3-4-1-2: questa la magica combinazione numerica evocata da Trapattoni per la partita contro il Messico, quella che gli azzurri devono vincere a tutti i costi. Ma i nomi il ct non li fa, troppo affezionato al giochetto della pretattica. Non ci vuole però la palla di cristallo per capire che la coppia d'attacco sarà composta da Inzaghi e Vieri, con Totti in funzione di suggeritore o regista avanzato. La linea di centrocampo appare meno scontata: sicuro Tommasi, l'altro posto di centrale se lo giocano Gattuso e Zanetti al 50%; a destra il Trap confermerà Zambrotta, a sinistra la soluzione più naturale sarebbe quella di Coco, ma non è detto che non venga riciclato Panucci. Difesa a tre con Cannavaro, Nesta e Maldini. Tutte le scorte di acqua benedetta portate dal nostro devoto commissario tecnico in Oriente saranno versate sul piede del difensore della Lazio, pur di averlo in campo. Altrimenti toccherà a Juliano. Guardando ai singoli, la nostra squadra vale due volte il Messico, ma anche Francia e Argentina erano superiori alle avversarie del girone. Eppure si è visto come è finita. Proviamo a giocare la partita sulla carta. Ipotesi A -> Totti è ispirato: fioccano le occasioni e si vince sul velluto. Ipotesi B -> la squadra gioca contratta e il nostro fantasista si inceppa: ci pensano Vieri o Inzaghi a buttare dentro un golletto qualificazione. Ipotesi C -> i nostri fuoriclasse sono già con la testa in Costa Smeralda e al Billioniare di Briatore: il Messico ottiene il pareggio, magari ci batte pure. Come si vede ci vuole un certo impegno per ottenere l'eliminazione, ma conoscendo i nostri ragazzi sappiamo che possono farcela.
Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Argentina disperata
L'Argentina non se ne va. Nonostante il punteggio ne abbia decretato
l'eliminazione, gli uomini di Bielsa dovranno rimanere in Oriente a tempo
indeterminato: non ci sono i soldi per il viaggio di rientro, e bisognerà
aspettare che dal porto di Kobe parta un mercantile diretto a Buenos Aires
e bisognoso di venti mozzi e di un nostromo. Ma, come spiega Veròn, la
compagine sudamericana proverà ugualmente a regalare un sorriso agli
argentini affamati: «Al ritorno ci presenteremo travestiti da quarti di
bue».[...]
Svezia-Argentina 1 - 1 Non c'è blasone, pronostico e gerarchia che tenga: dopo la Francia, viene eliminata dai Mondiali un altro pezzo da novanta, l'Argentina, fino a oggi prima nel ranking della FIFA e nelle quote dei bookmaker. Batistuta e compagni dovevano battere la Svezia per passare il turno, ma non sono andati oltre il pareggio, raggiunto solo su rigore a tre minuti dalla fine.
Danimarca-Francia 2 -0 Il crollo dei campioni del mondo è verticale: 1 punto in 3 partite, nessun gol segnato, ultimo posto nel girone, come l'Arabia, la Cina, l'Ecuador. A scrivere l'epitaffio per un gruppo glorioso ma ormai stanco e svuotato è stata la Danimarca allenata da Morten Holsen, una squadra di cui si sentirà ancora parlare in questo Mondiale.
Nome: MARCELO BIELSA Squadra: ARGENTINA
Si è seduto sulla panchina della seleccion quattro anni fa. Per poterlo avere, la potente Afa (la federcalcio argentina) fece addirittura la fila, visto che Marcelo Bielsa all'epoca era il tecnico dell'Espanyol di Barcellona. Ma l'ex scarso difensore diventato allenatore a 27 anni doveva essere il fenomeno che avrebbe riportato Veron (e Batistuta, e Crespo, e Kily Gonzalez e Ortega ecc... ecc...) in cima al mondo. Tutto è filato liscio, o quasi, fino a questi mondiali. Bielsa ha guidato la sua squadra a una trionfale marcia d'avvicinamento, con uno score di 13 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta nelle qualificazioni sudamericane. E il favore dei bookmaker che la davano favorita per la vittoria finale. Invece, il buon Marcelino deve essersi calato troppo nella parte: convinto di essere davvero un fenomeno, uno stratega che nemmeno von Clausewitz, ha messo in campo formazioni sbagliate a raffica. Soprattutto, ha puntato su Batistuta come unica punta. L'ex re leone ha confermato urbi et orbi che di regale gli è rimasta soltanto la criniera, ma Bielsa non ha fatto una piega: l'ha schierato e rischierato sempre titolare, pure oggi nel match decisivo contro la quadratissima Svezia. L'ha tolto nella ripresa, per mettere al suo posto Crespo, e anche nei più malfamati bar di Buenos Aires si saranno chiesti quale fosse la consistenza dei neuroni di Bielsa. Non sarebbe stato il caso di provare a giocare con entrambi in campo, visto che da soli i due non sono riusciti a produrre un attaccante decente? Ma Marcelino ha tenuto duro, è stato coerente fino in fondo. E a fondo ha portato l'Argentina. Che ora gli urla in coro: datti al pane e vino, caro il nostro Marcelino!
