Clarence - Sport
Clarence
NUMERI 10
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Sport > Speciali > numeri 10
  RISCHIO DI ESTINZIONE

Numeri 10Sottoposti alla pressione selettiva dei muscolari, attaccati da feroci mastini che gli si avvinghiano alle caviglie, spesso fragili per costituzione, rinchiusi in gabbie dorate dai presidenti, una delle specie più antiche e nobili del calcio rischia di scomparire progressivamente. Stiamo parlando dei numero 10, i cosiddetti fantasisti. La loro sorte sembra segnata e nonostante le denunce, i gridi d'allarme lanciati da alcuni commentatori e giornalisti sportivi la credele legge del più forte, del pressing e del fuorigioco sta per avere il sopravvento. Prendete il caso di Roberto Baggio: ha levato un flebile lamento chiedendo perché mai fosse condannato al ruolo di panchinaro fisso e si è beccato una doppia reprimenda da Lippi e da Oriali. Come sono lontani i tempi in cui Gianni Rivera, anche lui un glorioso numero 10, costringeva alle dimissioni Albino Buticchi, allora presidente del Milan, reo di non accondiscendere ai voleri del "golden boy". Un atto di superbia che il mondo del pallone non gli ha mai perdonato: escluso dalle celebrazioni per i cento anni del Milan e costretto a una oscura carriera politica (sottosegretario alla Difesa), nessuno lo chiama più nemmeno per una delle ormai inflazionatissime partite di beneficenza. Non parliamo poi della triste sorte di Maradona. Credete forse che l'unico a sniffare cocaina tra gli integerrimi membri della casta dei calciatori fosse proprio lui?
Diciamolo chiaramente è in atto un piano per emarginare, screditare, panchinare, pensiornare, forse addirittura elimminare ogni traccia dell'esistenza dei numeri 10. Prima che tutto scompaia, che ogni ogni esemplare venga soppresso e perfino il loro ricordo cancellato dagli stadi in nome dell'efficienza e della produttività di centocampisti tutti uguali e atletici guardiamo con un velo di malinconia sugli occhi una galleria di grandi fantasisti, gli inventori di un calcio che non c'è più.

  PELE'
Pelé Edson Arantes do Nascimento ha sempre vestito la maglia numero 10 e anche se è stato più che altro un attaccante, lo iscriviamo d'ufficio nella lista dei grandi fantasisti. In fondo poteva giocare in ogni ruolo e talvolta lo fece anche: il 19 gennaio 1964, prese il posto del portiere del Santos, Gilmar, espulso nella semifinale di Coppa del Brasile. Dopo aver segnato tre reti, giocò, per cinque minuti, con la maglia numero uno e fece pure due grandi parate. Pelé è l'unico giocatore ad aver vinto tre campionati del mondo (1958, 1962, e 1970), ha segnato 1.281 (o 1.284) goal in 1.363 partite da professionista con una media di 0,93 goal a partita. Nel 1959, ha stabilito il record dei goal segnati nel campionato di São Paulo in una stagione: 126 reti. In una sola partita (contro il Botafogo di Rio de Janeiro nel 1964) ne segnati otto. "Non è difficile segnare 1.000 goal come Pelé, è difficile segnare un goal come Pelé", ha scritto un poeta brasiliano cogliendo la bellezza, l'eleganza del gesto atletico-pedatorio (scusate l'aggettivazione di breriana memoria) della Perla Nera.
Pelé, Olé!
Pelé official website [por]
Henry Kissinger parla di Pelé [ing]

