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Sei qui: Clarence > Sport > Champions league 2002-2003 > Semifinali: ritorno > Anteprima: vince il Milan |
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È incredibile pensare che quando Mozart aveva la mia età era già morto da un anno.
(Tom Leherer)
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L'ARCHIVIO DI CLARENCE CEMPIONS LIG
IL TURNO PRELIMINARE (agosto 2002)
IL PRIMO TURNO: la prima giornata (17-18 settembre 2002); la seconda giornata (24-25 settembre 2002); la terza giornata (1-2 ottobre 2002); la quarta giornata (22-23 ottobre 2002); la quinta giornata (29-30 ottobre 2002); l'ultima giornata (12-13 novembre 2002) IL SECONDO TURNO: il sorteggio (15 novembre 2002); la prima giornata (26-27 novembre 2002); la seconda giornata (10-11 dicembre 2002); la terza giornata (18-19 febbraio 2003); la quarta giornata (25-26 febbraio 2003); la quinta giornata (11-12 marzo 2003); l'ultima giornata e il sorteggio per i quarti (26 marzo 2003) I QUARTI DI FINALE: l'andata (8-9 aprile 2003); il ritorno (22-23 aprile 2003) LE SEMIFINALI: l'andata (6-7 maggio 2003); il ritorno (13-14 maggio 2003) Vince il Milan
La cronaca, le emozioni e le dichiarazioni di un successo annunciato
di Mago Merlino
Al termine di un'epica battaglia contraddistinta dalle prodezze dei rispettivi fuoriclasse schierati sul campo di San Siro (inesplicabilmente bagnato per mezz'ora prima del fischio d'inizio), supera lo storico ostacolo dell'Euroderby la squadra che più aveva meritato la finale, per qualità e mole di gioco espressa nell'arco dei 180 minuti. Tutto ciò che l'andata aveva precluso ai tifosi, cioè lo spettacolo la classe e i goals, l'ha restituito con gli interessi il derby del ritorno. Dalle dichiarazioni raccolte a pochi secondi dalla fine dell'incontro, quando i vincitori, seminudi, ruotavano impazziti e urlanti intorno al perimetro di gioco, è ben chiaro che Milano è sottoposta a un sisma su entrambe le sponde. Ma veniamo, nel dettaglio, alla cronaca di quest'incredibile serata. Mi raccomando, comprate Controcampo.
Dopo che la voce maschia e virile dello speaker ha annunciato le formazioni e l'ordine di comprare gli estintori Meteo, il calcio d'inizio è stato dato da chi aveva vinto e meritato il testa o croce, essendo lanciata la monetina dalle abili mani dell'arbitro Veissiére. Accanto a Bruno Giorgi, Aldo Serena, quello stentoreo figuro grazie a cui abbiamo perso un mondiale, evviva! Comprate Controcampo. Subito le formazioni in campo. Non c'è Dida, venuto a mancare all'ultimo minuto per un pollice steccato alla mano, qualunque cosa questo significhi. In porta, quindi, Christian Abbiati. Carletto Ancelotti si affida all'esperienza e alla classe di Billy Costacurta sulla destra, Maldini e Nesta al centro, KaKaKaladze sulla sinistra. A centrocampo Riiiinghio Gattuso, Ambrosini e il Concorde Serginho, con Rui Costa alle spalle delle due punte Pippo Inzaghi e Sheva Shevcenko. Hector Cuper, che ha già fumato l'ennesima sigaretta (ricordiamo che il fumo fa male) schiera invece: tra i pali Toldo, in difesa da sinistra verso destra Coco, Cannavaro, Materazzi, Cordoba e capitan Zanetti, mentre al centro vanno Gigi Di Biagio, Cristiano Zanetti, Belozoglu Emre a smistare palloni per le due punte Kallon e Crespo. Fischio e via e il Milan è già in vantaggio. Non per decreto legge di Silvio Berlusconi, che assiste alla partita in tribuna come il presidente nerazzurro Massimo Moratti. C'è un pasticcio di Materazzi, la palla che rimbalza lenta, e nell'incredulità generale, mentre Inzaghi e Shevcenko si scambiano la fascia di riferimento, si insacca alle spalle dell'incolpevole portiere, ingannato dal maligno rimbalzo su una zolla non bene assestata del campo. Non si risparmiano le forze né da una parte né dall'altra. L'Inter deve assolutamente vincere, poiché in trasferta il gol vale doppio. Folleggia a centrocampo Emre: il piccolo turco ha i piedi buoni e li fa vedere, soprattutto al medico sociale di