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Non fatevi ingannare da una vaga somiglianza con Gianluca Vialli. Il personaggio nella foto qui a destra si chiama Stefano Andreoli. Guadagna molto meno di Vialli ma non si è mai dopato come lui. Forse per questo non è riuscito ad andare ai Mondiali come giocatore. Ma è stato comunque autore di un notevole exploit: è stato convocato come "addetto alle statistiche ufficiali della Coppa del Mondo". Se ne starà per tutto giugno a Seul a vedersi le partite (non dallo stadio ma da uno studio televisivo) prendendo nota di falli, passaggi, ammonizioni, rimesse laterali effettuate da coreani, cinesi, costaricani e, se gli va bene, argentini e tedeschi. Ma perché vi stiamo raccontando questa storia di cui, immaginiamo, non vi frega nulla. Calma, adesso ci arriviamo. Stefano dal suo balcone con vista sui Mondiali ci racconterà con parole e immagini esclusive le vicende che nessun inviato ufficiale avrebbe mai il coraggio di riferire: come sono fatti i water coreani, come con un pass e un maglietta adeguata ci si può fingere un "italian football player" scatendando deliri nelle teenager orientali, dove si mangia il miglior cane nei ristoranti di Seul e altre amenità del genere. Forse si occuperà anche di calcio nel suo "Diario dei Mondiali", ma non è detto che succeda. Come è giusto fare con i grandi reporter gli abbiamo lasciato carta bianca (la verità è che non abbiamo un centesimo di euro da dargli e preghiamo che non si stufi di lavorare gratis).Ma basta con le ciance. Lasciamo spazio al nostro inviato e al suo mirabile reportage dai luoghi sacri della World Cup 2002. Diariomondiale 12ª puntata (the last) Questa mattina, tappa forzata al Media Center per smontare tutto. Che nostalgia, vedere impacchettati i computer su cui noi del team ETS (doveroso citare tutti: Alberto, a cui devo tutto, Daniele, Alvaro, Corrado, Sandro, Dario e Carlo... grandissimi!) abbiamo contato uno ad uno - tra le altre cose - tutti i 57.918 passaggi, le 2.879 rimesse laterali e i 5.709 contrasti di questo Mondiale. Una volta tanto anche i freddi numeri possono avere un'anima... tant'è vero che a qualcuno è scappata la lacrimuccia (le cifre sono giuste: vi chiederete a chi potrebbero mai interessare. Bé, anche io). Oggi, passeggiando per Seul, non posso fare a meno di notare come ogni segno del mondiale sia già sparito dall'arredo urbano della città! Come la carrozza di Cenerentola a mezzanotte, la capitale coreana ha ripreso il suo aspetto 'normale'. Mi piacerebbe conoscerlo meglio, questo lato genuino, ma domani un aereo mi aspetta per riportarmi a casa. Credevo che sarei scoppiato in lacrime di gioia al momento di tornare, invece più si avvicina il momento della partenza più guardo ad esso con malinconia... in fondo qui a Seul non si stava poi male, anzi! Cerco nella mente motivi per essere felice, ma più ci penso su e più lati negativi trovo in questo ritorno. Ecco, in ordine sparso, alcune spiacevoli situazioni con cui dovrò giocoforza fare i conti giunto in Italia. - Sapere che dopo aver consumato carne di cane (maledetta Licia Colò!) i tre quarti dei miei amici di sesso femminile non vorranno più avere niente a che fare con me; - Riabituarmi al telefonino e ad essere sempre reperibile; - Riabituarmi alla televisione italiana. E al suo proprietario; - Riabituarmi, dopo tanta fatica, agli Euro... perché qui i tagli della valuta locale sono del tutto uguali a quelli della vecchia lira (monete da 50, 100 e 500, carta da mille -dal potere d'acquisto assai limitato- e da diecimila Won) quindi dopo cinquanta giorni in Corea dovrò ricominciare da zero con quelle odiose monetine. - Disabituarmi alla carta di credito della ditta; - Riabituarmi a passeggiare in mezzo alla strada come una persona normale, senza venire salutato con ampi sorrisi dalla metà delle ragazze che incontro; - Riabituarmi al fatto che, in una qualsiasi discoteca, il rapporto uomini-donne presenti è di solito di 1 a 1 e non di 1 a 10 come qui; - Disabituarmi a fare ad alta voce triviali apprezzamenti alle signorine che incontro per strada (questa sarà la più dura) Direi che è il migliore spot per Seul che potessi fare... certo è che mi mancherai, Corea!!! In Italia in molti sperano di dimenticarlo in fretta, questo Mondiale. Io non ci riuscirò tanto facilmente. Come non riuscirò mai (a differenza di tutti gli Italiani) ad essere incazzato con i Coreani: troppo gentili e disponibili per voler loro male!!! Per questo, nonostante tutto, grido Dae-Han-Ming-Guk!!! Italia, arrivo! Questo è tutto. Saluto i miei 4 lettori (tutti parenti ovviamente), e chiunque altro abbia avuto tempo da perdere per seguire queste paginette. Ma spero sia solo un arrivederci ai prossimi Mondiali... pur di prolungare il mio contratto fino a Germania 2006, quelli di Clarence hanno promesso di raddoppiarmi lo stipendio. Sperano che io ci caschi?... Buona estate a tutti Stefano
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