Sfondi e cartoline di tutte le nazionali di calcio e fantastici giochi sportivi in flash. Divertiti a più non posso con i gadgets mondiali di Clarence! Tutti gratis...
Ha provato a convincere Trapattoni mandandogli le videocassette dei suoi gol (memorabile quello segnato al Monte Codruzzo nel campionato 2001/02 di 3ª categoria) ma quando il ct gli ha fatto capire che per gente come lui e Baggio non c'era posto tra i 23, non si è dato per vinto. Ha giurato a sé stesso che ai Mondiali sarebbe andato comunque. E così è stato.
La vittoria in formato small del Messico sull'Ecuador non ha restituito a Christian Vieri un morale extra-large, questo no, ma ha dissolto la nebbiolina di una notte insonne rivelando con chiarezza uno scenario che al centravanti azzurro non dipiace. Le regole dell'ordalia di Oita adesso sono semplici. Se vinci resti, se non vinci vai a casa ".
[ Paolo Condò, La Gazzetat dello Sport, 10/6/02 ]
Una vittoria significativa non solo per solo per i patiti della Formula Uno ma per tutti gli sportivi italiani appena usciti da un bagno di rabbia e paura. Il passaggio del testimone dal Canada al Giappone, da Montreal a Sendai, da una sfida mondiale all'altra: «Ora tocca a voi», parevano dire Schumi e Barrichello, eroi di una corsa che ha fatto dire ai più: «Così si gioca, così si vince».
[ Italo Cucci, Il Nuovo, 6/6/02 ]
Non contiamo nulla sul piano politico. Non abbiamo santi in paradiso. Per questo, Trap lavora di medagliette ed ampolle, nella speranza che Nostro Signore, che è sempre occupato, trovi il tempo e la pazienza di dare un'occhiata al suo gregge, per proteggerlo dalle macumbe che lo stregone Blatter una partita sì e una no gli tira dietro, curioso di verificare l'effetto che fa. Si avvicina il giorno del giudizio. Trap ha capito tutto: i santi non servono in paradiso. Servono tra i guardalinee.
[ Roberto Beccantini, La Stampa, 10/6/02 ]
ECCHISSENEFREGA
Sentite come Craig Forrest, anchor man, del canale Tbs (televisone canadese, NdR) ha commentato la desolante sconfitta azzurra contro i croati. Numero uno: se nazioni come Italia, Francia, Argentina e Germania rischiano di andare a casa dopo il primo turno , forse la geografia del pallone sta cambiando...
[ Leo Turrini, Il Giorno, 10/6/02]
Consacrato sul campo leader del Giappone, vittorioso sulla Russia Hidetoshi Nakata non dimentica l'Italia , l'altro suo grande amore calcistico: «Faccio i miei migliori auguri agli azzurri».
[ Nakata fa gli auguri, Tuttosport, 10/6/02]
Portava i baffi. Se li è tagliati dopo aver vinto la Coppa Intercontinentale con il Real Madrid. Porta la fidanzata agli allenamenti ma non ha alcuna intenzione di rinunciarci, alla fidanzata, non agli allenamenti, anche se quelli di Seul non gradivano. Esibire la propria femmina, quanfdo non moglie ufficiale, non è cosa degna. [..] Di anni cinquantacinque, essendo nato nel novembre del Quarantasei, giorno otto, Guus Hiddink è l'uomo di cui si parla in Oriente, uno degli stranieri che fa scuola come il francese Troussier per il Nippon Giappone e il serbo Milutinovic per la Cina.
A commentare i mondiali di calcio per My Tv c'è la più incredibile coppia di commentatori che la perfidia umana abbia potuto unire di fronte a una telecamera: Giovanni Trapattoni e Roberto Baggio.
Zidane, Totti o Ronaldo? Chi sarà il protagonista dei mondiali 2002? Per aiutarvi a decidere, My-tv preparato un favoloso speciale sulla Coppa del Mondo.