| Homepage | Free Internet | Chat | Forum | Oroscopo | Cartoline | Clarendario | Net to Be |
|
| SMS gratis | Cerca | Messenger | Games | Iscriviti | Meteo | Free Blog | B.I.G. |
![]() |
|||
cempions lig
| |||
Sei qui: Clarence > Sport > Champions league 2002-2003 > La cronaca della finalissima |
CLARENCE COOL!
Stai cercando nuove amicizie, flirt e sentimenti? Prova il nuovo servizio di Incontri! Scarica il calendario con le foto delle vincitrici. La connessione ad Internet con Clarence è ancora più veloce. NOVITÀ SU CLARENCE
Sbirciala ogni giorno, più volte al giorno! Più bella e funzionale. Iscriviti subito! I tuoi pensieri online in due clic. E' facile! Centinaia di giochi per divertirsi online. DA NON PERDERE
Appendile al muro!Lustrati gli occhi con i calendari 2000 - 2003 Banca dati della memoria Fatti e misfatti della storia d'Italia. Cow Jones Un indice davvero stupefacente. A tutta webcam Immagini dal mondo, per viaggiare con un solo clic. Wwwar blog Analisi e commenti sulla guerra "preventiva". Sostiene Kino Le recensioni cinematografiche made in Clarence. LA BATTUTA
Mi hanno egalato un paio di sci d'acqua, solo che non riesco a trovare nessun lago in discesa.
(Zuzzurro & Gaspare)
|
L'ARCHIVIO DI CLARENCE CEMPIONS LIG
IL TURNO PRELIMINARE (agosto 2002)
IL PRIMO TURNO: la prima giornata (17-18 settembre 2002); la seconda giornata (24-25 settembre 2002); la terza giornata (1-2 ottobre 2002); la quarta giornata (22-23 ottobre 2002); la quinta giornata (29-30 ottobre 2002); l'ultima giornata (12-13 novembre 2002) IL SECONDO TURNO: il sorteggio (15 novembre 2002); la prima giornata (26-27 novembre 2002); la seconda giornata (10-11 dicembre 2002); la terza giornata (18-19 febbraio 2003); la quarta giornata (25-26 febbraio 2003); la quinta giornata (11-12 marzo 2003); l'ultima giornata e il sorteggio per i quarti (26 marzo 2003) I QUARTI DI FINALE: l'andata (8-9 aprile 2003); il ritorno (22-23 aprile 2003) LE SEMIFINALI: l'andata (6-7 maggio 2003); il ritorno (13-14 maggio 2003) Al Diavolo la Champions
Dopo 120 minuti di equilibrio, la lotteria dei rigori: Dida ne para tre, Buffon due. La Coppa al Milan, che ha giocato meglio
![]() di Giuseppe Genna
Epilogo teso per la Champions League 2002-3: dopo una finale infinita, sono i rigori a decidere che è il Milan la squadra più forte d'Europa. È anche la squadra che, questa finale, ha più meritato di vincerla: pressing, gioco, fantasia e determinazione in dosi maggiori per gli uomini di Carletto Ancelotti, ufficialmente ex perdente e quarto nome nella storia del calcio a essersi aggiudicato la Coppa sia da giocatore sia da allenatore. Sull'altra sponda, Marcello Lippi si aggiudica invece il poco onorevole titolo di perdente di Coppa: è la terza finale di Champions da cui esce mestamente sconfitto, sempre per errori commessi in prima persona. Il prologo di questa finale è decisivo per la partita ma non appartiene a quest'incontro, bensì a quello tra Juve e Real: unanime il giudizio intorno alla squalifica di Pavel Nedved, da cui la Juve non può prescindere assolutamente, come si è constatato all'Old Trafford. Lippi prende una clamorosa papera nel goffo tentativo di sostituire il campione ceko: piazza Montero a sinistra, lo sostituisce con un disastroso Tudor al centro della difesa, mentre al posto di Nedved va Camoranesi, inqualificabile per il numero di errori commessi e l'assenza di qualunque traccia di dinamismo. Il Milan è più compatto e si vede da subito che ha azzeccato la partita: Seedorf, Rui Costa e Pirlo sono in palla, i rossoneri praticano un pressing asfissiante, Shevchenko fa quello che vuole sulla fascia destra, trovandosi di fronte un Montero lentissimo e totalmente impreparato nel ruolo di terzino. La Juve spinge soltanto con Zambrotta, entusiasmante, mentre Davids pare l'unico a