Partiamo con l'unica buona notizia: Inter batte Ajax 1-0. Sul resto, infatti, vale la pena stendere un pietoso velo. Anzi, rifugiarsi in calcio d'angolo. Ovvero, nella scarna cronaca di questa vittoria, che se non altro permette ai neroazzurri di salire in vetta al loro girone e a Cuper di lavorare con più tranquillità. Però, señor Hector Raul, è arrivato il momento di quagliare qualcosa di più, dal punto di vista del gioco e degli schemi.
Primo tempo con molta concitazione e pochissime idee. Bisogna aspettare un quarto d'ora per vedere il primo tiro in porta: è dell'Ajax, ma Toldo è attento. L'Inter fa molta fatica ad impostare la manovra. Il centrocampo appare in grossa difficoltà, Emre e Dalmat sono ben controllati e molto imprecisi. Crespo si dà da fare, si muove e prova a concludere, ma nessuna delle sue iniziative impegna il portiere avversario. L'Inter appare slegata e non riesce mai a innescare la sua formidabile coppia d'attaccanti (insomma, Vieri è poco servito, però continua ad assomigliare più a un paracarro che a un giocatore di calcio...). Ripresa: dopo 7' Cuper inserisce Recoba al posto di Emre. L'Inter continua a faticare e in un paio di occasioni gli olandesi si avvicinano minacciosamente dalle parti di Toldo. Poi entrano Almeyda e (il fantasma di) Sergio Conceicao. Incredibile, ma vero, i neroazzurri segnano. Al 29' è proprio l'argentino Almeyda che scende sulla destra e dalla trequarti fa partire un cross: l'argentino Crespo allunga il destro e con la punta del piede devia la palla nell'angolo basso alla destra di Timmer. Il clan degli argentini ha colpito ancora. Fine delle trasmissioni, tre punti preziosissimi per classifica e morale, ma un monte di riflessioni da fare nel segreto della Pinetina.