"L'anno scorso abbiamo pagato lo scotto del debutto in Champions, quest'anno non accadrà": il baldanzoso Capello aveva così dettato la linea per la Roma contro il Real Madrid. Stesso stadio (l'Olimpico), stesso avversario (le merengue madridiste), ma la promessa di ben altro risultato... detto e fatto, i giallorossi sono stati asfaltati per 3 a 0, contro l'onorevole 2 a 1 della passata stagione. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, si può tranquillamente dire che l'armata romanista sembra essere un'armata Brancaleone e che il suo conducator, Fabio Capello, potrebbe pure non arrivare all'abbacchio di Natale. E' vero, la stagione è appena cominciata, sia in campionato sia in Europa, però il totalino giallorosso segna due partite, due sconfitte. E Sensi ringhia, cosa che non promette nulla di buono per l'ex don Fabio vincente. LA CRONACA DELLA PARTITA
La Roma parte bene e nei primi cinque minuti costruisce due occasioni da gol: Tommasi trova un varco per Montella, ma Hierro salva in scivolata. Poi Panucci colpisce di testa, su cross da calcio d'angolo, e la deviazione di Emerson finisce sull'esterno della rete. I giallorossi aggrediscono a tutto campo e il Real non riesce a far gioco. Cassano sfiora il gol al 39', ma il suo tiro finisce alto. Due minuti dopo passa il Real in contropiede: Figo resiste a Candela, appoggia a Guti sulla sinistra, controllo e rientro, poi tiro di interno destro sul palo lungo e Antonioli è battuto. Secondo tempo e la Roma sfiora subito il pareggio con Emerson, servito da un colpo di tacco di Cassano: Casillas è attento e devia in angolo. La Roma gioca bene, ma è il Real che raddoppia al 56': Raul scambia con Guti, poi batte di sinistro dal limite dell'area, palla in rete. Al 75' terzo tiro in porta del Real Madrid e terzo gol: Guti supera in dribbling tre difensori giallorossi e tira di sinistro, il pallone passa rasoterra alla sinistra di Antonioli. Capello s'accascia in panchina, s'aggiusta gli occhiali cerchiati di rosso (come la maestrina deamicisiana) e mostra la sua celeberrima mascellona da disgusto: che stia già gufando il povero Trapattoni per trovarsi pronto a soffiargli la panchina della nazionale? Scenari da fantacalcio, ma come si dice "a pensar male si fa peccato, però spesso ci si azzecca".