  MARADONA
Maradona Ascesa e caduta di un semidio del calcio. Una storia esemplare, da cinema, a cui mancherebbe solo il lieto fine: Diego ritorna e segna il gol decisivo nella finale dei prossimi campionati del mondo. Difficile ma non impossibile per uno che ha sempre fatto a modo suo, credendo di godere di una sorta di impunità, di riuscire a farsi perdonare tutto con una delle sue magie sul campo di gioco. Genio e sregolatezza, arroganza e carisma, cialtroneria e generosità, se fate il suo nome a un tifoso del Napoli gli vengono ancora i lucciconi agli occhi. La partita che lo rappresenta di più è quella contro l'Inghilterra nella Coppa del Mondo del 1986 in Messico: segna un gol chiaramente con la mano e poi un'altro partendo da centrocampo e saltando come birilli cinque giocatori inglesi più il portiere. Non si allenava quasi mai, sempre attorniato da brutta gente (camorristi, manager rapaci come Coppola, presidenti come Ferlaino), è stato un vero eroe popolare, un simbolo di riscatto, un motivo di orgoglio per Napoli e per l'Argentina, facendosi odiare dal resto del pianeta.
Omaggio a Diego Armando
Maradona's homepage [ing]
  CRUIJFF
CruijffIl calcio totale, la rivoluzione di un sistema di gioco in cui difensori si trasformavano in attaccanti e viceversa, ha avuto in Johann Cruijff il suo profeta, il factotum geniale . L'Olanda del campionato del mondo del 1974, che diede lezioni di calcio all'Argentina (4-0) e al Brasile (2-0) e infranse uno dei tabù più duri a morire ammettendo moglie fidanzate nel sacro recinto del ritiro, era una grande orchestra e lui il direttore di talento. La sola esecuzione stonata fu la finale persa con la Germania Ovest, ma quel modulo opportunamente riadattato (pressing, fuorigioco, gioco a zona) ha fatto scuola e continua a essere preso a modello. Cruijff sapeva segnare, dettare l'ultimo passaggio, difendere, realizzando quella difficile sintesi di piedi e polmoni che fa il fuoriclasse. Dopo aver vinto tre Coppe dei campioni e sei titoli nazionali nell'Ajax nel 1974 emigrò in Spagna nel Barcellona, e poi negli USA alla ricerca di ricchi ingaggi. Non è mai stato un gran simpatico, nemmeno in seguito come allenatore, sempre attento al lato pecuniario, ruvido e saccente, ma con lui è nata l'idea del giocatore universale, del grande talento che si mette al servizio della squadra.
De Officiële Johan Cruijff Site [ola]
J.C. Alternative Site [ing]

  PLATINI
Platini "Il calcio non ha verità. Non si può mai spiegare perché si vince e si perde. Fa piacere giocare, allenarsi, fare un bel passaggio, avere un'amicizia sincera nello spogliatoio, ma dopo se vinci va bene, e se perdi la vita continua lo stesso". Così la pensava Michael Platini, uno che il cervello lo ha sempre usato non solo sul campo. La classe, la sapienza calcistica gli permettevano di essere quasi sempre al posto giusto al momento giusto. Per tre volte capocannoniere nel campionato italiano e Pallone d'Oro europeo (consecutivamentedal 1983 al 1985), ha vinto tutto tranne il campionato del mondo, che però ha organizzato e visto vincere dalla "sua" Francia nel 1998. Non aveva un gran fisico, tanto che al primo provino fu scartato per capacità respiratoria insufficiente, ma sapeva mettere il pallone dove voleva. Tanto a correre ci pensavano Bonini e Tardelli. Adesso lavora come "consulent especiale" di Sepp Blatter ed è praticamente il numero due della FIFA: preferivamo quando faceva il regista sul campo, non nei corridoi del palazzo.
Platini Official Web Site [ing]
Il migliore dei siti non ufficiali

  BAGGIO
Baggio È il globe trotter del calcio italiano (Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter) e il catalizzatore di infinite discussioni e polemiche. Alternativamente è stato celebrato come il fuoriclasse capace di decidere la partita, fischiato per i suoi errori (il rigore sbagliato contro il Brasile ai Mondiali del '94), dato per finito e poi richiamato cone salvatore della patria nella nazionale di Maldini, definito "coniglio bagnato" o "divin codino", considerato titolare inamovibile o panchinaro di lusso, non c'è verso di trovare due persone che su di lui la pensino alla stesso modo. In fondo incarna perfettamente il destino controverso del numero 10.
The Roberto Baggio Web Site [ing]
Roberto Baggio's World [ing]
  RIVERA
Rivera Nel Milan per 20 campionati di Serie A (501 partite e 128 gol) ha vinto 3 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, 2 Coppe delle Coppe e personalmente 1 Pallone d'Oro, primo italiano ad aggiudicarsi questo titolo nel 1969. I suoi due soprannomi riassumono quello che di lui si usava dire: "abatino", inventato da Gianni Brera e "golden boy", coniato dalla stampa inglese. Odiato o amato, Rivera approdo' in Nazionale giocando 60 partite e segnando 14 goals il piu' famoso dei quali rimarra' sempre il 4-3 contro la Germania nella semifinale del Campionato Mondiale in Messico nel 1970. La rivalità con Mazzola e la staffetta voluta da Valcareggi tra i due ai Mondiali di Messico '70 ha fatto discutere tutti i bar d'Italia. A fine carriera invece della panchina ha trovato una comoda panca in Parlamento: dal 1987 è deputato per il Partito Popolare.
Milanmania: Gianni Rivera [ing]
Video intervista

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.