Sono cresciuti a Busto Arsizio in provincia di Varese, hanno nuotato nella stessa piscina e coltivato una passione comune: immergersi nel grande blu, dove la pressione schiaccia i polmoni riducendoli alle dimensioni di un pugno, senza bombole e respiratore, facendo conto solo sulle proprie forze, sulla capacita di sperimentare i propri limiti e tornare indietro. Umberto Pelizzari e Gianluca Genoni sono i membri delle nostra specie la cui fisologia è più simile a quella dei pesci o almeno a quella dei mammiferi marini. Lo dicono i record di immersioni in apnea che hanno stabilito, performance straordinarie che la scienza medica di un paio di decenni fa riteneva impossibili per un uomo.
Insieme alle conoscenze mediche sono migliorate le attrezzature e i materiali. In questo campo la tecnologia ha fornito contributi importanti.
Le pinne in carbonio hanno rimpiazzato definitivamente le vecchie pinne in gomma aumentando la forza di spinta senza sovraccaricare le articolazioni.
Le nuove mute vengono realizzate in un neoprene speciale e tagliate su misura. Il risultato è che a parità di spessore si ha un maggior isolamento termico e una superiore penetrazione idrodinamica.
La stessa maschera da sub è ormai un vecchio arnese, oggi si fa uso di lenti a contatto speciali che hanno una resa pari a quella di una buona maschera senza però tutti gli inconvenienti che essa comporta in fase di compensazione (ossia la capacità di equilibrare la pressione interna rispetto a quella esterna). Per scendere a grandi profondità si usano slitte-zavorra estremamente veloci ( nel suo ultimo record "no limits" Umberto Pelizzari ha raggiunto quota -150 in 1 minuto e 22 secondi!) che consentono di restare a testa in alto (e non più a testa in giù, come si usava fino ai primi anni '90) e rendere più agevole la compensazione. Ma pare che ci sia qualcosa che vada oltre la tecnica in questo genere di imprese: la riscoperta di una natura profonda e primitiva, un'eredità biologica sepolta sotto millenni di frequentazione della terraferma che tuttavia non ha cancellato la sorpendente capacità del nostro organismo di adattarsi e sopravvivere nell'acqua anche a grandi profondità. Non è forse casuale che per i profondisti come Pelizzari e Genoni il principale ostacolo allo scendere oltre i 130-140 metri siano attualmente i rischi e il grande dispendio di risorse (miscele speciali di gas, tempi di decompressione lunghissimi) che i subacquei di assistenza devono sopportare per permettere all'apneista di tentare il record.
PELIZZARI
È alto 184 cm, pesa 84 kg e ha una capacità polmonare di 7,9 litri. Ha praticato nuoto agonistico dai 5 ai 18 anni poi ha scelto l'apnea profonda. In piscina, da fermo, riesce a stare sott'acqua per oltre 7 minuti (apnea statica) ma la sua vera passione è l'assetto costante, ovvero la discesa e risalita con le proprie forze, con la sola spinta delle pinne. La sua "via" alle immersioni a grandi profondità passa attraverso la mente, esercizi di concentrazione e di rilassamento , pratiche yoga e di autocontrollo del corpo. A sei giorni di distanza il 18 e 24 ottobre '99 ha abbassato due record: prima quello in assetto costante portato a -80 e poi quello "no limits" che prevede la discesa con una slitta zavorrata e la risalita con un pallone gonfiabile. Con questo sistema Pelizzari, in una giornata di mare a forza 5, ha strappato il cartellino dei -150, restando in immersione solo 2' e 57".
Umberto Pelizzari web site
GENONI
Gianluca Genoni, il "Geno" per gli amici, è un ex ranista (5° ai campionati italiani nel '87), convertito all'apnea proprio da Pelizzari, che lo scelse come assistente e sub di appoggio ai tempi dei suoi primi record. L'allievo si è poi staccato dal maestro e ha iniziato a dargli del filo da torcere. Tra i due ex amici i rapporti sono diventati tutt'altro che idilliaci
e a turno l'uno o l'altro lasciano partire stoccate polemiche verso il rivale. Per Genoni la vera dimensione dell'apnea è l'assetto variabile (discesa con zavorra di 30 kg massimo e risalita issandosi lungo il cavo guida) di cui, guarda caso, detiene il record (-122 metri) ritoccato nell acque della Sardegna il 30 settembre '99. La considera l'immersione più impegnativa perché "oltre allo sforzo fisico che caratterizza il costante, ci sono i problemi di compensazione propri del no limits. Quando passi i -80 è come essere su un Ottomila: il cervello dà impulsi, gli stimoli ci sono ma ogni azione ti costa una fatica inimmaginabile".
