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12ª Puntata (the last)
di Stefano Andreoli Brasile campione: that's all, folks. È finita! Nonostante l'arrancare verso il pallone di Collina - che voleva fischiare la fine come Coelho nel 1982 e non ci è riuscito - abbia prolungato di trenta secondi questi campionati del mondo, il sipario è calato. Mai come questa volta c'era una sola squadra favorita: mai come questa volta l'esito che tutti pronosticavano è stato rispettato. Ronaldo si lancia verso il secondo pallone d'oro mentre Kahn torna sulla terra (sarebbe meglio di Buffon e Toldo? Vogliamo scherzare?). E la sera, ovviamente in discoteca, la torcida si è scatenata grazie a una decina di procaci tifose brasiliane, in estasi per la vittoria della Seleçao. E noi con loro. Questa mattina, tappa forzata al Media Center per smontare tutto. Che nostalgia, vedere impacchettati i computer su cui noi del team ETS (doveroso citare tutti: Alberto, a cui devo tutto, Daniele, Alvaro, Corrado, Sandro, Dario e Carlo... grandissimi!) abbiamo contato uno ad uno - tra le altre cose - tutti i 57.918 passaggi, le 2.879 rimesse laterali e i 5.709 contrasti di questo Mondiale. Una volta tanto anche i freddi numeri possono avere un'anima... tant'è vero che a qualcuno è scappata la lacrimuccia (le cifre sono giuste: vi chiederete a chi potrebbero mai interessare. Bé, anche io). Oggi, passeggiando per Seul, non posso fare a meno di notare come ogni segno del mondiale sia già sparito dall'arredo urbano della città! Come la carrozza di Cenerentola a mezzanotte, la capitale coreana ha ripreso il suo aspetto 'normale'. Mi piacerebbe conoscerlo meglio, questo lato genuino, ma domani un aereo mi aspetta per riportarmi a casa. Credevo che sarei scoppiato in lacrime di gioia al momento di tornare, invece più si avvicina il momento della partenza più guardo ad esso con malinconia... in fondo qui a Seul non si stava poi male, anzi! Cerco nella mente motivi per essere felice, ma più ci penso su e più lati negativi trovo in questo ritorno. Ecco, in ordine sparso, alcune spiacevoli situazioni con cui dovrò giocoforza fare i conti giunto in Italia. - Sapere che dopo aver consumato carne di cane (maledetta Licia Colò!) i tre quarti dei miei amici di sesso femminile non vorranno più avere niente a che fare con me; - Riabituarmi al telefonino e ad essere sempre reperibile; - Riabituarmi alla televisione italiana. E al suo proprietario; - Riabituarmi, dopo tanta fatica, agli Euro... perché qui i tagli della valuta locale sono del tutto uguali a quelli della vecchia lira (monete da 50, 100 e 500, carta da mille -dal potere d'acquisto assai limitato- e da diecimila Won) quindi dopo cinquanta giorni in Corea dovrò ricominciare da zero con quelle odiose monetine. - Disabituarmi alla carta di credito della ditta; - Riabituarmi a passeggiare in mezzo alla strada come una persona normale, senza venire salutato con ampi sorrisi dalla metà delle ragazze che incontro; - Riabituarmi al fatto che, in una qualsiasi discoteca, il rapporto uomini-donne presenti è di solito di 1 a 1 e non di 1 a 10 come qui; - Disabituarmi a fare ad alta voce triviali apprezzamenti alle signorine che incontro per strada (questa sarà la più dura) Direi che è il migliore spot per Seul che potessi fare... certo è che mi mancherai, Corea!!! In Italia in molti sperano di dimenticarlo in fretta, questo Mondiale. Io non ci riuscirò tanto facilmente. Come non riuscirò mai (a differenza di tutti gli Italiani) ad essere incazzato con i Coreani: troppo gentili e disponibili per voler loro male!!! Per questo, nonostante tutto, grido Dae-Han-Ming-Guk!!! Italia, arrivo! Questo è tutto. Saluto i miei 4 lettori (tutti parenti ovviamente), e chiunque altro abbia avuto tempo da perdere per seguire queste paginette. Ma spero sia solo un arrivederci ai prossimi Mondiali... pur di prolungare il mio contratto fino a Germania 2006, quelli di Clarence hanno promesso di raddoppiarmi lo stipendio. Sperano che io ci caschi?... Buona estate a tutti Stefano
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