women Pesi, flessioni, balzi, addominali, ore in palestra a rinforzare i muscoli e poi il combattimento. Alle soglie del secondo millennio la donna non vuole lasciare all'uomo nemmeno la prerogativa degli sport dove ci si fa male, si finisce al tappeto e restano i segni sulla faccia. Torna propotentemente alla ribalta l'immagine della donna guerriera, combattente, mascolina e muscolata. Tante aspiranti Lara Croft si aggirano per il mondo reale, frequentano le palestre di pugliato, karate, kickboxing e non hanno nessuna voglia di essere prese in giro. Non si tratta solo di mosche bianche, le donne in carriera nelle discipline tradizionalmente maschili aumentano sempre di più. Alla Filpjk(Federazione Italiana lotta, pesi, judo e karate) sono iscritte 571 lottatrici su un totale di 4.600 atleti, tremila pesiste su 9.600, 10957 judoke su 48.300 e 12 mila karateke su 52.500. La boxe feminile invece in Italia è illegale e per combattere le nostre pugili devono andare all'estero. L'avvertimento a tutte le aspiranti fighters è di rivolgersi a palestre e organizzazioni serie altrimenti si rischia di finire in circuiti semi-clandestini, gestiti da gente poco raccomandabile, che mescola lo spettacolo sportivo con altri generi di esibizioni. Si fa presto insomma a finire su un ring a luci rosse.

  CATCH
CatchGià quello praticato dagli uomini è una tamarrata tremenda, quando sono poi le donne a combattere al cattivo gusto e alla messinscena si aggiunge un voyeurismo di quart'ordine oppure il gusto malato di vedere due ragazze che si menano. E i nostri dubbi sono confermati dal regolamento di questo pseudo-sport che recita testualmente: "Il catch si pratica solitamente sul ring ma vi sono anche le seguenti varianti: nel fango, nell’olio, nella gelatina, nella schiuma (acqua e sapone), negli spaghetti, sulla sabbia, nell’acqua, nella crema, nella panna montata". Se nonostatente queste premesse vi interessa praticare (o assistere a) questa "nobile arte" preparatevi al peggio visto che nel catch si può prendere l’avversaria per i capelli (ma non strapparli) e a parte colpi in faccia, graffi, morsi e strangolamenti tutto il resto è lecito.
The combative woman [ing]
Il sito di una wrestler [ing]
Associazione Lotta Femminile

  FIGLIA D'ARTE?
Laila AlìPovero Muhammad Ali, come se non bastasse il morbo di Parkinson ad avvelenargli la vita ci si mette anche la figlia Laila. La ragazza (21 anni) ha deciso di seguire le orme del padre e ha debuttato sul ring di Verona (non in Veneto ma nello stato di New York) lo scorso 8 ottobre vincendo per KO alla prima ripresa. Pare che l'incontro sia stato una farsa e che l'avversaria più che per un combattimento fosse pronta per una cura dimagrante, ma tant'è. Per i fan del vecchio campione, il più grande, che danzava come una farfalla e pungeva come un ape è stata dura accettare che questa ragazzina in cerca di notorietà usurpasse la fama del padre anche con il soprannome, "Madame Butterfly". Prossimo impegno della giovane Ali il 10 novembre contro una'avversaria che vanta un impressionante curriculum: 2 vittorie e una sconfitta da dilettante.
Womenboxing [ing]
Inter. Female Boxing Ass. [ing]
Womens boxing on the web [ing]

  TESTIMONIANZE

Diletta Giampiccolo, lottatrice: "La mia giornata tipo è scandita da 4-5 ore di allenamento. Di solito peso 64-65 chili ma poco prima di una gara devo calare per rientrare in una categoria inferiore e incontrare quindi avversarie meno forti. Al centro olimpico di Ostia dove ci alleniamo, abbiamo ina diaria giornaliera di 45 mila lire circa. Le borse? Per il terzo posto agli Europei ho avuto cinque milioni. E poi le spese sono tante: Soprattutto se ci si fa male - le orecchie sono la parte più a rischio - e bisogna pagarsi le cure".
Rita Turrisi, boxeur: "Ogni anno mi sottopongo a elettrocardiogramma sotto sforzo, visita dal neurologo, dall'otorino. Se prendo un brutto colpo rifaccio l'elettrocardigramma. Sul ring sono obbligatori paraseno, parapube, paradenti, mani bendate. È vero la maggior parte dei colpi sono al volto e alla testa, il che può provocare danni. Ma questa consapevolezza non mi ha mai fatto desiderare di lasciare. In italia la boxe femminile è clandestina: è permesso solo allenarsi, non fare incontri. Non resta che andare all'estero: in tutti gli altri paesi combattere è legale. E per noi è importante farlo spesso. Io sono fortunata: ho un match almeno ogni due mesi. Chi organizza paga tutte le spese, dal viaggio all'albergo. E poi ci sono le borse: la più alta che ho avuto finora è stata di un milione e mezzo".
Clementina Papa, lottatrice di sumo e judo: "Ho iniziato a cinque anni. Mio fratello maggiore faceva judo e io volevo imitarlo. Da ragazzina adoravo i film di Bruce Lee. Il sumo è storia recente: l'anno scorso un mese prima degli Europei mi hanno proposto di partecipare e io ho accettato. Mangio normalmente. In Giappone quanto più un atleta pesa meglio è, qui conta la tecnica. Abbiamo matenuto alcuni rituali orientali come il saluto e il mawashi, il tipico perizoma che però indossiamo sopra una tuta simile a quella dell'aerobica".

  GALLERIA FOTOGRAFICA
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