Una notte da incubo è finita quasi in gloria per l'Inter. Rimasta in dieci e sotto per 2 a 1, ha trovato la quadratura del cerchio ed è riuscita a raggiungere il pareggio contro i tostissimi norvegesi del Rosenborg. Un 2 a 2 finale, ottenuto contro una squadra al top della forma (ha già giocato oltre venti partite), che conferma quel che i tifosi nerazzurri sospettano da tempo: se non passa per le forche caudine della sofferenza, l'Inter non è l'Inter. Questione di dna, forse. O, meno prosaicamente, di una squadra ancora in costruzione, che ha bisogno di un po' di tempo per mostrare tutto il suo potenziale. L'unica cosa da evitare è rompere le scatole a Hector Cuper: in fondo, ha raccolto una squadra devastata da "Attila" Lippi e l'ha portata l'anno scorso a sfiorare lo scudetto e quest'anno a far intuire orizzonti di gloria. Insomma, cari fratelli e sorelle nerazzurre, mettete da parte lo snobismo e lasciate lavorare in pace l'allenatore argentino. LA CRONACA DELLA PARTITA Finisce con un pari la gara d'esordio dell'Inter in Champions league. La squadra di Cuper ha chiuso sul 2 a 2 la partita contro il Rosenborg a Trondheim, in Norvergia. Una doppietta per entrambe le squadre: di Crespo i due gol nerazzurri, di Karadas entrambe le reti per gli avversari. Inter in vantaggio al 33' dopo un primo tempo equilibrato, che aveva visto tutte e due le formazioni costruire buone azioni in attacco e sotto rete. Tutti nella ripresa gli altri gol. Al 7' Karadas raddoppia e il Rosenborg preme su un'Inter in affanno, trovando al 20' la rete del provvisorio vantaggio. Cannavaro, ammonito al 19' del secondo tempo per un'entrata in ritardo su Skammelsrud, subisce il secondo cartellino giallo per un fallo su Karadas e lascia il campo al 24'. Nel momento più delicato, sotto di un gol e in dieci, Cuper inserisce Recoba al posto di Morfeo ed è proprio l'uruguayano, su punizione, a servire a Crespo il pallone del raddoppio (34'). Ancora Recoba, al 47', non riesce a trasformare la palla della vittoria. Ma per questa sera da tregenda, il pareggio basta e avanza. Tra l'altro, vi dice niente il fatto che in questa breve cronaca non compaia mai il nome di Vieri? Il Bobo nazionale continua infatti a sembrare più un paracarro che un inesorabile centravanti: ma con un Crespo che cresce così, c'è tutto il tempo di aspettare che Vieri compia la sua metamorfosi e si tramuti nell'ariete che conosciamo.