FISIOLOGIA DEL PROFONDO
L'immersione in apnea determina importanti modificazioni nelle funzioni dell'organismo, i cui principali riflessi sono riscontrabili nel comportamento dell'apparato cardiocircalotario e polmonare.
Dopo una breve fase di tachicardia, appena l'apneista raggiunge i 10 m di profondità il cuore rallenta i battiti: si tratta di una reazione automatica simile a quella dei mammiferi marini, tesa a ridurre al minimo il consumo dell'ossigeno immagazzinato.
Umberto Pelizzari si dice sicuro di aver misurato il proprio battito a 100 metri di profondità in 6/7 pulsazioni al minuto.
Alla diminuzione del consumo dell'ossigeno dovuta alla bradicardia si affianca un altro importantissimo automatismo fisiologico ad essa strettamente collegato, il "blood-shift".
Letteralmente questo termine proprio della medicina iperbarica significa "spostamento del sangue": per effetto della pressione dell'acqua la massa sanguigna viene spinta dalla periferia del corpo verso il suo centro dove risiedono gli organi "nobili", cioè i polmoni e il cuore.
Più precisamente il cuore subisce una dilatazione delle cavità di destra, che lavorano per pompare il sangue verso i polmoni, e una riduzione dell'attività delle cavità di sinistra, incaricate di distribuire il sangue in tutto l'organismo.
La capacità polmonare si riduce a metà superati i 10 m, ad un terzo dopo 20 m, ad un sesto dopo i 50 m, fino a ridursi a quasi un decimo intorno ai 100 m. Lo spazio polmonare liberato per la compressione dei gas viene occupato dalla massa sanguigna richiamata verso gli organi vitali. Il fenomeno del blood shift spiega la tenuta della cassa toracica, che non viene schiacciata pur essendo sottoposta a una pressione esterna che le conoscenze medico-scientifiche di soli 15 anni fa consideravano insostenibile per un essere umano.
A grandi profondità per l'effetto dell'aumento della pressione parziale dell'ossigeno l'apneista vive una condizione di speciale benessere e non avverte i sintomi dell'ipossia. I problemi si presentano al momento della risalita, perché in questa fase si verifica un completo ribaltamento della situazione: la pressione idrostatica diminuisce e così pure le pressioni parziali dei vari gas contenuti nei polmoni, fra i quali il "sorvegliato speciale" è ovviamente l'ossigeno. In queste condizioni l'apneista è esposto al rischio di sincope con perdita di conoscenza. Di qui l'importanza di una squadra di assistenza subacquea pronta a intervenire in caso di emergenza.
Physiologie [fra]
Meccanismi biologici [fra]
Una ricerca [fra]
IL PRECURSORE
Nel 1913 il pescatore di spugne greco Georghios Haggi Statti si presenta a bordo della Regina Margherita, una nave della Marina Militare italiana ancorata nell'isola di Scarpanto, offrendosi di recuperare l'ancora colata a picco su un fondale di circa 75 metri. I medici mostrano incredulità sulle reali capacità dell'uomo all'apparenza piuttosto gracile (1,75 m per 60 Kg, 35 anni, un enfisema nella parte inferiore dei polmoni e una funzione uditiva ridotta per la perforazione di un timpano). Haggi Statti invece stupisce tutti. Dopo alcuni giorni di ricerca recupera l'ancora risalendo da una profondità di circa 76 metri dopo un'immersione di circa tre minuti: un impresa ai limiti dell'incredibile considerando che non disponeva di muta né di pinne e nella discesa come zavorra utilizzava una grossa pietra.
ONLINE
AIDA France [fra]
Il sito dell' Association Internationale pour le Développement de l'Apnée (AIDA) offre un panorama aggiornato delle manifestazioni e dei record, metodiche di allenamento e suggerimenti per immergersi in sicurezza.
Freediving page [ing] Tutti i record nelle varie specialità e il calendario dei principali eventi.
Freediving [ing]
Un sito curato da un apneista svedese pregevole nella selezione dei link e nella guida alle località dove è bello immergersi.
Le monde de l'apnée [fra]
Un archivio molto completo di informazioni con una collezione di video scraricabili sui record dei grandi apneisti.
Pipin Ferreras [ing]
Il terzo incomodo tra Pelizzari e Genoni è questo apneista cubano che venendo dal nulla polverizzò tutti i record qualche anno fa.