interpretare la partita per quello che è: una finale di Champions League.Tre occasioni nitidissime per il Milan nel primo tempo. Soltanto il guardalinee e Buffon negano ai rossoneri uno strameritato vantaggio: prima viene annullato un gol a Shevchenko (decisione discutibile: viene segnalato un fuorigioco passivo a Inzaghi); poi il portierone juventino compie un intervento miracoloso su un colpo di testa a botta sicura di Superpippo, andando a togliere la sfera dall'angolino mentre stava lanciandosi nella direzione opposta; infine Rui Costa e lo stesso Buffon osservano la palla, scagliata con precisione chirurgica dal portoghese, rotolare sul fondo a due centimetri dal palo alla destra del portiere. Lo strapotere del Milan viene interrotto dalla forza di volontà della Juve che riesce a spostare in avanti il proprio baricentro, anche se le occasioni che produce appaiono casuali e non pericolosissime. Mentre il popolo bianconero invoca la sostituzione di Camoranesi e il ritorno di Montero al centro della difesa, Lippi attende che sia la sfortuna a costringerlo a un simile sacrosanto cambiamento tattico: Tudor si infortuna, entra Birindelli che subentra a Montero sulla fascia sinistra. Conte sostituisce Camoranesi dopo l'intervallo. È il momento più critico per il Milan: una Juve infuriata assedia continuativamente l'area rossonera per almeno cinque minuti, andando a centrare la traversa con uno splendido colpo di testa del vecchio Conte. Ma è un fuoco di paglia. Prevalgono le difese. Nesta sembra la fotocopia del miglior Baresi. Inizia la girandola delle sostituzioni. La Juve perde Davids: è la fine del centrocampo juventino, che perde il controllo e subisce la pressione milanista. Non accade più nulla, si va ai tempi supplementari, col rischio Silver Gol, la regola che ha sostituito il famigerato e raggelante Golden Gol.Squadre provatissime, al di là del comprensibile. Milan praticamente in dieci: Roque Junior si strappa l'adduttore, resta in campo immobile, Ancelotti ha già effettuato i tre cambi. Ma la Juve non ne approfitta. Trezeguet, latitante per tutto l'incontro, sfiora il patetico, Zalayeta è più lento dell'eloquio di Dino Zoff, mentre Del Piero manca su tutti i fronti e si dimostra una volta di più non determinante nelle grandi occasioni. Il Milan controlla. Palpabile la paura di perdere. L'unico a dannarsi l'anima e i polmoni è Gattuso, davvero gigantesco per tutto il secondo tempo e i supplementari. La deriva dei rigori appare scontata. Ed è così: sono i penalty a decidere il risultato. Il Milan dispone di rigoristi molto migliori rispetto a quelli schierabili dalla Juve: la chiave della sconfitta bianconera è tutta qui. Trezeguet mette la ciliegina sulla torta di letame della sua partita, fallendo il primo rigore: da qui in poi, la Juve sarà costretta a inseguire. È il festival degli errori, più che il trionfo dei portieri: Dida para perché, dopo Trezeguet, sono Zalayeta e Montero a tirargli in bocca; Buffon si supera su Kaladze, Seedorf sbaglia maldestramente. Del Piero, gelido, tiene in corsa la Juve, ma il match ball capita sui piedi del giocatore milanista che più ha fatto tra semifinali e finale per trascinare la sua squadra sul tetto d'Europa: Shevchenko, sguardo allucinato, non si lascia sfuggire l'occasione. Il Milan è campione d'Europa, Maldini alza la Coppa nel cielo di Manchester, tinto di rosso e di nero. Il presidiente nano, inquadrato quelle settecento volte che fanno una tv di regime, impettito se la gode come se avesse vinto le elezioni.
(29 maggio 2003)
Finalissima online: la sfida virtuale
| SPONSORED BY
CLARENCE TI PROPONE
Vuoi una connessione anonima e aggratis? Riempi il tuo cellulare di note e di colori! LOGHI E SUONERIE
|
Clarence ® 1996-2003 © Clarence s.r.l. - ideato da e - Contatti: - - Uff. Stampa - |
||