casa Inter quando, toccato duro nel cerchio di centrocampo da Serginho, rimedia un pestone ed è costretto ad abbandonare momentaneamente il campo. Ed è proprio quando l'Inter è in dieci che Hernan Crespo inventa la palla dell'1-1. Su calcio d'angolo, una zuccata spalle alla porta, l'estremo difensore immobile, a bocca aperta, ed è il clamoroso pareggio. Comprate Fuoricampo, domani un numero speciale in edicola. Comprate Controcampo. Non c'è nemmeno il tempo di prendere nota sul taccuino della segnatura che la situazione cambia di nuovo. Pallone alzato a campanile da Materazzi, che poi, tentando la sortita di testa, crolla sulle spalle di Maldini. Il replay evidenzia la strattonatura del difensore. Bene fa Veissiére a fischiare l'estrema punizione. Bisogna attendere qualche minuto, finché i tifosi dietro la porta in cui deve essere calciato il rigore non decidono di calmarsi e di lasciare che Veissiére fischi: calcia il solito Inzaghi, palla da una parte, Toldo dall'altra. 2 a 1, per i nerazzurri tutto da rifare, ma non c'è quasi il tempo di battere la ripresa del gioco, perché si va negli spogliatoi. Comprate Controcampo. Ripresa. La foga agonistica non sembra calare, anzi, la partita, pur restando nei binari di una correttezza pressoché assoluta, sale ulteriormente di tono. I tifosi nerazzurri avranno da recriminare sull'episodio che vede protagonista Emre, al 65°: il piccolo turco s'invola sulla fascia di competenza, per poi tagliare verso il centro, bersi in progressione mezza difesa avversaria e presentarsi solo davanti ad Abbiati che, in uscita su di lui, sembra agganciarlo: la palla finisce mestamente sul fondo. Proteste sopra le righe da parte di Gigi Di Biagio, che rimedia un cartellino giallo. La battaglia si svolge soprattutto a centrocampo, dove il Milan riesce a bloccare la fonte del gioco degli avversari. Ci si trascina così all'82°, proprio quando l'Inter sembra avere esaurito la spinta e solo otto minuti separano la squadra di Ancelotti dalla finalissima di Manchester. Dalla tre quarti il nuovo entrato Sergio Conceiçao (subentrato a uno spento Coco) scodella una palla in area: Kallon brucia tutti, lasciando Nesta sul posto e infilando alle spalle di Abbiati. Mancano otto minuti e l'Inter vede la finale. Ma nemmeno l'ingresso tardivo di Martins, che si è scaldato dal 4° minuto del primo tempo, riesce a cambiare il risultato della partita. Milan alle stelle, Inter alle stalle. Ecco le dichiarazioni raccolte nell'immediato dopopartita dal nostro inviato, Igino Domanin. Silvio Berlusconi - "Nonostante i complotti della magistratura, il risultato, che sembrava già segnato dalle frange comuniste, rispecchia i valori in campo, quelli morali e quelli politici per cui stiamo duramente lavorando contro tutto e contro tutti da molti anni. Una grande soddisfazione. Adesso pensiamo a Manchester, il che non ho idea di cosa voglia dire". Massimo Moratti - " " Carlo Ancelotti - "Beh... sì... è... stata... una... bella... come dire?... partita... credo che abbia vinto... zzzz... eh?... chi meritava... adesso... pensiamo a... Manchester... anche se... non so bene cosa... vuole dire pensare... a Manchester... come dire?..." Hector Cuper - "Es responsablidad mea, solo mea, tuta mea, Ivan della, y adesso men vado, levo el distuerbo, me tuelgo dai cojones... Jugàr la bala non es facile, lo si sa, jo creo che i ho dato, soprattuto, uno... come se dise?... schema di fare jirar la bala, ma non sci siamo riusciti, bièn, todo, Buenosaires. Adiòs, muchachi". Adriano Galliani - [IRRIFERIBILE] Giacinto Facchetti - [IRRIFERIBILE, ma perché davvero non si è capito cosa diceva]. Silvio Berlusconi - [IRRIFERIBILE, ma perché troppo lungo, complicato e contrario alle norme prescritte da qualunque sistema religioso e laico, da ogni possibile grammatica di qualunque lingua, oltreché totalmente fuori dal consorzio umano] Silvio Berlusconi - "Comunisti!" (13 maggio 2003)
semifinali online: le sfide virtuali
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